Skip to main content

 

Agroalimentare. L’assessore regionale Mammi incontra le associazioni agricole e cooperative di Parma: “Dal cuore della Food Valley il segnale di ripartenza dell’intero comparto dopo la pandemia”.

Riforma della Politica agricola comunitaria e Piano nazionale di ripresa e resilienza i temi al centro del parallelo. L’impegno per la semplificazione della macchina burocratica e il contrasto alla proliferazione della fauna selvatica.

Bologna – “Parma è il cuore della Food Valley emiliano-romagnola, il territorio che vanta il primato non solo regionale, ma di tutta Italia, per l’impatto economico dei suoi tanti prodotti alimentari di eccellenza, in primis Parmigiano Reggiano e Prosciutto di Parma, che valgono qualcosa come 1,4 miliardi di euro all’anno. Proprio da qui può partire il segnale della ripartenza dell’intero sistema agroalimentare regionale una volta superata l’emergenza sanitaria, facendo leva sulla bontà e sicurezza delle nostre produzioni e sulla professionalità degli imprenditori”.

È il messaggio lanciato dall’assessore regionale all’Agricoltura, Alessio Mammi, che questa mattina ha incontrato presso la sede del Servizio territoriale agricoltura, caccia e pesca del capoluogo provinciale le rappresentanze del mondo agricolo e agroalimentare per un esame a 360 gradi delle problematiche del comparto e per definire gli obiettivi dei prossimi mesi. Hanno partecipato all’incontro, oltre ai delegati di Coldiretti, Cia, Confagricoltura e Confcooperative.

Al centro del confronto la riforma in itinere della Politica agricola comune (Pac) e il varo del Piano nazionale di ripresa e resilienza, sul quale il mondo agricolo ripone molte aspettative.

“Stiamo lavorando per potenziare le filiere e la competitività delle imprese – prosegue Mammi– per renderle più strutturate e forti. Dobbiamo essere capaci di affrontare le sfide, i cambiamenti e cogliere al meglio le opportunità che si presentano. C’è una forte competizione a livello europeo e mondiale e come sistema agroalimentare regionale dovremo rimboccarci le maniche per rilanciare le nostre eccellenze e conquistare nuove quote di mercato”.

Un’altra grande sfida aperta è quella della lotta ai cambiamenti climatici e della sostenibilità ambientale e agricola, due obiettivi in cima alle priorità della Regione in questa legislatura. “Nella Pac ci sono tanti strumenti per accompagnare le nostre imprese alla sostenibilità- sottolinea Mammi-; la politica agricola comunitaria deve essere in grado di tenere insieme produzione, reddito delle imprese e sostenibilità e andare di pari passo nella ricerca, nell’innovazione e negli investimenti aziendali”.

I rappresentanti delle organizzazioni agricole e della cooperazione hanno espresso soddisfazione per l’andamento della discussione e hanno in particolare apprezzato l’obiettivo indicato dall’assessore di coinvolgere maggiormente le associazioni imprenditoriali nel definire alcuni principi normativi in vista della semplificazione amministrativa. L’assessore s’è inoltre impegnato ad affrontare con strumenti più incisivi la questione dei danni causati alle produzioni agricole dalla proliferazione degli ungulati.

 

I fondi per l’agricoltura parmense:

Superano complessivamente 126 milioni di euro i finanziamenti erogati alle imprese agroalimentari della Provincia di Parma attraverso il Programma regionale di sviluppo rurale 2014-2020. La quota più significativa, pari a 59,3 milioni di euro, è andata a sostegno dello sviluppo della competitività, per un investimento totale di circa 143 milioni di euro. In questo ambito le risorse regionali hanno consentito, in particolare, l’insediamento di 143 giovani agricoltori.

Ulteriori 51,6 milioni di euro sono stati impiegati per promuovere la sostenibilità e la tutela dell’ambiente. I restanti 15,5 milioni di euro sono serviti per lo sviluppo del territorio (diffusione banda larga, sevizi alla popolazione, ecc.).   

 

tag:

REGIONE EMILIA-ROMAGNA


Ogni giorno politici, sociologi economisti citano un fantomatico “Paese Reale”. Per loro è una cosa che conta poco o niente, che corrisponde al “piano terra”, alla massa, alla gente comune. Così il Paese Reale è solo nebbia mediatica, un’entità demografica a cui rivolgersi in tempo di elezioni.
Ma di cosa e di chi è fatto veramente il Paese Reale? Se ci pensi un attimo, il Paese Reale siamo Noi, siamo Noi presi Uno a Uno.  L’artista polesano Piermaria Romani  si è messo in strada e ha pensato a una specie di censimento. Ha incontrato di persona e illustrato il Paese Reale. Centinaia di ritratti e centinaia di storie.
(Cliccare sul ritratto e ingrandire l’immagine per leggere il testo)

PAESE REALE

di Piermaria Romani

 

Cari lettori,

dopo molti mesi di pensieri, ripensamenti, idee luminose e amletici dubbi, quello che vi trovate sotto gli occhi è il Nuovo Periscopio. Molto, forse troppo ardito, colorato, anticonvenzionale, diverso da tutti gli altri media in circolazione, in edicola o sul web.

