Skip to main content

Sanità. Test sierologici rapidi in farmacia: oltre 18mila già effettuati nei primi tre giorni, il 97% negativi. Quasi 900 le farmacie aderenti, da Piacenza a Rimini. L’assessore Donini: “L’iniziativa sta avendo il successo sperato. Uno strumento fondamentale per contenere l’attuale curva epidemica, che in Emilia-Romagna abbiamo voluto mettere a disposizione gratuitamente di una larghissima fascia di cittadini”

7 al giorno in media i test effettuati in ogni farmacia, prevalentemente donne e genitori a sottoporsi al test. Tra i più giovani, la fascia dei 14-18enni quella più rappresentata, con oltri 2.700 test effettuati. L’iniziativa proseguirà fino al 30 giugno 2021

Bologna – Sono oltre 18mila (esattamente 18.231) i test sierologici rapidi e gratuiti effettuati nelle farmacie dell’Emilia-Romagna nei primi tre giorni (da lunedì 19 a mercoledì 21) di avvio della campagna di screening, la prima a livello nazionale, voluta dalla Regione e condotta assieme alle Associazioni di categoria delle farmacie convenzionale. Nel 97% dei casi (in numero assoluto 18.231) hanno dato esito negativo,

continuano ad aumentare, raggiungendo quota 883 anche le farmacie – convenzionate, pubbliche e private – che hanno deciso di aderire all’iniziativa, destinata a un’ampia fascia della popolazione, naturalmente su base volontaria: tutti i bambini e ragazzi da 0 ai 18 anni e i maggiorenni che frequentano la scuola secondaria superiore, con i loro genitorifratelli e sorelle, i nonni anche se non conviventi e gli altri familiari conviventi; ma anche gli studenti universitari che hanno il medico di medicina generale in Emilia-Romagna.

Parte dunque ad alta velocità la campagna che consente di capire, tramite un test eseguibile in soli 15 minuti, se una persona ha sviluppato gli anticorpi prodotti dal sistema immunitario in risposta al virus SARS-CoV-2, e i primi risultati sono incoraggianti: solo 546 test (il 3% sul totale) hanno dato esito positivo e il Servizio sanitario regionale sta contattando telefonicamente tutti i cittadini risultati positivi per eseguire il tampone nasofaringeo di verifica, necessario per verificare se l’infezione è in corso e per stabilire la reale contagiosità della persona.

“Questo primo bilancio- sottolinea l’assessore alle Politiche per la salute, Raffaele Donini– conferma la bontà della scelta fatta, che abbiamo voluto ulteriormente rafforzare estendendo anche ai nonni che si prendono cura dei nipoti pur non vivendo con loro la possibilità di effettuare gratuitamente il test. La recrudescenza della pandemia Covid-19 alla quale stiamo assistendo in tutto il resto del Paese impone provvedimenti che consentano il tracciamento tempestivo dei focolai che si possono attivare nelle scuole, negli ospedali, come negli altri luoghi di frequentazione comunitaria, per poter effettuare il tempestivo isolamento dei casi, scongiurando l’eventualità di restrizioni drastiche. Insieme alle farmacie continueremo a sostenere questo strumento rapido e gratuito, di fondamentale importanza per contenere l’attuale curva epidemica”.

L’’identikit’ di chi si è sottoposto al test

A diffondere i dati, riferiti alle giornate del 19, 20, 21 ottobre, l’assessorato regionale alle Politiche della Salute, che traccia anche l’identikit degli utenti che hanno richiesto il test. Per il momento, si tratta prevalentemente di donne10.181 in tutta la regione, contro 8.050 uomini. In famiglia, a sottoporsi al test sono stati soprattutto i genitori (10.295), che a loro volta lo hanno richiesto per i figli. Tra i ragazzi e bambini le fasce di età più rappresentate sono state quelle dei 14-18enni (2.733 test), 6-10 anni (1.529 test) e 11-13 (1.306), ma non sono mancati i più piccoli tra i 3 e 5 anni (473) e i piccolissimi fino a diciotto mesi (153 test). Una buona risposta è arrivata anche dagli studenti universitari (1.742).

Le farmacie aderenti

Continuano ad accrescersi le fila delle farmacie che hanno dato la propria disponibilità per l’effettuazione del test: sono già 884 su 1.366convenzionate, pubbliche e private, operative in Emilia-Romagna, e il numero è destinato a salire anche perché è possibile effettuare il test fino a giugno 2021.  L’elenco è in costante aggiornamento e consultabile sul sito della Regione https://salute.regione.emilia-romagna.it/sierologico-farmacie).

