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Da: Ufficio Stampa Legacoop Estense

Oggi al Forum Monzani di Modena la prima Assemblea Congressuale di Legacoop Estense, nata tre anni fa dalla fusione delle strutture di Modena e di Ferrara. Il ferrarese Andrea Benini e Francesca Federzoni riconfermati ai vertici dell’associazione; rafforzata la rappresentanza con la nomina di Enrico Manni come secondo vicepresidente, in aggiunta ai coordinatori territoriali.

“L’impresa cooperativa è ideata per la continuità, ma persegue l’innovazione. Per poter cambiare ha bisogno di relazioni strette e ininterrotte con i soci e gli stakeholders. Il progetto cooperativo nasce da una vasta partecipazione che coinvolge i gruppi dirigenti, i soci, i lavoratori”. È con una citazione del grande cooperatore Ivano Barberini, nel decennale della sua scomparsa, che Andrea Benini, riconfermato alla guida dell’associazione, apre la prima Assemblea Congressuale di Legacoop Estense al Forum Monzani di Modena, cui hanno preso parte oltre 350 partecipanti, tra i rappresentanti delle imprese associate e i molti esponenti delle Istituzioni e del mondo associativo e imprenditoriale di Modena e Ferrara.
In mattinata la seduta riservata ai delegati, con la nomina degli organi direttivi che ha portato alla riconferma di Andrea Benini, nel ruolo di presidente e direttore, e di Francesca Federzoni in quello di vicepresidente. Con una novità: l’inserimento di un ulteriore vicepresidente, che andrà ad affiancare nelle funzioni di rappresentanza Benini, Federzoni e i due coordinatori territoriali Chiara Bertelli per Ferrara e Marcello Cappi per Modena. Per questo ruolo è stato scelto Enrico Manni, modenese classe 1984, vicepresidente di Granterre.
Nella sua relazione introduttiva, Andrea Benini ha sottolineato “la necessità di promuovere uno sviluppo e un’idea di futuro in grado di conciliare il rispetto dell’ambiente, la giustizia sociale e la crescita economica, riducendo la distanza tra le persone e i territori. Il 15 marzo i giovani di tutto il mondo ci hanno chiesto un impegno che non possiamo disattendere: la sostenibilità deve diventare un criterio per selezionare le imprese”. Centrale resta anche il tema del lavoro, con l’obiettivo di coniugare innovazione tecnologica e valorizzazione dell’apporto umano. “La nostra proposta – prosegue Benini – è di combattere i contratti pirata con una nuova normativa sulla rappresentanza e l’introduzione del salario minimo”. La cooperazione è uno strumento di auto-organizzazione per ricucire le fratture sociale, “ma è anche un metodo di lavoro, fondamentale per uscire compatti dalle situazioni di crisi. Per rispondere a problemi complessi, serve studiare, capire, dialogare e poi agire in modo integrato e collaborativo”.
Nel corso della parte pubblica pomeridiana, rappresentanti delle cooperative hanno illustrato i progetti strategici di ogni settore per il prossimo mandato e avanzato proposte e richieste alle Istituzioni, dialogando con il Sindaco di Modena Gian Carlo Muzzarelli, il Sindaco di Ferrara Tiziano Tagliani, il Presidente della Regione Emilia-Romagna Stefano Bonaccini. Tra le principali tematiche affrontate: la costruzione di filiere agroalimentari sostenibili tra chi produce, chi trasforma, chi distribuisce; la necessità di presidiare la legalità e introdurre innovazione nel mondo dei servizi; la rigenerazione urbana e insieme umana, le smart cities, l’housing sociale; il welfare del futuro capace di rispondere ai bisogni contemporanei; i Workers Buyout come strumento di rinascita e mantenimento dell’occupazione; il settore culturale, creativo e turistico come opportunità di sviluppo sostenibile.
A Modena e Ferrara le cooperative riuniscono oltre 500.000 soci: consumatori, lavoratori, imprenditori. Circa un abitante su due. Sono poco più del 1% delle imprese, ma creano il 10% dei posti di lavoro (di cui oltre 50% ricoperti da donne e l’84% a tempo indeterminato), un’occupazione cresciuta del 5,8% nel 2017 a fronte di una crescita complessiva in provincia di Ferrara del 1%. Sono imprese leader per dimensione, performance e longevità in diversi settori. Sostengono importanti progetti per il territorio: oltre il 60% dei beni donati per i meno abbienti vengono da cooperative. “Il manifesto cooperativo per il futuro del Paese – ha concluso Benini – si struttura attorno a cinque pilastri: lavoro, sostenibilità, legalità, innovazione e welfare. Ai nostri Amministratori locali noi lanciamo tre macro-proposte: fare insieme alle forze economiche e sociali un patto per lo sviluppo sostenibile, impostando una programmazione strategica da qui al 2030 basata sugli obiettivi comuni dell’agenda ONU; mettere il lavoro al centro dell’azione amministrativa; creare connessioni tra Ferrara, Modena e i territori circostanti, in una logica di area vasta che ci consenta di competere con le aree più performanti del mondo”. “Quest’ultima proposta risulta particolarmente significativa proprio per il basso ferrarese, che sconta un ritardo nello sviluppo e può trarre vantaggio nell’agganciare territori maggiormente trainanti”, ha affermato la coordinatrice territoriale Chiara Bertelli. “In un contesto in cui le disuguaglianze tra i territori sono sempre più profonde, servono politiche per favorire la coesione. Per questo abbiamo partecipato alla definizione della Strategia nazionale per le aree interne del basso ferrarese, proponendo percorsi per la nascita e lo sviluppo delle cooperative di comunità come strumento di contrasto allo spopolamento e all’abbandono dei territori periferici”.

