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da: Ufficio Stampa Nexo Digital

Nexo Digital e Pathé Live presentano uno dei balletti più celebri al mondo, LO SCHIACCIANOCI, registrato dal vivo dal palco del Bolshoi di Mosca trasmesso via satellite nei cinema italiani. Continua domenica 20 dicembre, con il balletto ispirato alla sognante storia dello scrittore romantico Ernst Theodor Amadeus Hoffman,
la stagione del Bolshoi al cinema trasmessa nelle sale italiane.
Con la coreografia di Yuri Grigorovich.
Trailer qui:
https://youtu.be/eKPJ7LsUbDQ
In Emilia Romagna aderiscono i cinema:
EMILIA ROMAGNA Ferrara Uci www.ucicinemas.it
EMILIA ROMAGNA Forlì Astoria www.cinemaastoria.it
EMILIA ROMAGNA Ravenna Astoria www.cinemateatroastoria.com
EMILIA ROMAGNA Reggio Emilia Uci www.ucicinemas.it
EMILIA ROMAGNA Rimini Savignano Uci Romagna www.ucicinemas.it
Continua la nuova grande stagione del balletto del Bolshoi di Mosca al cinema, programmata anche per il 2015/2016 da Nexo Digital e Pathé Live.
Il quarto imperdibile appuntamento, che si sposa perfettamente con l’atmosfera natalizia, è con uno dei più celebri balletti classici mai messi in scena, Lo Schiaccianoci, capolavoro che da sempre fa sognare adulti e bambini. Così, domenica 20 dicembre alle ore 16, trasmesso via satellite, lo spettacolo coreografato da Yuri Grigorovich, accompagnato dall’eterna partitura di Pyotr Ilyich Tchaikovsky, torna a vivere nelle sale di tutto mondo (elenco delle sale italiane su www.nexodigital.it), registrato dal Bolshoi di Mosca. Basato sulla storia di Ernst Theodor Amadeus Hoffman, Lo Schiaccianoci, con scenografie e costumi straordinari, affronta con la musica e la danza i temi universali e intramontabili dell’amore, del potere e della lotta del bene contro il male.
Nella notte di una vigilia di Natale di inizio Novecento, a casa Stahlbaum, Masha riceve in dono uno schiaccianoci dall’eccentrico inventore Drosselmeyer. Cala la notte, e prima che i bimbi vadano a dormire, tra giochi e danze, l’inventore, travestitosi da mago, mette in scena uno spettacolo in cui il Re dei topi vuole rapire la Principessa e lo Schiaccianoci la salva coraggiosamente, uccidendolo. Ecco allora che, durante la notte, la fantasia di Masha spicca il volo, e il viaggio nel mondo fatato del coraggioso Schiaccianoci, del re dei Topi e di altri fantastici personaggi prende magicamente vita…
Da quando Yuri Grigorovich realizzò la versione coreografica per il Bolshoi, regalando alla storia del teatro un balletto romantico, sognante e profondo, lo spettacolo, con la propria magia, continua a incantare tutta la famiglia, con la sua ambientazione da favola.
La versione del Bolshoi de Lo Schiaccianoci acquisisce una speciale e bellissima sfumatura amorosa e filosofica, danzata dal grandioso Denis Rodkin nelle vesti del principe coraggioso e dalla magica Anna Nikulina nelle vesti di Marie.
Piotr Tchaïkovski (1812-1854) è uno dei più grandi musicisti russi al mondo. Iniziò a suonare il pianoforte a soli 5 anni. Intrapresi gli studi al conservatorio di San Pietroburgo, iniziò a comporre e a dirigere l’orchestra del conservatorio. Insegnò poi al conservatorio di Mosca. A quegli anni risalgono la Sinfonia n.1 in Sol minore, op. 13 e subito dopo la sua prima opera lirica Il Voivoda, dal dramma di Aleksandr Nikolaevič Ostrovskij, L’ufficiale della guardia e il balletto Il Lago dei cigni che andò in scena al Bolshoi nel 1977. Nel 1891 il Teatro Mariinskij gli commissionò le musiche dello Schiaccianoci che con La bella addormentata, La sesta sinfonia e la Iolanta rivelano ancor oggi l’enorme talento del compositore.
Yuri Grigorovich è ballerino e coreografo nato a Leningrado nel 1927. Dopo essere stato accettato nella Scuola di Ballo di Leningrado nel 1946, Grigorovich è diventato solista al Balletto Kirov di San Pietroburgo, dove è rimasto fino al 1962. Si è unito al Teatro Bolshoi nel 1964 e ne è stato direttore artistico fino al 1995. Le sue opere più famose sono Lo Schiaccianoci, Spartacus e Ivan il Terribile.
