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Bargi (ln): “Catalogna, in regione discussione imbavagliata. Ecco il partito (anti)democratico”

Da Lega Nord

“Il Pd in Regione che sposa la causa di un partito di centro-destra in Europa. Guardando la questione Catalogna, direi che non mancano gli spunti di riflessione…”. Stefano Bargi, consigliere regionale della Lega Nord, commenta con amarezza e sarcasmo la decisione del Partito Democratico di non discutere la risoluzione del Carroccio sul referendum indetto a Barcellona per l’autodeterminazione e la nascita di una nuova entità statale. “Abbiamo portato in aula quella che crediamo sia anche una questione di coerenza”, spiega il consigliere leghista, “poiché l’Emilia Romagna ha appena dato il via all’iter di richiesta di maggiori forme e strumenti di autonomia. Nonostante ciò tuttavia, non è parso opportuno alla maggioranza nemmeno appoggiare, ma soltanto riflettere in aula sulla richiesta di un popolo che da tempo ha oggettivamente maturato le condizioni per essere indipendente dalla Spagna, in un percorso che tra l’altro ha già visto il placet della Commissione Europea”. Un percorso a cui il governo centrale di Madrid sta opponendo una feroce repressione, con l’obiettivo di evitare il referendum: “Sarebbe perciò doveroso, tra l’altro, discutere di quanto la democrazia venga soffocata con questi metodi: una realtà concreta, che si sta verificando in questi giorni. Non come gli scenari dipinti dal Pd sulle presunte minacce portate dalle destre euroscettiche che vincono in altri Paesi”. Ma, chiude Bargi, “è evidente come la coerenza non appartenga al bagaglio culturale della maggioranza nella nostra Regione. In quest’aula, dietro a cui è stata allestita una mostra sul Cile di Pinochet e sulle manifestazioni contro la dittatura, va in scena una rappresentazione plastica di Partito (anti)Democratico. Direi proprio che gli spunti di riflessione non manchino…”.

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Riceviamo e pubblichiamo



PAESE REALE
di Piermaria Romani

Ogni giorno politici, sociologi economisti citano un fantomatico “Paese Reale”. Per loro è una cosa che conta poco o niente, che corrisponde al “piano terra”, alla massa, alla gente comune. Così il Paese Reale è solo nebbia mediatica, un’entità demografica a cui rivolgersi in tempo di elezioni.
Ma di cosa e di chi è fatto veramente il Paese Reale? Se ci pensi un attimo, il Paese Reale siamo Noi, siamo Noi presi Uno a Uno. L’artista polesano Piermaria Romani si è messo in strada e ha pensato a una specie di censimento. Ha incontrato di persona e illustrato il Paese Reale. Centinaia di ritratti e centinaia di storie.
(Cliccare sul ritratto e ingrandire l’immagine per leggere il testo)