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Sono in lista perché è l’ora di una sindaca donna

Sabato 25 maggio 2024 le socie del Centro Documentazione Donna di Ferrara hanno  organizzato un incontro con alcune donne che si sono candidate alle prossime elezioni comunali nelle liste civiche. In redazione è arrivata ieri una email con il testo del breve discorso pronunciato in quella occasione da Laura Albano. Si tratta di un intervento inusuale e importante – un racconto molto personale e  nel contempo  molto politico. Ci è sembrato giusto farlo conoscere ai nostri lettori.
(La redazione di Periscopio)

Mi chiamo Laura Albano,

prima delle ragioni che mi hanno spinto a candidarmi con la lista de La Comune di Ferrara, vorrei brevemente raccontare delle tante volte nelle quali ho subito comportamenti maschilisti, comportamenti che la nostra cultura tende a mascherare e normalizzare.
Le racconto ben consapevole che tutte noi subiamo quotidianamente compio.

Subito dopo la laurea ad ogni colloquio di lavoro una delle prime domande era: lei è sposata / fidanzata? e a seguire: Ha figli? Ne desidera?
Una volta trovato lavoro ero la “ragazza dell’amministrazione” oppure Laura (mai Dott.ssa Albano), ovviamente i colleghi maschi erano tutti dottori anche se non laureati, colleghi che a volte si sentivano in diritto di chiedermi se “gli preparavo un caffè”. In questi casi quello che mi colpiva maggiormente era lo stupore delle colleghe quando riferivo di essermi rifiutata.

In passato, un superiore, con l’ufficio confinante con il mio, ritenendo una scocciatura ricordare il mio numero interno e quello della collega nella scrivania accanto, aveva ideato un simpatico modo per convocarci: un colpo nel muro mi dovevo alzare io, due colpi la collega. Anche in questo caso, quello che mi colpiva maggiormente era lo sconcerto della collega vedendo che non scattavo sull’attenti; rimediava lei, presentandosi prontamente alla scrivania del superiore.

Poi un paio di anni fa, in piena pandemia, su un affollato treno Ferrara – Roma, chiedo gentilmente alla persona (di sesso maschile) seduta nel posto di fronte al mio di indossare correttamente la mascherina (la teneva a mezzo mento, con bocca e naso scoperti). Provoca in lui una reazione talmente rabbiosa che ne resto stupefatta: prima mi chiede di mostrargli il green pass, poi mi applaude con dileggio quando in sottofondo passa il messaggio registrato che ricorda come si indossa la mascherina e, alla mia richiesta di rivolgersi a me con il lei e non con il tu, urla più volte “Stai zitta”.

Mi sono sentita improvvisamente catapultata in uno dei libri di Michela Murgia intitolato appunto “Stai zitta”. La Murgia, quanto ci manca, ci ricorda come la pratica dello “Stai zitta” non è solo maleducata, ma soprattutto sessista, perché unilaterale, invano cercheremo una donna che abbia pubblicamente tentato di imporre il silenzio a un uomo, nemmeno in contesti molto alterati (cit.).

Ecco qui la mia storia, simile a quella di tante immagino … quindi perché mi candido con Anna Zonari? La risposta è scontata, è ora di una sindaca donna!

Una sindaca donna è tutta un’altra storia, un vento nuovo anche nel metodo: concretezza, dialogo, collaborazione, trasparenza, determinazione.

Da oltre 65 anni Ferrara non ha una Sindaca.  Penso che la città abbia bisogno di una donna capace di includere e non escludere, e di attivare strumenti stabili di partecipazione reale. La lista che sostiene Anna Zonari (l’unica candidata donna fra 3 uomini) è anche una lista “a trazione femminile”: siamo 18 donne donne, la maggioranza.

Penso e mi batto per una sindaca che creda nella cooperazione, nella squadra, non nell’individuo solo al comando.

Nel nostro programma abbiamo un punto che si chiama “Ferrara città per le donne”, ci sono varie proposte per la parità e le politiche di genere.

Sono proposte che vanno nella direzione di una sensibilizzazione di tutte e tutti noi, per una nuova cultura, con la promozione di iniziative in collaborazione con le associazioni femminili e femministe e la creazione di un Portale Ferrara città per le donne, per facilitare la diffusione delle iniziative.

Vogliamo il potenziamento dei centri antiviolenza, con la creazione di percorsi di accompagnamento rivolti a uomini che vogliano cambiare i loro comportamenti di maltrattamento nei confronti delle donne.

Vogliamo un Osservatorio dedicato al monitoraggio del livello della Parità di Genere nelle imprese, per avere luoghi di lavoro che rispettino principi di equità, inclusione e trasparenza, e vogliamo la realizzazione di sportelli informativi atti a raccogliere segnalazioni in forma protetta di comportamenti discriminatori e abusivi”.

Laura Albano è candidata lista La Comune di Ferrara per Anna Zonari Sindaca 

In copertina: immagine di Laura Albano

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Laura Albano

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Ogni giorno politici, sociologi economisti citano un fantomatico “Paese Reale”. Per loro è una cosa che conta poco o niente, che corrisponde al “piano terra”, alla massa, alla gente comune. Così il Paese Reale è solo nebbia mediatica, un’entità demografica a cui rivolgersi in tempo di elezioni.
Ma di cosa e di chi è fatto veramente il Paese Reale? Se ci pensi un attimo, il Paese Reale siamo Noi, siamo Noi presi Uno a Uno.  L’artista polesano Piermaria Romani  si è messo in strada e ha pensato a una specie di censimento. Ha incontrato di persona e illustrato il Paese Reale. Centinaia di ritratti e centinaia di storie.
(Cliccare sul ritratto e ingrandire l’immagine per leggere il testo)

PAESE REALE

di Piermaria Romani

 

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