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da: organizzatori

Un portico : quello del palazzo di via Kennedy…Un Bar : il “Tempo Lento”…Un Barista complice : Gianni…Due amici sognatori : Antonio e Riccardo legati dalla poesia del vivere, il buon vino e l’amore per le infinite possibilità dell’arte…E ancora..le saracinesche di due vetrine in disuso da rianimare con dipinti e scritti poetici…Una band : gli Strike…Tre Dj : K Soul Squad (Magic Pub), Dj France (La Piola) e Fioro dj (KidsAreUnited)…Reading…Improvvisazione…Mercatino vinile…Street Food…Ma anche una porta aperta a chiunque si senta di condividere qualcosa di intimo…una poesia…un quadro…per un attimo rallentare il tempo…fermarlo… dissolvere le barriere generazionali…culturali…etniche… sociali…improvvisare e sperimentare nuove forme esistenziali e di comunicazione…lo sviluppo di nuove possibilità di partecipazione attiva…
In poche parole riprendiamoci ‘la strada’…
Tutto questo venerdì 18 dicembre presso il Lounge Bar “Tempo Lento” da Gianni in via Kennedy, 17 – Ferrara.
Dalle 18.00 si alterneranno dj set, musica live, improvvisazioni, racconti e poesia, mercatino vinile il tutto accompagnato da ottimo cibo e vino: una grande festa per riportare la vita nei quartieri in risposta alla grande bugia relazionale dei social, alla politica della paura e della forzata reclusione domestica.
Strike Acustico Mariachi Set in concerto Dj set : K Soul Squad – Fioro Dj.
Spazio aperto per reading ed esposizione Mercatino vinile.
Apericena con ricco buffet – street food Ingresso libero.
Parte del ricavato sarà devoluto al Reparto di Pediatria dell’Ospedale di Cona.
..“Gli Strike nascono e suonano per il desiderio di libertà dalle convenzioni e da ogni tipo di omologazione. Hanno un cuore italiano ma uno spirito caraibico.
Dove la musica è un passo verso la libertà. Un sentimento che nel mondo contemporaneo soprattutto occidentale è frainteso. Gli Strike ricordano la possibilità che abbiamo avuto ma non abbiamo mai sfruttato. Quella di essere mentalmente liberi. Solo noi stessi possiamo liberare le nostre menti, come cantava Bob Marley in ‘Redemption Song’”..(Il Terzo Lato del Vinile).
Ed è su queste basi che la storica band, attiva dal 1986, dopo il tour estivo legato al nuovo album “Havana Kingston Ferrara New York” presenta un nuovo progetto live in versione unplugged.
Percussioni, basso, due chitarre classiche, fisarmonica, sax e voce, un live dalle sonorità acustiche: l’anima poetica e popolare degli Strike, un viaggio tra atmosfere mariachi, vicoli parigini, stazioni londinesi e fumosi bar dell’Havana.

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Riceviamo e pubblichiamo


Ogni giorno politici, sociologi economisti citano un fantomatico “Paese Reale”. Per loro è una cosa che conta poco o niente, che corrisponde al “piano terra”, alla massa, alla gente comune. Così il Paese Reale è solo nebbia mediatica, un’entità demografica a cui rivolgersi in tempo di elezioni.
Ma di cosa e di chi è fatto veramente il Paese Reale? Se ci pensi un attimo, il Paese Reale siamo Noi, siamo Noi presi Uno a Uno.  L’artista polesano Piermaria Romani  si è messo in strada e ha pensato a una specie di censimento. Ha incontrato di persona e illustrato il Paese Reale. Centinaia di ritratti e centinaia di storie.
(Cliccare sul ritratto e ingrandire l’immagine per leggere il testo)

PAESE REALE

di Piermaria Romani

 

Caro lettore

Dopo molti mesi di pensieri, ripensamenti, idee luminose e amletici dubbi, quello che vi trovate sotto gli occhi è il Nuovo Periscopio. Molto, forse troppo ardito, colorato, anticonvenzionale, diverso da tutti gli altri media in circolazione, in edicola o sul web.

