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da: FEshion Coupon

“Fiori D’Acciaio” è il titolo dello spettacolo teatrale che si terrà sabato 9 gennaio in Sala Estense alle ore 21,15, al fine di raccogliere fondi per la FFC (Fondazione Fibrosi Cistica Onlus), organizzato dall’agenzia “Feshion Eventi”.

“Fiori d’Acciaio” per la regia di Catia Gianisella teatro CDD. La piéce teatrale è ispirata al testo di R.Harling da cui venne tratto nel 1989 il film omonimo per la regia di H. Ross e interpretato tra gli altri da S. Field, S. MC Laine, D. Parton , D. Hannah e J. Roberts, che vinse per la sua interpretazione il Golden Globe come migliore attrice protagonista. Catia Gianisella, con un’esperienza ormai ventennale come attrice sui palchi della provincia ferrarese, affronta la sfida di questo testo, brillante e commovente al tempo stesso, con un adattamento tutto al femminile.
Una interpretazione in rosa arricchita dall’accompagnamento musicale live a cura di Giovanni Pagliarini e Marta Guidoboni. La commedia ruota attorno ad un gruppo di amiche che si ritrovano nel salone della parrucchiera Truvy (Sabrina Bordin) che assieme all’apprendista Annelle (Sonia Giuri) si dedica alla preparazione della sposa Shelby (Miriam Previati), malata di diabete, nel giorno del suo matrimonio. Tra le liti di Shelby con la madre M’Lynn (Catia Gianisella) in merito all’organizzazione della cerimonia e gli “affettuosi” scambi tra le amiche\nemiche Claire (Alessandra Alberti) e Ouiser (Grazia Fogli), la commedia si snoda tra le stagioni della vita e le sue difficoltà, che le amiche sapranno superare, con la dolcezza di un fiore, e la forza dell’acciaio, anche quando M’Lynn si troverà di fronte alla prova che ogni madre non vorrebbe mai affrontare.
Lo spettacolo è finalizzato a raccogliere fondi per la “FFC” (Fondazione Fibrosi Cistica – Onlus) che da anni si occupa di migliorare le cure di cui oggi disponiamo, di accrescere la qualità e la durata di vita dei malati; di colpire alla radice il difetto che causa causa la fibrosi cistica, per trovare una cura risolutiva.
Il costo del biglietto è di 10€ per gli adulti e 7€ per i bambini.
E’ possibile riservare i posti contattando il 3495878324 (Alessandra) o presentarsi alla biglietteria 20 minuti prima dell’inizio dello spettacolo.
Url: http://www.feshioncoupon.it/fiori-dacciaio-spettacolo-sala-estense/

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Riceviamo e pubblichiamo


PAESE REALE

di Piermaria Romani

PROVE TECNICHE DI IMPAGINAZIONE

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Pescando un pesce d’oro
5 titoli evergreen dall’archivio di 50.000 titoli  di Periscopio

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Caro lettore

Dopo molti mesi di pensieri, ripensamenti, idee luminose e amletici dubbi, quello che vi trovate sotto gli occhi è il Nuovo Periscopio. Molto, forse troppo ardito, colorato, anticonvenzionale, diverso da tutti gli altri media in circolazione, in edicola o sul web.

Se già frequentate  queste pagine, se vi piace o almeno vi incuriosisce Periscopio, la sua nuova veste grafica e i nuovi contenuti vi faranno saltare di gioia. Non esiste in natura un quotidiano online con il coraggio e/o l’incoscienza di criticare e capovolgere l’impostazione classica di questo “il giornale” un’idea (geniale) nata 270 anni fa, ma che ha introdotto  dei codici precisi rimasti quasi inalterati. Nemmeno la rivoluzione digitale, la democrazia informava, la nascita della Rete, l’esplosione dei social media, hanno cambiato di molto le testate giornalistiche, il loro ordine, la loro noia.

Tanto che qualcuno si è chiesto se ancora servono, se hanno ancora un ruolo e un senso i quotidiani.  Arrivano sempre “dopo la notizia”, mettono tutti lo stesso titolo in prima pagina, seguono diligentemente il pensiero unico e il potente di turno, ricalcano in fotocopia le solite sezioni interne: politica interna, esteri, cronaca, economia, sport…. Anche le parole sembrano piene di polvere, perché il linguaggio giornalistico, invece di arricchirsi, si è impoverito.  Il vocabolario dei quotidiani registra e riproduce quello del sottobosco politico e della chiacchiera televisiva, oppure insegue inutilmente la grande nuvola confusa del web.

Periscopio propone un nuovo modo di essere giornale, di fare informazione. di accostare Alto e Basso, di rapportarsi al proprio pubblico. Rompe compartimenti stagni delle sezioni tradizionali di quotidiani. Accoglie e dà riconosce uguale dignità a tutti i generi e tutti linguaggi: così in primo piano ci può essere una notizia, un commento, ma anche una poesia o una vignetta.  Abbandona la rincorsa allo scoop, all’intervista esclusiva, alla firma illustre, proponendo quella che abbiamo chiamato “informazione verticale”: entrare cioè nelle  “cose che accadono fuori e dentro di noi”, denunciare Il Vecchio che resiste e raccontare Il Nuovo che germoglia, stare dalla parte dei diritti e denunciare la diseguaglianza che cresce in Italia e nel mondo. .

Con il quotidiano di ieri, così si diceva, oggi ci si incarta il pesce. Non Periscopio, la sua “informazione verticale” non invecchia mai e dal nostro archivio di quasi 50.000 articoli (disponibile gratuitamente) si pescano continuamente contenuti utili per integrare le ultime notizie uscite. Non troverete mai, come succede in quasi tutti i quotidiani on line,  le prime tre righe dell’articolo in chiaro… e una piccola tassa per poter leggere tutto il resto.

Sembra una frase retorica ma non lo è: “Periscopio è un giornale senza padrini e senza padroni”. Siamo orgogliosamente antifascisti, pacifisti, nonviolenti, femministi, ambientalisti. Crediamo nella Sinistra (anche se la Sinistra non crede più a se stessa), ma non apparteniamo a nessuna casa politica, non fiancheggiamo nessun partito e nessun leader. Anzi, diffidiamo dei leader e dei capipopolo, perfino degli eroi. Non ci piacciono i muri, quelli materiali come  quelli immateriali, frutto del pregiudizio e dell’egoismo. Ci piace “il popolo” (quello scritto in Costituzione) e vorremmo cancellare “la nazione”, premessa di ogni guerra e  di ogni violenza.

Periscopio è quindi un giornale popolare, non nazionalpopolare. Un quotidiano “generalista”,  scritto per essere letto da tutti (“quelli che hanno letto milioni di libri o che non sanno nemmeno parlare” F. De Gregori), da tutti quelli che coltivano la curiosità, e non dalle elites, dai circoli degli addetti ai lavori, dagli intellettuali del vuoto e della chiacchiera.

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