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Da: Ufficio Stampa Gruppo HERA

La multiutility esprime soddisfazione per la posizione raggiunta, certificata da Legambiente nel report “Ecosistema urbano”. Un risultato che gratifica l’impegno profuso ma che non è un traguardo, bensì uno stimolo e un nuovo punto di partenza per migliorare ulteriormente i servizi a disposizione della città.

Ferrara è la prima città d’Italia per raccolta differenziata. A sostenerlo è Legambiente con il report annuale stilato assieme al Sole 24 Ore che analizza l’ecosistema urbano del Belpaese.
Giunto alla sua 26esima edizione, lo studio analizza 18 parametri e, a partire da questi, stila la classifica dei territori più green. Aria, acqua, mobilità, ambiente e rifiuti, queste le macrocategorie sulle quali le località italiane competono, e che complessivamente attestano che Ferrara è la 10a città più “verde” d’Italia, con 18 posizioni guadagnate rispetto alla scorsa edizione.
Ma il vero primato arriva con l’indicatore che misura la percentuale di raccolta differenziata: in questa specifica classifica, grazie al suo 86% infatti Ferrara si colloca in prima posizione e guadagna la medaglia d’oro.
“Abbiamo lavorato sodo per raggiungere questo obiettivo – dice Antonio Dondi, Direttore Servizi Ambientali del Gruppo Hera – ma il merito di questo riconoscimento non è solo nostro: cittadini, imprese, tutti gli attori del mondo della scuola, l’associazionismo cittadino… tutti coloro che vivono e amano Ferrara si sono adoperati assieme ai nostri tecnici e operatori. Infatti, se è vero che il gestore ha il compito di studiare e mettere a disposizione della collettività un sistema funzionale ed efficiente, sta all’impegno delle persone decidere di utilizzarlo nel modo corretto”.
“Questo risultato non è un traguardo – conclude Dondi – ma un deve rappresentare un nuovo punto di partenza per migliorare ulteriormente i servizi che quotidianamente offriamo alla città. A prescindere dal dato sintetico, che testimonia la bontà del modello adottato da Ferrara, c’è tanto ancora da fare e, grazie anche alla conferma giunta oggi, siamo pronti con rinnovato entusiasmo per questa nuova sfida”
“Oggi come Amministrazione comunale abbiamo partecipato a Mantova alla cerimonia di presentazione del rapporto Ecosistema Urbano 2019 di Legambiente – commenta Alessandro Balboni, assessore all’Ambiente del Comune di Ferrara – che è culminata con la presentazione della classifica italiana e del grande risultato raggiunto da Ferrara. La nostra città appare prima nella categoria della raccolta differenziata, svettando con l’86%, consentendoci così di chiudere la classifica dei primi 10 Comuni più virtuosi di tutta Italia.
Un grande riconoscimento che va rivolto ai cittadini ferraresi: a loro va la nostra riconoscenza per la sensibilità e l’impegno dimostrati.
Questo risultato, benché gratificante a fronte del grande sforzo dei cittadini, non deve accontentarci. Per questo motivo, come Amministrazione, ci siamo dati il preciso compito di intervenire con determinazione sui regolamenti attuali che determinano la tariffa corrispettiva puntuale. Il nostro scopo sarà premiare i cittadini più virtuosi e diligenti nella raccolta differenziata, così da consentire loro un risparmio concreto in bolletta. È in programma inoltre anche la revisione dei criteri, spesso iniqui, risalenti al lontano 2002, con i quali sono stabilite le varie categorie non domestiche e i relativi costi della tariffazione dei rifiuti”.

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Ogni giorno politici, sociologi economisti citano un fantomatico “Paese Reale”. Per loro è una cosa che conta poco o niente, che corrisponde al “piano terra”, alla massa, alla gente comune. Così il Paese Reale è solo nebbia mediatica, un’entità demografica a cui rivolgersi in tempo di elezioni.
Ma di cosa e di chi è fatto veramente il Paese Reale? Se ci pensi un attimo, il Paese Reale siamo Noi, siamo Noi presi Uno a Uno.  L’artista polesano Piermaria Romani  si è messo in strada e ha pensato a una specie di censimento. Ha incontrato di persona e illustrato il Paese Reale. Centinaia di ritratti e centinaia di storie.
(Cliccare sul ritratto e ingrandire l’immagine per leggere il testo)

PAESE REALE

di Piermaria Romani

 

Cari lettori,

dopo molti mesi di pensieri, ripensamenti, idee luminose e amletici dubbi, quello che vi trovate sotto gli occhi è il Nuovo Periscopio. Molto, forse troppo ardito, colorato, anticonvenzionale, diverso da tutti gli altri media in circolazione, in edicola o sul web.