Lo Schiaccianoci| Balletto in 2 atti:
Libretto: Yuri GRIGOROVICH dal racconto Lo Schiaccianoci e il re dei topi di Ernst Theodor Amadeus HOFFMAN
Coreografia di Yuri GRIGOROVICH
Musica: Pyotr Ilyich TCHAÏKOVSKI
Con l’Orchestra del Bolshoi Teatro Accademico di Stato con i solisti del Bolshoi, il Corpo di Ballo e le Etoiles del Bolshoi di Mosca.
Durata approssimativa: 2 h e 10 min. circa.
ECCO QUI SOTTO IL CALENDARIO DEGLI APPUNTAMENTI DEL BOLSHOI AL CINEMA:
– Domenica 24 gennaio
TITOLO
La bisbetica domata
Dettagli
In diretta da Mosca
Sinossi
Molti pretendenti sognano di sposare la deliziosa e docile Bianca, incluso Lucenzo. Ma il padre di Bianca non permetterà che nessuno la sposi prima che la sorella maggiore, l’irritabile bisbetica Katherina, abbia trovato per prima marito… Musica di Dmitri Shostakovich | Coreografia di Jean-Christophe Maillot | dal testo di William Shakespeare | Con il corpo di ballo e le Etoiles del Bolshoi di Mosca
Due motivi per non perderlo
Il coreografo francese Jean-Christophe Maillot ammalia il pubblico con il personale adattamento della commedia di Shakespeare, fatto su misura per i ballerini del Bolshoi, e inscena due ore magnetiche di danza continua, evidenziando l’audacia e l’energia del Bolshoi in un modo completamente nuovo.
Questa nuova produzione può essere vista solo al Bolshoi.
– Domenica 13 marzo
TITOLO
Spartacus
Dettagli
Registrato
Sinossi
Nell’antica Roma, il trace Spartaco viene fatto prigioniero da Crasso e dalla moglie Frigia. Costretto a combattere da gladiatore e a uccidere uno dei suoi amici, Spartaco trama una rivolta senza precedenti…
Musica di Aram Kachaturian | Coreografia e libretto di Yuri Grigorovitch | Con il corpo di ballo e le Etoiles del Bolshoi di Mosca
Due motivi per non perderlo
Lo Spartacus di Grigorovich fu creato al Bolshoi nel 1968 e da lì è rimasto la firma della compagnia russa. Questa produzione spettacolare è un tour de force epico, che restituisce la forza d’espressione per cui i ballerini del Bolshoi sono conosciuti in tutto il mondo.
Il primo ballerino Mikhail Lobukhin è grandioso nel ruolo del leggendario gladiatore, così come Svetlana Zakharova nei panni di Egina…
– Domenica 10 aprile
TITOLO
Don Chisciotte
Dettagli
In diretta da Mosca
Sinossi
L’eccentrico eroe di Cervantes, Don Chisciotte, parte per un viaggio ricco di avventure con il suo fedele scudiero, il contadino Sancho Panza, alla ricerca della donna perfetta. Nel suo viaggio incontra Kitri, l’affascinante figlia di un oste, che egli pensa possa essere il suo amore ideale…
Musica di Leon Minkus | Coreografia originale di Marius Petipa e Alexander Gorsky | Coreografia nuova di Alexei Fadeyechev | Libretto nuovo di Marius Petipa | testo originale di Miguel De Cervantes | Con il corpo di ballo e le Etoiles del Bolshoi di Mosca
Due motivi per non perderlo
La ricercatezza e l’eccellenza del Bolshoi si incontrano nell’acclamatissima messa in scena di questa performance esaltante accompagnata dalla famosa partitura di Minkus.
Il marchio del Bolshoi si contraddistingue per nuovi set e costumi che accompagnano questa produzione colorata e tecnicamente ambiziosa. Don Chisciotte è la quintessenza del Bolshoi, piena di vita e da non perdere!
Il Bolshoi Ballet è una compagnia di balletto classico fondata nel 1776. Le sue origini affondano le radici nella creazione di una scuola di danza per un orfanotrofio di Mosca nel 1773. Tre anni più tardi i ballerini della scuola sono stati il nucleo della nuova compagnia russa. A partire dalla nomina di Alexander Gorsky come maestro di ballo nel 1900 la società ha iniziato a sviluppare la sua straordinaria identità con produzioni acclamate tra cui il Don Chisciotte (1900), la Coppélia (1901), Il lago dei cigni (1901 ), La fille mal gardée (1903), Giselle (1911), Le Corsaire (1912) e La Bayadère (1917).

