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da: ufficio Comunicazione ed Eventi Unife

Si chiama EduCARE in Unife ed è il nuovo ciclo di incontri in-formativi dedicato a tutti i genitori che lavorano e studiano all’Università di Ferrara.

L’iniziativa, promossa da Cristiana Fioravanti, Delegata del Rettore per le Pari Opportunità, dal Comitato Unico di Garanzia e dal Consiglio di Parità nell’ambito del Piano triennale di azioni positive d’Ateneo 2014-2016, vuole offrire un supporto concreto alla genitorialità, anche grazie ai servizi già attivi in città, prevedendo dei momenti educativi e di confronto fra genitori Unife e specialisti in politiche sociali, familiari e assistenziali.

Spiega Fioravanti: “ Gli incontri, nati per promuovere e conciliare la vita familiare con quella lavorativa e di chi studia nel nostro Ateneo, tratteranno di tematiche relative alla gestione del rapporto genitoriale, con sessione specifiche suddivise per fasce d’età dei figli, cercando di presentare soluzioni a supporto del ruolo di genitore oggi, divenuto sempre più difficile e delicato. Si approfondiranno temi quali l’educazione dei figli, l’importanza del prendersene cura e i servizi offerti a vario titolo alle famiglie ferraresi dall’Università, in sinergia con quelli resi disponibili delle istituzioni cittadine”.

Ecco il calendario degli incontri, tutti gratuiti e previsti in l’Aula 7 del Dipartimento di Giurisprudenza (.so Ercole I d’Este, 46), dalle ore 14.30 alle 17:

– martedì 11 novembre: “Essere genitori nei primi anni di vita Servizi educativi e di supporto alla genitorialità (0-6 anni)”. A cura di Donatella Mauro e Tullio Monini, Istituzione Servizi educativi, scolastici e per le famiglie, Comune di Ferrara;

– martedì 25 novembre: “Genitori oggi: non è così facile”. Aspetti psicologici del bambino (7/10 anni). Cosa significa crescere: teoria della personalità. Ruolo educativo dei genitori. A cura di Deanna Marescotti, Consigliera Comune di Ferrara;

– martedì 2 dicembre: “Gli è venuta l’adolescenza”. Suggerimenti educativi per mantenere una buona relazione con i figli ( 10-14 anni). A cura di Alberto Urro, Promeco, Comune e AUSL di Ferrara;

Iscrizioni aperte per genitori dipendenti e studenti Unife fino al 4 novembre.

Info: gender.equality@unife.it

www.unife.it/progetto/equality-and-diversity

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UNIVERSITA’ DI FERRARA


Ogni giorno politici, sociologi economisti citano un fantomatico “Paese Reale”. Per loro è una cosa che conta poco o niente, che corrisponde al “piano terra”, alla massa, alla gente comune. Così il Paese Reale è solo nebbia mediatica, un’entità demografica a cui rivolgersi in tempo di elezioni.
Ma di cosa e di chi è fatto veramente il Paese Reale? Se ci pensi un attimo, il Paese Reale siamo Noi, siamo Noi presi Uno a Uno.  L’artista polesano Piermaria Romani  si è messo in strada e ha pensato a una specie di censimento. Ha incontrato di persona e illustrato il Paese Reale. Centinaia di ritratti e centinaia di storie.
(Cliccare sul ritratto e ingrandire l’immagine per leggere il testo)

PAESE REALE

di Piermaria Romani

 

Caro lettore

Dopo molti mesi di pensieri, ripensamenti, idee luminose e amletici dubbi, quello che vi trovate sotto gli occhi è il Nuovo Periscopio. Molto, forse troppo ardito, colorato, anticonvenzionale, diverso da tutti gli altri media in circolazione, in edicola o sul web.