Se già frequentate  queste pagine, se vi piace o almeno vi incuriosisce Periscopio, la sua nuova veste grafica e i nuovi contenuti vi faranno saltare di gioia. Non esiste in natura un quotidiano online con il coraggio e/o l’incoscienza di criticare e capovolgere l’impostazione classica di questo “il giornale” un’idea (geniale) nata 270 anni fa, ma che ha introdotto  dei codici precisi rimasti quasi inalterati. Nemmeno la rivoluzione digitale, la democrazia informava, la nascita della Rete, l’esplosione dei social media, hanno cambiato di molto le testate giornalistiche, il loro ordine, la loro noia.

Tanto che qualcuno si è chiesto se ancora servono, se hanno ancora un ruolo e un senso i quotidiani.  Arrivano sempre “dopo la notizia”, mettono tutti lo stesso titolo in prima pagina, seguono diligentemente il pensiero unico e il potente di turno, ricalcano in fotocopia le solite sezioni interne: politica interna, esteri, cronaca, economia, sport…. Anche le parole sembrano piene di polvere, perché il linguaggio giornalistico, invece di arricchirsi, si è impoverito.  Il vocabolario dei quotidiani registra e riproduce quello del sottobosco politico e della chiacchiera televisiva, oppure insegue inutilmente la grande nuvola confusa del web.

Periscopio propone un nuovo modo di essere giornale, di fare informazione. di accostare Alto e Basso, di rapportarsi al proprio pubblico. Rompe compartimenti stagni delle sezioni tradizionali di quotidiani. Accoglie e dà riconosce uguale dignità a tutti i generi e tutti linguaggi: così in primo piano ci può essere una notizia, un commento, ma anche una poesia o una vignetta.  Abbandona la rincorsa allo scoop, all’intervista esclusiva, alla firma illustre, proponendo quella che abbiamo chiamato “informazione verticale”: entrare cioè nelle  “cose che accadono fuori e dentro di noi”, denunciare Il Vecchio che resiste e raccontare Il Nuovo che germoglia, stare dalla parte dei diritti e denunciare la diseguaglianza che cresce in Italia e nel mondo. .

Con il quotidiano di ieri, così si diceva, oggi ci si incarta il pesce. Non Periscopio, la sua “informazione verticale” non invecchia mai e dal nostro archivio di quasi 50.000 articoli (disponibile gratuitamente) si pescano continuamente contenuti utili per integrare le ultime notizie uscite. Non troverete mai, come succede in quasi tutti i quotidiani on line,  le prime tre righe dell’articolo in chiaro… e una piccola tassa per poter leggere tutto il resto.

Sembra una frase retorica ma non lo è: “Periscopio è un giornale senza padrini e senza padroni”. Siamo orgogliosamente antifascisti, pacifisti, nonviolenti, femministi, ambientalisti. Crediamo nella Sinistra (anche se la Sinistra non crede più a se stessa), ma non apparteniamo a nessuna casa politica, non fiancheggiamo nessun partito e nessun leader. Anzi, diffidiamo dei leader e dei capipopolo, perfino degli eroi. Non ci piacciono i muri, quelli materiali come  quelli immateriali, frutto del pregiudizio e dell’egoismo. Ci piace “il popolo” (quello scritto in Costituzione) e vorremmo cancellare “la nazione”, premessa di ogni guerra e  di ogni violenza.

Periscopio è quindi un giornale popolare, non nazionalpopolare. Un quotidiano “generalista”,  scritto per essere letto da tutti (“quelli che hanno letto milioni di libri o che non sanno nemmeno parlare” F. De Gregori), da tutti quelli che coltivano la curiosità, e non dalle elites, dai circoli degli addetti ai lavori, dagli intellettuali del vuoto e della chiacchiera.

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Francesco Monini
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