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INAUGURAZIONE MOSTRA DI FOTOGRAFIA ETICA “HURRY UP!”. IMMAGINI SUL LAVORO DEGLI ATTIVISTI PER LA LIBERAZIONE DI JULIAN ASSANGE

“HURRY UP!”, la mostra itinerante di fotografia etica di Antonietta Chiodo, reporter per la Palestina e per News Academy, dopo None, Torino, Chiusi, Cosenza e Napoli (in occasione del conferimento della cittadinanza onoraria del Comune di Napoli a Julian Assange) approda finalmente a Roma, al Parco delle Energie.

L’inaugurazione si terrà lunedì 12 febbraio 2024 alle ore 17.00, presso la SALA OVALE del Parco delle Energie, in Via Prenestina n.175 All’inaugurazione della mostra saranno presenti, oltre alla reporter Antonietta Chiodo, autrice delle foto, anche VINCENZO VITA, Garante di Articolo 21 e cofondatore de La Mia Voce per Assange, DAVIDE DORMINO, l’artista autore di “Anything To Say?”, nonché ovviamente i promotori dell’evento: Free Assange Italia, il gruppo che riunisce attivisti per Assange in varie parti d’Italia, e il Centro Internazionale Crocevia, l’organizzazione che dal 1958 lavora in tutto il mondo a progetti e campagne per l’agroecologia, la pesca artigianale,i diritti dei contadini e dei lavoratori agricoli.

La mostra racconta il lavoro di persone comuni, attive lungo la Penisola, per la liberazione del giornalista australiano, ingiustamente rinchiuso da circa 5 anni nel carcere di massima sicurezza di Belmarsh, nei pressi di Londra.

La mostra giunge nella capitale in un momento molto delicato per il giornalista. Il 20 e il 21 Febbraio prossimi infatti, l’Alta Corte di Giustizia Britannica si riunirà per decidere in merito all’istanza d’appello presentata dai legali di Julian Assange per scongiurare la sua estradizione negli Stati Uniti, dove lo attenderebbe il carcere a vita.

Le più autorevoli istituzioni internazionali ed umanitarie ritengono che la sua detenzione sia una chiara violazione dei diritti umani nei confronti di una persona intenta a svolgere liberamente il suo lavoro di giornalista, nonché una violazione del nostro diritto di veder garantiti una informazione libera ed indipendente, principio base di ogni democrazia.

Nel frattempo, nella capitale si attende da mesi che l’Assemblea capitolina concluda l’iter di attribuzione a Julian Assange della cittadinanza onoraria di Roma

DAL 12 AL 20 FEBBRAIO PRESSO LA SALA ESPOSITIVA DEL PARCO DELLE ENERGIE,IN VIA PRENESTINA 175 (ALTEZZA PIGNETO) TUTTI I GIORNI DALLE 16.00-19.00.

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di Piermaria Romani

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Caro lettore

Dopo molti mesi di pensieri, ripensamenti, idee luminose e amletici dubbi, quello che vi trovate sotto gli occhi è il Nuovo Periscopio. Molto, forse troppo ardito, colorato, anticonvenzionale, diverso da tutti gli altri media in circolazione, in edicola o sul web.

Se già frequentate  queste pagine, se vi piace o almeno vi incuriosisce Periscopio, la sua nuova veste grafica e i nuovi contenuti vi faranno saltare di gioia. Non esiste in natura un quotidiano online con il coraggio e/o l’incoscienza di criticare e capovolgere l’impostazione classica di questo “il giornale” un’idea (geniale) nata 270 anni fa, ma che ha introdotto  dei codici precisi rimasti quasi inalterati. Nemmeno la rivoluzione digitale, la democrazia informava, la nascita della Rete, l’esplosione dei social media, hanno cambiato di molto le testate giornalistiche, il loro ordine, la loro noia.

