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Da: Confagricoltura

Confagricoltura Ferrara sul cedimento dell’argine:
“basta rincorrere le emergenze, dobbiamo prevenire”
La falla di 15 metri che lo scorso sabato si è aperta sull’argine del Canale Navigabile, allagando la campagna tra Migliarino ed Ostellato, è solamente l’ultimo dei disastri annunciati dagli agricoltori. A Confagricoltura Ferrara si registrano i danni delle Aziende associate; a subire l’allagamento la società agricola Bruni Andrea e Riccardo e le Aziende Agricole Bruni Roberto e Massimo, e Rizzo Antonio. “Non se ne può più, basta rincorrere le emergenze e mai prevenire! La colpa è delle nutrie e delle tane di volpi, ma anche dell’incuria. Sa quanto costerà il ripristino dell’arginatura e quanto il costo sarebbe stato inferiore se si fosse provveduto a mantenere puliti gli argini e quanti rovi si potevano trinciare?” – Queste le dichiarazioni dei titolari della Società Bruni Andrea e Riccardo, azienda di 50 ettari dei quali ben 16 allagati da almeno 40 cm di acqua, coltivati a erba medica e mais. La società Agricola comprende un allevamento di suini, di bovini e l’annessa rivendita carni. “Sono un coadiutore – prosegue Andrea – troppe sono le limitazioni che impediscono il nostro operato, inoltre l’incuria ha creato negli anni una vera foresta di alberi e di rovi, impedendo i sopralluoghi per l’individuazione delle tane. Sabato è stato difficile trovare la rottura dell’argine e quasi impossibile arrivare sul posto per intervenire con immediatezza. Nel primo mattino abbiamo visto che tutti i canali cominciavano a tracimare, così abbiamo avvisato il Consorzio di Bonifica; alle 15 è arrivato l’escavatore e, tra mille pericoli, è riuscito a farsi strada e creare un varco, ripulendo la vegetazione per circa 200 metri per poter arginare la falla. Appena in tempo per salvare l’allevamento, infatti in tarda serata l’acqua era arrivata a lambire le nostre porcilaie. Gli argini vanno bonificati e mantenuti puliti, oggi si può parlare di soli danni, peraltro ancora non quantificabili, ma il pericolo poteva essere ben più grave. Tutto il personale della Bonifica si è adoperato fin dal primo mattino, provvedendo all’abbassamento del livello dell’acqua facendola defluire nei canali; ora serve che le Istituzioni competenti si attivino per garantire la messa in sicurezza degli argini del Canale Navigabile”. “Abbiamo avuto l’ulteriore conferma del fatto che occorre attuare immediatamente un efficace piano di contenimento della nutria”. Lo afferma il Direttore di Confagricoltura Ferrara, che prosegue, “Le attuali disposizioni del piano regionale di controllo non sono sufficienti a debellare una piaga che sta flagellando il nostro territorio, mettendo a rischio non solo le produzioni agricole, ma soprattutto l’incolumità di tutti quei lavoratori autonomi e dipendenti che quotidianamente rischiano la vita alla guida dei loro mezzi meccanici, a causa delle gallerie che le nutrie scavano compromettendo la tenuta delle arginature dei corsi d’acqua. Occorre che vengano attivate risorse sufficienti per mettere in sicurezza i nostri corsi d’acqua e per attenuare il fenomeno della diffusione della popolazione della nutria, prima che sia troppo tardi”.

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Caro lettore

Dopo molti mesi di pensieri, ripensamenti, idee luminose e amletici dubbi, quello che vi trovate sotto gli occhi è il Nuovo Periscopio. Molto, forse troppo ardito, colorato, anticonvenzionale, diverso da tutti gli altri media in circolazione, in edicola o sul web.

Se già frequentate  queste pagine, se vi piace o almeno vi incuriosisce Periscopio, la sua nuova veste grafica e i nuovi contenuti vi faranno saltare di gioia. Non esiste in natura un quotidiano online con il coraggio e/o l’incoscienza di criticare e capovolgere l’impostazione classica di questo “il giornale” un’idea (geniale) nata 270 anni fa, ma che ha introdotto  dei codici precisi rimasti quasi inalterati. Nemmeno la rivoluzione digitale, la democrazia informava, la nascita della Rete, l’esplosione dei social media, hanno cambiato di molto le testate giornalistiche, il loro ordine, la loro noia.

Tanto che qualcuno si è chiesto se ancora servono, se hanno ancora un ruolo e un senso i quotidiani.  Arrivano sempre “dopo la notizia”, mettono tutti lo stesso titolo in prima pagina, seguono diligentemente il pensiero unico e il potente di turno, ricalcano in fotocopia le solite sezioni interne: politica interna, esteri, cronaca, economia, sport…. Anche le parole sembrano piene di polvere, perché il linguaggio giornalistico, invece di arricchirsi, si è impoverito.  Il vocabolario dei quotidiani registra e riproduce quello del sottobosco politico e della chiacchiera televisiva, oppure insegue inutilmente la grande nuvola confusa del web.

Periscopio propone un nuovo modo di essere giornale, di fare informazione. di accostare Alto e Basso, di rapportarsi al proprio pubblico. Rompe compartimenti stagni delle sezioni tradizionali di quotidiani. Accoglie e dà riconosce uguale dignità a tutti i generi e tutti linguaggi: così in primo piano ci può essere una notizia, un commento, ma anche una poesia o una vignetta.  Abbandona la rincorsa allo scoop, all’intervista esclusiva, alla firma illustre, proponendo quella che abbiamo chiamato “informazione verticale”: entrare cioè nelle  “cose che accadono fuori e dentro di noi”, denunciare Il Vecchio che resiste e raccontare Il Nuovo che germoglia, stare dalla parte dei diritti e denunciare la diseguaglianza che cresce in Italia e nel mondo. .

Con il quotidiano di ieri, così si diceva, oggi ci si incarta il pesce. Non Periscopio, la sua “informazione verticale” non invecchia mai e dal nostro archivio di quasi 50.000 articoli (disponibile gratuitamente) si pescano continuamente contenuti utili per integrare le ultime notizie uscite. Non troverete mai, come succede in quasi tutti i quotidiani on line,  le prime tre righe dell’articolo in chiaro… e una piccola tassa per poter leggere tutto il resto.

Sembra una frase retorica ma non lo è: “Periscopio è un giornale senza padrini e senza padroni”. Siamo orgogliosamente antifascisti, pacifisti, nonviolenti, femministi, ambientalisti. Crediamo nella Sinistra (anche se la Sinistra non crede più a se stessa), ma non apparteniamo a nessuna casa politica, non fiancheggiamo nessun partito e nessun leader. Anzi, diffidiamo dei leader e dei capipopolo, perfino degli eroi. Non ci piacciono i muri, quelli materiali come  quelli immateriali, frutto del pregiudizio e dell’egoismo. Ci piace “il popolo” (quello scritto in Costituzione) e vorremmo cancellare “la nazione”, premessa di ogni guerra e  di ogni violenza.

Periscopio è quindi un giornale popolare, non nazionalpopolare. Un quotidiano “generalista”,  scritto per essere letto da tutti (“quelli che hanno letto milioni di libri o che non sanno nemmeno parlare” F. De Gregori), da tutti quelli che coltivano la curiosità, e non dalle elites, dai circoli degli addetti ai lavori, dagli intellettuali del vuoto e della chiacchiera.

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