Skip to main content

Da: Ufficio Stampa Lega Emilia-Romagna

INFILTRAZIONI MAFIOSE, BARGI (LEGA ER): “EMILIA-ROMAGNA TERZA IN ITALIA PER INTERDITTIVE: CONTRO LA CRIMINALITA’ MENO TEORIA E PIU’ MISURE DI CONTRASTO”

BOLOGNA, 3 DIC – I dati che emergono dalle relazioni di Dia (Direzione investigativa antimafia), Dna (Direzione nazionale antimafia) e dai report del Viminale parlano chiaro: l’Emilia-Romagna ha rappresentato terreno fertile per le associazioni mafiosi. La nostra regione è la terza in Italia per misure interdittive, con Modena maglia nera, Reggio Emilia, con Aemilia, ha ospitato il più importante processo alla ndrangheta degli ultimi decenni, ed il rischio usura paventato dal numero uno di Confcommercio, Carlo Sangalli, per il tessuto delle micro, piccole e medie aziende, rappresenta più di una minaccia alla luce del periodo storico difficile che stiamo affrontando. Da qui la necessità di prendere di petto il contrasto alle infiltrazioni mafiose nel nostro territorio: un contrasto che non può più passare, solamente, da progetti di sensibilizzazione che, per quanto utili, hanno fallito nel loro intento di generare anticorpi. Quello che serve ora è una reale presa di consapevolezza e di coscienza del problema ed una sensibile stretta nelle misure di contrasto”. Così il consigliere regionale della Lega, Stefano Bargi, è intervenuto questa mattina nella commissione congiunta convocata per la presentazione della relazione dell’osservatorio regionale sulla criminalità.
“E’ necessario – ha sottolineato Bargi – individuare misure più stringenti e prendere atto, a livello di politica regionale, del fatto che gli “anticorpi” che in passato venivano paventati come fonte di resistenza alle infiltrazioni mafiose sul territorio, sono venuti meno, anche tra la classe dirigente locale” ha ribadito il consigliere leghista, ricordando i diversi casi di comuni sciolti e la relazione stessa della Direzione nazionale antimafia in Emilia-Romagna.

“E’ singolare, poi, che solo oggi e in ritardo di un anno sia stata presentata la relazione dell’osservatorio, tanto più che la commissione odierna è stata convocata a seguito di una preciso atto formale di richiesta presentato dalla Lega. Serve un cambio di strategia politica nel contrasto alle infiltrazioni mafiose ed il primo passo deve essere proprio attivarsi per consentire una maggior presa di posizione del fenomeno. In quest’ottica risulta imprescindibile la necessità, in primis, che venga data la dovuta visibilità al problema, che è reale e già radicato sul territorio. Quella visibilità che, sino ad oggi, non ha avuto e probabilmente non avrebbe ancora avuto se come Lega non avessimo insistito per la convocazione della commissione odierna” ha concluso il consigliere leghista.

tag:

Riceviamo e pubblichiamo


Ogni giorno politici, sociologi economisti citano un fantomatico “Paese Reale”. Per loro è una cosa che conta poco o niente, che corrisponde al “piano terra”, alla massa, alla gente comune. Così il Paese Reale è solo nebbia mediatica, un’entità demografica a cui rivolgersi in tempo di elezioni.
Ma di cosa e di chi è fatto veramente il Paese Reale? Se ci pensi un attimo, il Paese Reale siamo Noi, siamo Noi presi Uno a Uno.  L’artista polesano Piermaria Romani  si è messo in strada e ha pensato a una specie di censimento. Ha incontrato di persona e illustrato il Paese Reale. Centinaia di ritratti e centinaia di storie.
(Cliccare sul ritratto e ingrandire l’immagine per leggere il testo)

PAESE REALE

di Piermaria Romani

 

Caro lettore

Dopo molti mesi di pensieri, ripensamenti, idee luminose e amletici dubbi, quello che vi trovate sotto gli occhi è il Nuovo Periscopio. Molto, forse troppo ardito, colorato, anticonvenzionale, diverso da tutti gli altri media in circolazione, in edicola o sul web.

Se già frequentate  queste pagine, se vi piace o almeno vi incuriosisce Periscopio, la sua nuova veste grafica e i nuovi contenuti vi faranno saltare di gioia. Non esiste in natura un quotidiano online con il coraggio e/o l’incoscienza di criticare e capovolgere l’impostazione classica di questo “il giornale” un’idea (geniale) nata 270 anni fa, ma che ha introdotto  dei codici precisi rimasti quasi inalterati. Nemmeno la rivoluzione digitale, la democrazia informava, la nascita della Rete, l’esplosione dei social media, hanno cambiato di molto le testate giornalistiche, il loro ordine, la loro noia.