Se già frequentate  queste pagine, se vi piace o almeno vi incuriosisce Periscopio, la sua nuova veste grafica e i nuovi contenuti vi faranno saltare di gioia. Non esiste in natura un quotidiano online con il coraggio e/o l’incoscienza di criticare e capovolgere l’impostazione classica di questo “giornale” .

Tanto che qualcuno si è chiesto se  i giornali ancora servono, se hanno ancora un ruolo e un senso i quotidiani.  Arrivano sempre “dopo la notizia”, mettono tutti lo stesso titolo in prima pagina, seguono diligentemente il pensiero unico e il potente di turno, ricalcano in fotocopia le solite sezioni interne: politica interna, esteri, cronaca, economia, sport… Anche le parole sembrano piene di polvere, perché il linguaggio giornalistico, invece di arricchirsi, si è impoverito.  Il vocabolario dei quotidiani registra e riproduce quello del sottobosco politico e della chiacchiera televisiva, oppure insegue inutilmente la grande nuvola confusa del web.

Periscopio propone un nuovo modo di essere giornale, di fare informazione. di accostare Alto e Basso, di rapportarsi al proprio pubblico. Rompe compartimenti stagni delle sezioni tradizionali di quotidiani. Accoglie e riconosce uguale dignità a tutti i generi e a tutti linguaggi: così in primo piano ci può essere una notizia, un commento, ma anche una poesia o una vignetta.  Abbandona la rincorsa allo scoop, all’intervista esclusiva, alla firma illustre, proponendo quella che abbiamo chiamato “informazione verticale”: entrare cioè nelle  “cose che accadono fuori e dentro di noi”, denunciare Il Vecchio che resiste e raccontare Il Nuovo che germoglia; stare dalla parte dei diritti e denunciare la diseguaglianza che cresce in Italia e nel mondo. Insomma: un giornale non rivolto a questo o a quel salotto, ma realmente al servizio della comunità.

Con il quotidiano di ieri – così si diceva – oggi “ci si incarta il pesce”. Non Periscopio, la sua “informazione verticale” non invecchia mai e dal nostro archivio di  50.000 articoli (disponibile gratuitamente) si pescano continuamente contenuti utili per integrare le ultime notizie uscite. Non troverete mai, come succede in quasi tutti i quotidiani on line,  le prime tre righe dell’articolo in chiaro… e una piccola tassa per poter leggere tutto il resto.

Sembra una frase retorica ma non lo è: “Periscopio è un giornale senza padrini e senza padroni”. Siamo orgogliosamente antifascisti, pacifisti, nonviolenti, femministi, ambientalisti. Crediamo nella Sinistra (anche se la Sinistra non crede più a se stessa), ma non apparteniamo a nessuna casa politica, non fiancheggiamo nessun partito e nessun leader. Anzi, diffidiamo dei leader e dei capipopolo, perfino degli eroi. Non ci piacciono i muri, quelli materiali come  quelli immateriali, frutto del pregiudizio e dell’egoismo. Ci piace “il popolo” (quello scritto in Costituzione) e vorremmo cancellare “la nazione”, premessa di ogni guerra e di ogni violenza.

Periscopio è quindi un giornale popolare, non nazionalpopolare. Un quotidiano “generalista”,  scritto per essere letto da tutti (“quelli che hanno letto milioni di libri o che non sanno nemmeno parlare” F. De Gregori), da tutti quelli che coltivano la curiosità, e non dalle élite, dai circoli degli addetti ai lavori, dagli intellettuali del vuoto e della chiacchiera.

La redazione e gli oltre 50 collaboratori scrivono e confezionano Periscopio  a titolo assolutamente volontario; lo fanno perché credono nel progetto del giornale e nel valore di una informazione diversa. Per questa ragione il giornale è sostenuto da una associazione di volontariato senza fini di lucro. I lettori – sostenitori, fanno parte a tutti gli effetti di una famiglia volonterosa e partecipata a garanzia di una gestitone collettiva e democratica del quotidiano che si finanzia, quindi vive, grazie ai liberi contributi dei suoi lettori, amici e sostenitori. Accetta e ospita sponsor ed inserzionisti solo socialmente, eticamente e culturalmente meritevoli.

Nato 10 anni fa con il nome Ferraraitalia già con una vocazione glocal, oggi il quotidiano è diventato Periscopio e naviga già in mare aperto, rivolgendosi a un pubblico nazionale e non solo. Non ci dimentichiamo però di Ferrara, la città che ospita la redazione e dove ogni giorno si fabbrica il giornale.  Ferraraitalia continua a vivere dentro Periscopio all’interno di una sezione speciale, una parte importante del tutto. 

Oggi Periscopio conta oltre 320.000 lettori, ma vuole crescere e farsi conoscere. Dipenderà da chi lo scrive ma soprattutto da chi lo legge e lo condivide con chi ancora non lo conosce. Per una volta, stare nella stessa barca può essere una avventura affascinante.  Buona navigazione a tutti.

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Francesco Monini
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