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Da: Ufficio Stampa Comune di Bondeno

Fabio Bergamini e Simone Saletti: «Prima fiera dell’autunno, ed anche evento in grado di coinvolgere l’intera comunità Pilastrese»

Bondeno (Ferrara), 19-09-2019.
Ci saranno spettacoli, eventi culturali, ed anche culinari, assieme naturalmente a momenti di raccoglimento religioso, ma soprattutto sarà un evento in grado di coinvolgere la comunità. La Fiera di San Matteo a Pilastri rappresenta un punto di snodo, da sempre, tra le attività di intrattenimento estive e quelle autunnali. «Un momento di comunità – lo definiscono il sindaco di Bondeno, Fabio Bergamini, ed il vicesindaco con delega alla promozione del territorio, Simone Saletti – che serve a rendere tutti partecipi ad una festa, che si svolge innanzitutto attorno a valori che accomunano la vita di un paese». Il momento più alto della rassegna sarà certamente la solenne celebrazione liturgica dedicata al Patrono San Matteo. Celebrazione, che si svolgerà sabato 21 settembre (alle ore 18) con la S. Messa in chiesa di don Roberto Sibani, ma che proseguirà dopo la comunione con la proclamazione della preghiera davanti all’Immagine del Patrono, prima si spostarsi sul sagrato per la benedizione con la Reliquia di San Matteo dei presenti e, simbolicamente, di tutti gli abitanti e le case di Pilastri. Venerdì 20 settembre, è prevista l’apertura della fiera vera e propria, con momenti organizzati dalla parrocchia a sostegno dei progetti della missione pastorale in Brasile – ricordando i 35 anni di “Gente di Fumana”, il periodico che arriva nelle case di tutta la zona – ed altri a cura del volontariato del paese: come le mostre fotografiche allestite alla Casa del Popolo e dedicate ai volti della comunità locale (di ieri e di oggi) raccontati dagli scatti di Valentino Po, ed alle “Due guerre di Bruno Merighi”, tra i gelo russo e i campi di prigionia tedeschi. Sabato 21, dalle ore 16, laboratori didattici per i bambini a cura del Gruppo Archeologico, sullo sfondo degli studi sulla Terramara. Domenica 22, invece, per tutta la giornata, esibizione di tiro con l’arco storico a cura della Compagnia Arcieri e Balestrieri del Borgo di Ferrara. Dalle 9,30, ci sarà l’apertura del mercatino itinerante degli agricoltori, che proprio qui segnò il suo inizio alcuni mesi fa. Suggestivo appuntamento, alle ore 11, anche con gli anniversari di matrimonio, che verranno celebrati in paese. Senza dimenticare, l’evento rock di venerdì sera (ore 21) alla Dancing Arena, dove si esibiranno nell’ordine The Dice, i Maeraia ed i Byosystem55. Sabato sera (ore 21), scena dedicata ad uno spettacolo a metà tra il circo, il teatro e il cabaret, con “All’InCirco Varietà”, mentre domenica sera (ore 21,30 nella piazza) chiuderanno i festeggiamenti le gag dialettali dell’immancabile Compagnia Ruspante, che presenterà il suo show: “La fiera di Sdass”. Per tutta la durata della fiera sarà in funzione lo stand gastronomico “Sostieni la Baracca”. Insomma, fra dj, musica e persino una lotteria culinaria, ce ne sarà davvero per tutti i gusti.

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Caro lettore

Dopo molti mesi di pensieri, ripensamenti, idee luminose e amletici dubbi, quello che vi trovate sotto gli occhi è il Nuovo Periscopio. Molto, forse troppo ardito, colorato, anticonvenzionale, diverso da tutti gli altri media in circolazione, in edicola o sul web.

Se già frequentate  queste pagine, se vi piace o almeno vi incuriosisce Periscopio, la sua nuova veste grafica e i nuovi contenuti vi faranno saltare di gioia. Non esiste in natura un quotidiano online con il coraggio e/o l’incoscienza di criticare e capovolgere l’impostazione classica di questo “il giornale” un’idea (geniale) nata 270 anni fa, ma che ha introdotto  dei codici precisi rimasti quasi inalterati. Nemmeno la rivoluzione digitale, la democrazia informava, la nascita della Rete, l’esplosione dei social media, hanno cambiato di molto le testate giornalistiche, il loro ordine, la loro noia.

Tanto che qualcuno si è chiesto se ancora servono, se hanno ancora un ruolo e un senso i quotidiani.  Arrivano sempre “dopo la notizia”, mettono tutti lo stesso titolo in prima pagina, seguono diligentemente il pensiero unico e il potente di turno, ricalcano in fotocopia le solite sezioni interne: politica interna, esteri, cronaca, economia, sport…. Anche le parole sembrano piene di polvere, perché il linguaggio giornalistico, invece di arricchirsi, si è impoverito.  Il vocabolario dei quotidiani registra e riproduce quello del sottobosco politico e della chiacchiera televisiva, oppure insegue inutilmente la grande nuvola confusa del web.

Periscopio propone un nuovo modo di essere giornale, di fare informazione. di accostare Alto e Basso, di rapportarsi al proprio pubblico. Rompe compartimenti stagni delle sezioni tradizionali di quotidiani. Accoglie e dà riconosce uguale dignità a tutti i generi e tutti linguaggi: così in primo piano ci può essere una notizia, un commento, ma anche una poesia o una vignetta.  Abbandona la rincorsa allo scoop, all’intervista esclusiva, alla firma illustre, proponendo quella che abbiamo chiamato “informazione verticale”: entrare cioè nelle  “cose che accadono fuori e dentro di noi”, denunciare Il Vecchio che resiste e raccontare Il Nuovo che germoglia, stare dalla parte dei diritti e denunciare la diseguaglianza che cresce in Italia e nel mondo. .

Con il quotidiano di ieri, così si diceva, oggi ci si incarta il pesce. Non Periscopio, la sua “informazione verticale” non invecchia mai e dal nostro archivio di quasi 50.000 articoli (disponibile gratuitamente) si pescano continuamente contenuti utili per integrare le ultime notizie uscite. Non troverete mai, come succede in quasi tutti i quotidiani on line,  le prime tre righe dell’articolo in chiaro… e una piccola tassa per poter leggere tutto il resto.

Sembra una frase retorica ma non lo è: “Periscopio è un giornale senza padrini e senza padroni”. Siamo orgogliosamente antifascisti, pacifisti, nonviolenti, femministi, ambientalisti. Crediamo nella Sinistra (anche se la Sinistra non crede più a se stessa), ma non apparteniamo a nessuna casa politica, non fiancheggiamo nessun partito e nessun leader. Anzi, diffidiamo dei leader e dei capipopolo, perfino degli eroi. Non ci piacciono i muri, quelli materiali come  quelli immateriali, frutto del pregiudizio e dell’egoismo. Ci piace “il popolo” (quello scritto in Costituzione) e vorremmo cancellare “la nazione”, premessa di ogni guerra e  di ogni violenza.

Periscopio è quindi un giornale popolare, non nazionalpopolare. Un quotidiano “generalista”,  scritto per essere letto da tutti (“quelli che hanno letto milioni di libri o che non sanno nemmeno parlare” F. De Gregori), da tutti quelli che coltivano la curiosità, e non dalle elites, dai circoli degli addetti ai lavori, dagli intellettuali del vuoto e della chiacchiera.

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