Tanto che qualcuno si è chiesto se ancora servono, se hanno ancora un ruolo e un senso i quotidiani.  Arrivano sempre “dopo la notizia”, mettono tutti lo stesso titolo in prima pagina, seguono diligentemente il pensiero unico e il potente di turno, ricalcano in fotocopia le solite sezioni interne: politica interna, esteri, cronaca, economia, sport…. Anche le parole sembrano piene di polvere, perché il linguaggio giornalistico, invece di arricchirsi, si è impoverito.  Il vocabolario dei quotidiani registra e riproduce quello del sottobosco politico e della chiacchiera televisiva, oppure insegue inutilmente la grande nuvola confusa del web.

Periscopio propone un nuovo modo di essere giornale, di fare informazione. di accostare Alto e Basso, di rapportarsi al proprio pubblico. Rompe compartimenti stagni delle sezioni tradizionali di quotidiani. Accoglie e dà riconosce uguale dignità a tutti i generi e tutti linguaggi: così in primo piano ci può essere una notizia, un commento, ma anche una poesia o una vignetta.  Abbandona la rincorsa allo scoop, all’intervista esclusiva, alla firma illustre, proponendo quella che abbiamo chiamato “informazione verticale”: entrare cioè nelle  “cose che accadono fuori e dentro di noi”, denunciare Il Vecchio che resiste e raccontare Il Nuovo che germoglia, stare dalla parte dei diritti e denunciare la diseguaglianza che cresce in Italia e nel mondo. .

Con il quotidiano di ieri, così si diceva, oggi ci si incarta il pesce. Non Periscopio, la sua “informazione verticale” non invecchia mai e dal nostro archivio di quasi 50.000 articoli (disponibile gratuitamente) si pescano continuamente contenuti utili per integrare le ultime notizie uscite. Non troverete mai, come succede in quasi tutti i quotidiani on line,  le prime tre righe dell’articolo in chiaro… e una piccola tassa per poter leggere tutto il resto.

Sembra una frase retorica ma non lo è: “Periscopio è un giornale senza padrini e senza padroni”. Siamo orgogliosamente antifascisti, pacifisti, nonviolenti, femministi, ambientalisti. Crediamo nella Sinistra (anche se la Sinistra non crede più a se stessa), ma non apparteniamo a nessuna casa politica, non fiancheggiamo nessun partito e nessun leader. Anzi, diffidiamo dei leader e dei capipopolo, perfino degli eroi. Non ci piacciono i muri, quelli materiali come  quelli immateriali, frutto del pregiudizio e dell’egoismo. Ci piace “il popolo” (quello scritto in Costituzione) e vorremmo cancellare “la nazione”, premessa di ogni guerra e  di ogni violenza.

Periscopio è quindi un giornale popolare, non nazionalpopolare. Un quotidiano “generalista”,  scritto per essere letto da tutti (“quelli che hanno letto milioni di libri o che non sanno nemmeno parlare” F. De Gregori), da tutti quelli che coltivano la curiosità, e non dalle elites, dai circoli degli addetti ai lavori, dagli intellettuali del vuoto e della chiacchiera.

Periscopio è  proprietà di un azionariato diffuso e partecipato, garanzia di una gestitone collettiva e democratica del quotidiano. Si finanzia, quindi vive, grazie ai liberi contributi dei suoi lettori amici e sostenitori. Accetta e ospita sponsor ed inserzionisti solo socialmente, eticamente e culturalmente meritevoli.

Nato quasi otto anni fa con il nome Ferraraitalia già con una vocazione glocal, oggi il quotidiano è diventato: Periscopio naviga già in mare aperto, rivolgendosi a un pubblico nazionale e non solo. Non ci dimentichiamo però di Ferrara, la città che ospita la redazione e dove ogni giorno si fabbrica il giornale. e Ferraraitalia continua a vivere dentro Periscopio all’interno di una sezione speciale, una parte importante del tutto. 
Oggi Periscopio ha oltre 320.000 lettori, ma vogliamo crescere e farsi conoscere. Dipenderà da chi lo scrive ma soprattutto da chi lo legge e lo condivide con chi ancora non lo conosce. Per una volta, stare nella stessa barca può essere una avventura affascinante.  Buona navigazione a tutti.

Tutti i contenuti di Periscopio, salvo espressa indicazione, sono free. Possono essere liberamente stampati, diffusi e ripubblicati, indicando fonte, autore e data di pubblicazione su questo quotidiano.

Francesco Monini
direttore responsabile


Chi volesse chiedere informazioni sul nuovo progetto editoriale, può scrivere a: direttore@periscopionline.it