Se già frequentate  queste pagine, se vi piace o almeno vi incuriosisce Periscopio, la sua nuova veste grafica e i nuovi contenuti vi faranno saltare di gioia. Non esiste in natura un quotidiano online con il coraggio e/o l’incoscienza di criticare e capovolgere l’impostazione classica di questo “giornale” .

Tanto che qualcuno si è chiesto se  i giornali ancora servono, se hanno ancora un ruolo e un senso i quotidiani.  Arrivano sempre “dopo la notizia”, mettono tutti lo stesso titolo in prima pagina, seguono diligentemente il pensiero unico e il potente di turno, ricalcano in fotocopia le solite sezioni interne: politica interna, esteri, cronaca, economia, sport… Anche le parole sembrano piene di polvere, perché il linguaggio giornalistico, invece di arricchirsi, si è impoverito.  Il vocabolario dei quotidiani registra e riproduce quello del sottobosco politico e della chiacchiera televisiva, oppure insegue inutilmente la grande nuvola confusa del web.

Periscopio propone un nuovo modo di essere giornale, di fare informazione. di accostare Alto e Basso, di rapportarsi al proprio pubblico. Rompe compartimenti stagni delle sezioni tradizionali di quotidiani. Accoglie e riconosce uguale dignità a tutti i generi e a tutti linguaggi: così in primo piano ci può essere una notizia, un commento, ma anche una poesia o una vignetta.  Abbandona la rincorsa allo scoop, all’intervista esclusiva, alla firma illustre, proponendo quella che abbiamo chiamato “informazione verticale”: entrare cioè nelle  “cose che accadono fuori e dentro di noi”, denunciare Il Vecchio che resiste e raccontare Il Nuovo che germoglia; stare dalla parte dei diritti e denunciare la diseguaglianza che cresce in Italia e nel mondo. Insomma: un giornale non rivolto a questo o a quel salotto, ma realmente al servizio della comunità.

Con il quotidiano di ieri – così si diceva – oggi “ci si incarta il pesce”. Non Periscopio, la sua “informazione verticale” non invecchia mai e dal nostro archivio di  50.000 articoli (disponibile gratuitamente) si pescano continuamente contenuti utili per integrare le ultime notizie uscite. Non troverete mai, come succede in quasi tutti i quotidiani on line,  le prime tre righe dell’articolo in chiaro… e una piccola tassa per poter leggere tutto il resto.

Sembra una frase retorica ma non lo è: “Periscopio è un giornale senza padrini e senza padroni”. Siamo orgogliosamente antifascisti, pacifisti, nonviolenti, femministi, ambientalisti. Crediamo nella Sinistra (anche se la Sinistra non crede più a se stessa), ma non apparteniamo a nessuna casa politica, non fiancheggiamo nessun partito e nessun leader. Anzi, diffidiamo dei leader e dei capipopolo, perfino degli eroi. Non ci piacciono i muri, quelli materiali come  quelli immateriali, frutto del pregiudizio e dell’egoismo. Ci piace “il popolo” (quello scritto in Costituzione) e vorremmo cancellare “la nazione”, premessa di ogni guerra e di ogni violenza.

Periscopio è quindi un giornale popolare, non nazionalpopolare. Un quotidiano “generalista”,  scritto per essere letto da tutti (“quelli che hanno letto milioni di libri o che non sanno nemmeno parlare” F. De Gregori), da tutti quelli che coltivano la curiosità, e non dalle élite, dai circoli degli addetti ai lavori, dagli intellettuali del vuoto e della chiacchiera.

La redazione e gli oltre 50 collaboratori scrivono e confezionano Periscopio  a titolo assolutamente volontario; lo fanno perché credono nel progetto del giornale e nel valore di una informazione diversa. Per questa ragione il giornale è sostenuto da una associazione di volontariato senza fini di lucro. I lettori – sostenitori, fanno parte a tutti gli effetti di una famiglia volonterosa e partecipata a garanzia di una gestitone collettiva e democratica del quotidiano che si finanzia, quindi vive, grazie ai liberi contributi dei suoi lettori, amici e sostenitori. Accetta e ospita sponsor ed inserzionisti solo socialmente, eticamente e culturalmente meritevoli.

Nato 10 anni fa con il nome Ferraraitalia già con una vocazione glocal, oggi il quotidiano è diventato Periscopio e naviga già in mare aperto, rivolgendosi a un pubblico nazionale e non solo. Non ci dimentichiamo però di Ferrara, la città che ospita la redazione e dove ogni giorno si fabbrica il giornale.  Ferraraitalia continua a vivere dentro Periscopio all’interno di una sezione speciale, una parte importante del tutto. 

Oggi Periscopio conta oltre 320.000 lettori, ma vuole crescere e farsi conoscere. Dipenderà da chi lo scrive ma soprattutto da chi lo legge e lo condivide con chi ancora non lo conosce. Per una volta, stare nella stessa barca può essere una avventura affascinante.  Buona navigazione a tutti.

Tutti i contenuti di Periscopio, salvo espressa indicazione, sono free. Possono essere liberamente stampati, diffusi e ripubblicati, indicando fonte, autore e data di pubblicazione su questo quotidiano.

Francesco Monini
direttore responsabile


Chi volesse chiedere informazioni sul nuovo progetto editoriale, può scrivere a: direttore@periscopionline.it