Tanto che qualcuno si è chiesto se ancora servono, se hanno ancora un ruolo e un senso i quotidiani.  Arrivano sempre “dopo la notizia”, mettono tutti lo stesso titolo in prima pagina, seguono diligentemente il pensiero unico e il potente di turno, ricalcano in fotocopia le solite sezioni interne: politica interna, esteri, cronaca, economia, sport…. Anche le parole sembrano piene di polvere, perché il linguaggio giornalistico, invece di arricchirsi, si è impoverito.  Il vocabolario dei quotidiani registra e riproduce quello del sottobosco politico e della chiacchiera televisiva, oppure insegue inutilmente la grande nuvola confusa del web.

Periscopio propone un nuovo modo di essere giornale, di fare informazione. di accostare Alto e Basso, di rapportarsi al proprio pubblico. Rompe compartimenti stagni delle sezioni tradizionali di quotidiani. Accoglie e dà riconosce uguale dignità a tutti i generi e tutti linguaggi: così in primo piano ci può essere una notizia, un commento, ma anche una poesia o una vignetta.  Abbandona la rincorsa allo scoop, all’intervista esclusiva, alla firma illustre, proponendo quella che abbiamo chiamato “informazione verticale”: entrare cioè nelle  “cose che accadono fuori e dentro di noi”, denunciare Il Vecchio che resiste e raccontare Il Nuovo che germoglia, stare dalla parte dei diritti e denunciare la diseguaglianza che cresce in Italia e nel mondo. .

Con il quotidiano di ieri, così si diceva, oggi ci si incarta il pesce. Non Periscopio, la sua “informazione verticale” non invecchia mai e dal nostro archivio di quasi 50.000 articoli (disponibile gratuitamente) si pescano continuamente contenuti utili per integrare le ultime notizie uscite. Non troverete mai, come succede in quasi tutti i quotidiani on line,  le prime tre righe dell’articolo in chiaro… e una piccola tassa per poter leggere tutto il resto.

Sembra una frase retorica ma non lo è: “Periscopio è un giornale senza padrini e senza padroni”. Siamo orgogliosamente antifascisti, pacifisti, nonviolenti, femministi, ambientalisti. Crediamo nella Sinistra (anche se la Sinistra non crede più a se stessa), ma non apparteniamo a nessuna casa politica, non fiancheggiamo nessun partito e nessun leader. Anzi, diffidiamo dei leader e dei capipopolo, perfino degli eroi. Non ci piacciono i muri, quelli materiali come  quelli immateriali, frutto del pregiudizio e dell’egoismo. Ci piace “il popolo” (quello scritto in Costituzione) e vorremmo cancellare “la nazione”, premessa di ogni guerra e  di ogni violenza.

Periscopio è quindi un giornale popolare, non nazionalpopolare. Un quotidiano “generalista”,  scritto per essere letto da tutti (“quelli che hanno letto milioni di libri o che non sanno nemmeno parlare” F. De Gregori), da tutti quelli che coltivano la curiosità, e non dalle elites, dai circoli degli addetti ai lavori, dagli intellettuali del vuoto e della chiacchiera.

Periscopio è  proprietà di un azionariato diffuso e partecipato, garanzia di una gestitone collettiva e democratica del quotidiano. Si finanzia, quindi vive, grazie ai liberi contributi dei suoi lettori amici e sostenitori. Accetta e ospita sponsor ed inserzionisti solo socialmente, eticamente e culturalmente meritevoli.

Nato quasi otto anni fa con il nome Ferraraitalia già con una vocazione glocal, oggi il quotidiano è diventato: Periscopio naviga già in mare aperto, rivolgendosi a un pubblico nazionale e non solo. Non ci dimentichiamo però di Ferrara, la città che ospita la redazione e dove ogni giorno si fabbrica il giornale. e Ferraraitalia continua a vivere dentro Periscopio all’interno di una sezione speciale, una parte importante del tutto. 
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