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Riceviamo e pubblichiamo


Ogni giorno politici, sociologi economisti citano un fantomatico “Paese Reale”. Per loro è una cosa che conta poco o niente, che corrisponde al “piano terra”, alla massa, alla gente comune. Così il Paese Reale è solo nebbia mediatica, un’entità demografica a cui rivolgersi in tempo di elezioni.
Ma di cosa e di chi è fatto veramente il Paese Reale? Se ci pensi un attimo, il Paese Reale siamo Noi, siamo Noi presi Uno a Uno.  L’artista polesano Piermaria Romani  si è messo in strada e ha pensato a una specie di censimento. Ha incontrato di persona e illustrato il Paese Reale. Centinaia di ritratti e centinaia di storie.
(Cliccare sul ritratto e ingrandire l’immagine per leggere il testo)

PAESE REALE

di Piermaria Romani

 

Cari lettori,

dopo molti mesi di pensieri, ripensamenti, idee luminose e amletici dubbi, quello che vi trovate sotto gli occhi è il Nuovo Periscopio. Molto, forse troppo ardito, colorato, anticonvenzionale, diverso da tutti gli altri media in circolazione, in edicola o sul web.

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Con il quotidiano di ieri – così si diceva – oggi “ci si incarta il pesce”. Non Periscopio, la sua “informazione verticale” non invecchia mai e dal nostro archivio di  50.000 articoli (disponibile gratuitamente) si pescano continuamente contenuti utili per integrare le ultime notizie uscite. Non troverete mai, come succede in quasi tutti i quotidiani on line,  le prime tre righe dell’articolo in chiaro… e una piccola tassa per poter leggere tutto il resto.

Sembra una frase retorica ma non lo è: “Periscopio è un giornale senza padrini e senza padroni”. Siamo orgogliosamente antifascisti, pacifisti, nonviolenti, femministi, ambientalisti. Crediamo nella Sinistra (anche se la Sinistra non crede più a se stessa), ma non apparteniamo a nessuna casa politica, non fiancheggiamo nessun partito e nessun leader. Anzi, diffidiamo dei leader e dei capipopolo, perfino degli eroi. Non ci piacciono i muri, quelli materiali come  quelli immateriali, frutto del pregiudizio e dell’egoismo. Ci piace “il popolo” (quello scritto in Costituzione) e vorremmo cancellare “la nazione”, premessa di ogni guerra e di ogni violenza.

Periscopio è quindi un giornale popolare, non nazionalpopolare. Un quotidiano “generalista”,  scritto per essere letto da tutti (“quelli che hanno letto milioni di libri o che non sanno nemmeno parlare” F. De Gregori), da tutti quelli che coltivano la curiosità, e non dalle élite, dai circoli degli addetti ai lavori, dagli intellettuali del vuoto e della chiacchiera.

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Francesco Monini
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