Se già frequentate  queste pagine, se vi piace o almeno vi incuriosisce Periscopio, la sua nuova veste grafica e i nuovi contenuti vi faranno saltare di gioia. Non esiste in natura un quotidiano online con il coraggio e/o l’incoscienza di criticare e capovolgere l’impostazione classica di questo “il giornale” un’idea (geniale) nata 270 anni fa, ma che ha introdotto  dei codici precisi rimasti quasi inalterati. Nemmeno la rivoluzione digitale, la democrazia informava, la nascita della Rete, l’esplosione dei social media, hanno cambiato di molto le testate giornalistiche, il loro ordine, la loro noia.

Tanto che qualcuno si è chiesto se ancora servono, se hanno ancora un ruolo e un senso i quotidiani.  Arrivano sempre “dopo la notizia”, mettono tutti lo stesso titolo in prima pagina, seguono diligentemente il pensiero unico e il potente di turno, ricalcano in fotocopia le solite sezioni interne: politica interna, esteri, cronaca, economia, sport…. Anche le parole sembrano piene di polvere, perché il linguaggio giornalistico, invece di arricchirsi, si è impoverito.  Il vocabolario dei quotidiani registra e riproduce quello del sottobosco politico e della chiacchiera televisiva, oppure insegue inutilmente la grande nuvola confusa del web.

Periscopio propone un nuovo modo di essere giornale, di fare informazione. di accostare Alto e Basso, di rapportarsi al proprio pubblico. Rompe compartimenti stagni delle sezioni tradizionali di quotidiani. Accoglie e dà riconosce uguale dignità a tutti i generi e tutti linguaggi: così in primo piano ci può essere una notizia, un commento, ma anche una poesia o una vignetta.  Abbandona la rincorsa allo scoop, all’intervista esclusiva, alla firma illustre, proponendo quella che abbiamo chiamato “informazione verticale”: entrare cioè nelle  “cose che accadono fuori e dentro di noi”, denunciare Il Vecchio che resiste e raccontare Il Nuovo che germoglia, stare dalla parte dei diritti e denunciare la diseguaglianza che cresce in Italia e nel mondo. .

Con il quotidiano di ieri, così si diceva, oggi ci si incarta il pesce. Non Periscopio, la sua “informazione verticale” non invecchia mai e dal nostro archivio di quasi 50.000 articoli (disponibile gratuitamente) si pescano continuamente contenuti utili per integrare le ultime notizie uscite. Non troverete mai, come succede in quasi tutti i quotidiani on line,  le prime tre righe dell’articolo in chiaro… e una piccola tassa per poter leggere tutto il resto.

Sembra una frase retorica ma non lo è: “Periscopio è un giornale senza padrini e senza padroni”. Siamo orgogliosamente antifascisti, pacifisti, nonviolenti, femministi, ambientalisti. Crediamo nella Sinistra (anche se la Sinistra non crede più a se stessa), ma non apparteniamo a nessuna casa politica, non fiancheggiamo nessun partito e nessun leader. Anzi, diffidiamo dei leader e dei capipopolo, perfino degli eroi. Non ci piacciono i muri, quelli materiali come  quelli immateriali, frutto del pregiudizio e dell’egoismo. Ci piace “il popolo” (quello scritto in Costituzione) e vorremmo cancellare “la nazione”, premessa di ogni guerra e  di ogni violenza.

Periscopio è quindi un giornale popolare, non nazionalpopolare. Un quotidiano “generalista”,  scritto per essere letto da tutti (“quelli che hanno letto milioni di libri o che non sanno nemmeno parlare” F. De Gregori), da tutti quelli che coltivano la curiosità, e non dalle elites, dai circoli degli addetti ai lavori, dagli intellettuali del vuoto e della chiacchiera.

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Nato quasi otto anni fa con il nome Ferraraitalia già con una vocazione glocal, oggi il quotidiano è diventato: Periscopio naviga già in mare aperto, rivolgendosi a un pubblico nazionale e non solo. Non ci dimentichiamo però di Ferrara, la città che ospita la redazione e dove ogni giorno si fabbrica il giornale. e Ferraraitalia continua a vivere dentro Periscopio all’interno di una sezione speciale, una parte importante del tutto. 
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Francesco Monini
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