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Da: Ufficio Stampa Università degli Studi di Ferrara

Il 20 dicembre alle ore 10, presso l’Università degli Studi di Ferrara, si è svolta la cerimonia di conferimento della Laurea Magistrale Honoris Causa in Scienze Chimiche a Daniele Ferrari, Amministratore Delegato Versalis (Eni).

In occasione dell’inaugurazione dell’Anno Accademico 2019-2020, 629° dell’Università degli Studi di Ferrara, il Magnifico Rettore, Professor Giorgio Zauli, ha conferito a Daniele Ferrari, Amministratore Delegato di Versalis (Eni), la Laurea Magistrale Honoris Causa in Scienze Chimiche con la motivazione di “aver magistralmente utilizzato le Scienze Chimiche per introdurre innovazioni tecnico-scientifiche nella chimica industriale tradizionale, al fine di realizzare uno sviluppo sostenibile verso la società e l’ambiente che sia compatibile con le ineludibili esigenze economiche”.

Nella Laudatio Alberto Cavazzini, Professore di Chimica Analitica, ha evidenziato come Ferrari abbia “sviluppato una visione fortemente innovativa della chimica moderna, in cui nuovi paradigmi produttivi e di recupero dei materiali si intrecciano sin dalle fasi di progettazione dei processi per massimizzare l’utilizzo delle molecole esistenti, in un’ottica di trasformazione dei processi produttivi da lineari a circolari”.

Nel corso della Lectio Magistralis, intitolata “Innovazione nella Chimica: l’elemento abilitante per un nuovo modello sostenibile”, Daniele Ferrari ha ribadito che “non esiste sviluppo in ottica sostenibile e circolare che non derivi dalla chimica e dalla sua applicazione tecnologica, che sono un motore di accelerazione per la crescita di tutta l’industria ma anche della società stessa. Quella della chimica è un’industria matura, da sempre estremamente innovativa, che oggi si trova a fronteggiare un profondo cambiamento per il quale il modello dell’economia circolare rappresenta l’evoluzione naturale e necessaria del nostro sistema economico. Alla base di questa transizione non può che esserci la tecnologia, il cui sviluppo è tanto più rapido ed efficace quanto più valore si riesce a trarre dalla sinergia di competenze distintive di ogni attore della filiera.” Quale sostenitore di un’innovazione che nasce dalla “contaminazione” di differenti conoscenze, Ferrari ha auspicato una “sempre più attiva collaborazione tra industria e Università quale leva fondamentale per unire il know-how della ricerca di base con quello della ricerca applicata, massimizzando le sinergie in questi differenti ambiti e portando avanti iniziative per lo sviluppo di soluzioni concrete ed integrate.”

Biografia: Daniele Ferrari, Amministratore Delegato Versalis (Eni)

Daniele Ferrari è Amministratore Delegato di Versalis e Presidente di Matrìca, joint venture nella chimica da rinnovabili. Con oltre 30 anni di esperienza nell’industria chimica internazionale, ha ricoperto diversi ruoli manageriali per Imperial Chemical Industries (ICI) and Huntsman Corporation nel Regno Unito, Bruxelles e Houston, nei quali ha anche gestito numerosi business, acquisizioni e turnaround.

Entrato nel gruppo Eni nel 2011, ha avviato in Versalis una profonda trasformazione e un riposizionamento strategico, con l’obiettivo di consolidare la piattaforma produttiva e sviluppare un portafoglio prodotti a maggiore valore aggiunto, ma anche espandere il business su mercati globali per cogliere ulteriori opportunità di crescita. Sotto la sua guida, Versalis ha intrapreso inoltre un percorso di transizione del suo modello di business secondo i principi dell’economia circolare e della sostenibilità.

Ferrari è Presidente di CEFIC (Federazione dell’Industria Chimica Europea), Vice Presidente di Federchimica per gli Affari Europei e l’Economia, membro del Board dell’‘Alliance to End Plastic Waste’ e dell’Oxford University Business Economics Program. E’ inoltre non-executive Director dei Board di Venator Materials e Huntsman Corporation.