Oggi a Legacoop Estense aderiscono 215 cooperative (88 in provincia di Ferrara), che a loro volta rappresentano quasi 500.000 soci e sono distribuite in tutti i principali settori produttivi e di servizi alla persona e all’impresa: abitazione, agroalimentare e pesca, consumo, dettaglio, cultura turismo e comunicazione, produzione e servizi, cooperazione sociale. Grazie al lavoro di oltre 29.500 occupati, hanno prodotto e distribuito nel 2017 una ricchezza pari a 5,5 miliardi di euro.
In questi primi tre anni dalla sua nascita, Legacoop Estense ha puntato all’innovazione e alla qualificazione dei servizi alle imprese. Tra i progetti più rilevanti: protocolli di intesa con le Università di Ferrara, Modena e Reggio, Bologna per il trasferimento tecnologico; lo sportello appalti e gare, per il supporto nella partecipazione a bandi, e l’ufficio affari legali, per il supporto nell’adozione di regolamenti e nell’ottenimento di certificazioni; supporto nell’accesso al credito e alla finanza agevolata; percorsi di formazione dei giovani, con il coinvolgimento di 400 studenti in percorsi di alternanza scuola lavoro; avvio di un nuovo ufficio innovazione e sviluppo sostenibile, per analizzare il livello di maturità e il fabbisogno delle cooperative su questi temi e accompagnarle nei processi di rinnovamento.
 
Enrico Manni: modenese, classe 1984, agrotecnico, il nuovo vicepresidente di Legacoop Estense è socio e Consigliere delegato Bonlatte, consigliere Progeo, Vicepresidente Granterre e Consigliere Gruppo Bonterre.  

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Riceviamo e pubblichiamo


Ogni giorno politici, sociologi economisti citano un fantomatico “Paese Reale”. Per loro è una cosa che conta poco o niente, che corrisponde al “piano terra”, alla massa, alla gente comune. Così il Paese Reale è solo nebbia mediatica, un’entità demografica a cui rivolgersi in tempo di elezioni.
Ma di cosa e di chi è fatto veramente il Paese Reale? Se ci pensi un attimo, il Paese Reale siamo Noi, siamo Noi presi Uno a Uno.  L’artista polesano Piermaria Romani  si è messo in strada e ha pensato a una specie di censimento. Ha incontrato di persona e illustrato il Paese Reale. Centinaia di ritratti e centinaia di storie.
(Cliccare sul ritratto e ingrandire l’immagine per leggere il testo)

PAESE REALE

di Piermaria Romani

 

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