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da: ufficio stampa UNCAI

Tassinari: “Bene il bando Inail da 45 milioni, ma con 700.000 trattori non a norma, i fondi non sono sufficienti. Strategico il ruolo dei contoterzisti nel rinnovamento dell’agricoltura”.

Revisione delle macchine agricole e sicurezza dei lavoratori. Il presidente di UNCAI Aproniano Tassinari e il consigliere Roberto Tamburini sono intervenuti sull’argomento in occasione di un incontro presso l’Istituto tecnico agrario di Cesena, patrocinato dalla Regione Emilia-Romagna e andato in onda su Teleromagna News. L’iniziativa ha preso spunto dalla prossima pubblicazione del secondo decreto attuativo che dettaglierà le modalità di esecuzione della revisione dei mezzi agricoli. Nel corso del dibattito, condotto da Sauro Angelini di Agrilinea, è emerso che in Italia 700.000 dei 1.700.000 trattori in circolazione non rispondono né alle regole europee né a quelle nazionali. Gli incidenti si verificano soprattutto nelle zone pedemontane, e riguardano quasi sempre mezzi obsoleti, senza protezioni degli organi in movimento e arco antiribaltamento, con freni usurati e cinture di sicurezza montate in modo scorretto o assenti.

Sono stimati oltre 300.000 revisioni all’anno, a partire dal 2017. “Significherà coinvolgere officine meccaniche private e dei concessionari di mezzi agricoli”, ha illustrato Vincenzo Laurendi, del Dipartimento tecnologie di sicurezza dell’Inail. Per meglio definire le misure di sicurezza da adottare, l’Inail ha realizzato delle schede per ogni modello di trattore. L’obiettivo è ridurre i costi della messa a norma che dovrebbe aggirarsi in media sui 1.000-1.200 euro. La revisione, invece, dovrebbe costare dai 40 ai 70 euro. Inoltre Enama ha presentato un documento su cosa controllare e come effettuare il controllo “perché la revisione non sia percepita come un balzello o un’ennesima incombenza per gli agricoltori ma come un servizio”, ha spiegato il direttore di Enama Franco Liberatori.

“Molti contoterzisti – è intervenuto Roberto Tamburini, presidente di APIMAI Ravenna – hanno da tempo avviato un percorso di sicurezza all’interno della propria azienda, perché da imprenditori sappiamo che un’azienda che ha degli infortuni è un’azienda che ha anche problemi economici. Ciò che conta non è tanto la revisione, ma l’eliminazione dei trattori obsoleti e mettere in condizione l’agricoltore o il contoterzista di rinnovare il parco mezzi”.
La messa a norma di macchine e attrezzature non potrà essere finanziata per mezzo dei PSR che riguardano solo macchine innovative. L’Inail ha tuttavia previsto un bando di 45 milioni di euro, che uscirà a giugno, per l’acquisto di nuovi trattori. Il bando non sarà soggetto al de minimis (potranno essere erogati fondi superiori ai 15.000 euro e pari anche al 40% dell’investimento) e sarà seguito nel 2017 da uno di 35 milioni.

“Con 700.000 trattori non a norma in circolazione, i fondi non sono sufficienti”, ha proseguito il presidente UNCAI Aproniano Tassinari. “Inoltre l’incentivo dovrebbe essere ripetuto anche negli anni successivi, almeno finché non saranno raggiunti gli obiettivi di sicurezza prefissati. Oggi si registrano oltre 100 incidenti mortali su trattore ogni anno, molti di più rispetto a Paesi come Inghilterra, Germania e Spagna dove la revisione periodica e l’adeguamento dei mezzi sono una realtà da molti anni. Tuttavia sarebbe un errore non dare ai contoterzisti il giusto ruolo in questo processo di rinnovamento dell’agricoltura italiana. La dimensione poderale e la volatilità dei prezzi dei prodotti agricoli persuaderanno le aziende agricole che conviene accorparsi e rivolgersi ai contoterzisti, gli unici in grado di garantire a costi certi le lavorazioni. Il mercato dei mezzi agricoli non è più quello del passato. Se negli anni ‘80 si vendevano 65.000 macchine all’anno, oggi si è scesi a 17.000. Mancano i soldi per gli investimenti, e i pochi che ancora riescono a programmarli e ammortizzarli sono i contoterzisti”.

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Riceviamo e pubblichiamo


Ogni giorno politici, sociologi economisti citano un fantomatico “Paese Reale”. Per loro è una cosa che conta poco o niente, che corrisponde al “piano terra”, alla massa, alla gente comune. Così il Paese Reale è solo nebbia mediatica, un’entità demografica a cui rivolgersi in tempo di elezioni.
Ma di cosa e di chi è fatto veramente il Paese Reale? Se ci pensi un attimo, il Paese Reale siamo Noi, siamo Noi presi Uno a Uno.  L’artista polesano Piermaria Romani  si è messo in strada e ha pensato a una specie di censimento. Ha incontrato di persona e illustrato il Paese Reale. Centinaia di ritratti e centinaia di storie.
(Cliccare sul ritratto e ingrandire l’immagine per leggere il testo)

PAESE REALE

di Piermaria Romani

 

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