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UNIVERSITA’ DI FERRARA


Ogni giorno politici, sociologi economisti citano un fantomatico “Paese Reale”. Per loro è una cosa che conta poco o niente, che corrisponde al “piano terra”, alla massa, alla gente comune. Così il Paese Reale è solo nebbia mediatica, un’entità demografica a cui rivolgersi in tempo di elezioni.
Ma di cosa e di chi è fatto veramente il Paese Reale? Se ci pensi un attimo, il Paese Reale siamo Noi, siamo Noi presi Uno a Uno.  L’artista polesano Piermaria Romani  si è messo in strada e ha pensato a una specie di censimento. Ha incontrato di persona e illustrato il Paese Reale. Centinaia di ritratti e centinaia di storie.
(Cliccare sul ritratto e ingrandire l’immagine per leggere il testo)

PAESE REALE

di Piermaria Romani

 

Cari lettori,

dopo molti mesi di pensieri, ripensamenti, idee luminose e amletici dubbi, quello che vi trovate sotto gli occhi è il Nuovo Periscopio. Molto, forse troppo ardito, colorato, anticonvenzionale, diverso da tutti gli altri media in circolazione, in edicola o sul web.

Se già frequentate  queste pagine, se vi piace o almeno vi incuriosisce Periscopio, la sua nuova veste grafica e i nuovi contenuti vi faranno saltare di gioia. Non esiste in natura un quotidiano online con il coraggio e/o l’incoscienza di criticare e capovolgere l’impostazione classica di questo “giornale” .

Tanto che qualcuno si è chiesto se  i giornali ancora servono, se hanno ancora un ruolo e un senso i quotidiani.  Arrivano sempre “dopo la notizia”, mettono tutti lo stesso titolo in prima pagina, seguono diligentemente il pensiero unico e il potente di turno, ricalcano in fotocopia le solite sezioni interne: politica interna, esteri, cronaca, economia, sport… Anche le parole sembrano piene di polvere, perché il linguaggio giornalistico, invece di arricchirsi, si è impoverito.  Il vocabolario dei quotidiani registra e riproduce quello del sottobosco politico e della chiacchiera televisiva, oppure insegue inutilmente la grande nuvola confusa del web.

Periscopio propone un nuovo modo di essere giornale, di fare informazione. di accostare Alto e Basso, di rapportarsi al proprio pubblico. Rompe compartimenti stagni delle sezioni tradizionali di quotidiani. Accoglie e riconosce uguale dignità a tutti i generi e a tutti linguaggi: così in primo piano ci può essere una notizia, un commento, ma anche una poesia o una vignetta.  Abbandona la rincorsa allo scoop, all’intervista esclusiva, alla firma illustre, proponendo quella che abbiamo chiamato “informazione verticale”: entrare cioè nelle  “cose che accadono fuori e dentro di noi”, denunciare Il Vecchio che resiste e raccontare Il Nuovo che germoglia; stare dalla parte dei diritti e denunciare la diseguaglianza che cresce in Italia e nel mondo. Insomma: un giornale non rivolto a questo o a quel salotto, ma realmente al servizio della comunità.

Con il quotidiano di ieri – così si diceva – oggi “ci si incarta il pesce”. Non Periscopio, la sua “informazione verticale” non invecchia mai e dal nostro archivio di  50.000 articoli (disponibile gratuitamente) si pescano continuamente contenuti utili per integrare le ultime notizie uscite. Non troverete mai, come succede in quasi tutti i quotidiani on line,  le prime tre righe dell’articolo in chiaro… e una piccola tassa per poter leggere tutto il resto.

Sembra una frase retorica ma non lo è: “Periscopio è un giornale senza padrini e senza padroni”. Siamo orgogliosamente antifascisti, pacifisti, nonviolenti, femministi, ambientalisti. Crediamo nella Sinistra (anche se la Sinistra non crede più a se stessa), ma non apparteniamo a nessuna casa politica, non fiancheggiamo nessun partito e nessun leader. Anzi, diffidiamo dei leader e dei capipopolo, perfino degli eroi. Non ci piacciono i muri, quelli materiali come  quelli immateriali, frutto del pregiudizio e dell’egoismo. Ci piace “il popolo” (quello scritto in Costituzione) e vorremmo cancellare “la nazione”, premessa di ogni guerra e di ogni violenza.

Periscopio è quindi un giornale popolare, non nazionalpopolare. Un quotidiano “generalista”,  scritto per essere letto da tutti (“quelli che hanno letto milioni di libri o che non sanno nemmeno parlare” F. De Gregori), da tutti quelli che coltivano la curiosità, e non dalle élite, dai circoli degli addetti ai lavori, dagli intellettuali del vuoto e della chiacchiera.

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