Bologna sono 204 le farmacie che hanno aderito, oltre la metà di quelle presenti; a Modena 127 (63% del totale); Reggio Emilia 101 (66%); Ravenna 95 (86%); Parma 90 (63%); Forlì-Cesena 77 (66%); Piacenza 70 (71%); Rimini 61 (63%) e Ferrara 58 farmacie (45% del totale).

Test effettuati tra il 19 e il 21 ottobre, per Azienda sanitaria

In dettaglio, i test effettuati nell’ambito delle singole Aziende sanitarie del territorio emiliano-romagnolo sono: Azienda USL di Bologna 5.004; Azienda USL della Romagna 3.793; Azienda Usl di Modena 2.688; Azienda Usl di Reggio Emilia 2.022; Azienda Usl di Parma 1.631; Azienda Usl di Piacenza 1.275; Azienda Usl di Ferrara 1.074 e Azienda Usl di Imola 744.

Il test sierologico: dove e come effettuarlo

Il testsierologico individua gli anticorpi (immunoglobuline) IgM e IgG che vengono prodotti in caso di infezione; non solo, racconta anche la storia del virus, consentendo di capire con chi, nel tempo, si è entrati in contatto.

In caso di positività, i risultati dei test sierologici devono essere confermati dal tampone faringeo per verificare se l’infezione è ancora in corso. Il test per la conferma della malattia è a carico del Sistema sanitario nazionale ed è organizzato dalla Asl o dall’ospedale.

Chi vorrà sottoporsi al test dovrà prendere appuntamento con il farmacista, con una raccomandazione fondamentale: chi è consapevole di aver avuto contatti recenti con persone positive al SARS-CoV-2 o accusa sintomi riconducibili alla malattia (febbre, problemi respiratori, tosse) non deve recarsi in farmacia per il test, ma contattare telefonicamente il proprio medico di famiglia per evitare il rischio di diffondere il contagio.  /Ti.Ga.

tag:

REGIONE EMILIA-ROMAGNA


Ogni giorno politici, sociologi economisti citano un fantomatico “Paese Reale”. Per loro è una cosa che conta poco o niente, che corrisponde al “piano terra”, alla massa, alla gente comune. Così il Paese Reale è solo nebbia mediatica, un’entità demografica a cui rivolgersi in tempo di elezioni.
Ma di cosa e di chi è fatto veramente il Paese Reale? Se ci pensi un attimo, il Paese Reale siamo Noi, siamo Noi presi Uno a Uno.  L’artista polesano Piermaria Romani  si è messo in strada e ha pensato a una specie di censimento. Ha incontrato di persona e illustrato il Paese Reale. Centinaia di ritratti e centinaia di storie.
(Cliccare sul ritratto e ingrandire l’immagine per leggere il testo)

PAESE REALE

di Piermaria Romani

 

Cari lettori,

dopo molti mesi di pensieri, ripensamenti, idee luminose e amletici dubbi, quello che vi trovate sotto gli occhi è il Nuovo Periscopio. Molto, forse troppo ardito, colorato, anticonvenzionale, diverso da tutti gli altri media in circolazione, in edicola o sul web.

Se già frequentate  queste pagine, se vi piace o almeno vi incuriosisce Periscopio, la sua nuova veste grafica e i nuovi contenuti vi faranno saltare di gioia. Non esiste in natura un quotidiano online con il coraggio e/o l’incoscienza di criticare e capovolgere l’impostazione classica di questo “giornale” .

Tanto che qualcuno si è chiesto se  i giornali ancora servono, se hanno ancora un ruolo e un senso i quotidiani.  Arrivano sempre “dopo la notizia”, mettono tutti lo stesso titolo in prima pagina, seguono diligentemente il pensiero unico e il potente di turno, ricalcano in fotocopia le solite sezioni interne: politica interna, esteri, cronaca, economia, sport… Anche le parole sembrano piene di polvere, perché il linguaggio giornalistico, invece di arricchirsi, si è impoverito.  Il vocabolario dei quotidiani registra e riproduce quello del sottobosco politico e della chiacchiera televisiva, oppure insegue inutilmente la grande nuvola confusa del web.

Periscopio propone un nuovo modo di essere giornale, di fare informazione. di accostare Alto e Basso, di rapportarsi al proprio pubblico. Rompe compartimenti stagni delle sezioni tradizionali di quotidiani. Accoglie e riconosce uguale dignità a tutti i generi e a tutti linguaggi: così in primo piano ci può essere una notizia, un commento, ma anche una poesia o una vignetta.  Abbandona la rincorsa allo scoop, all’intervista esclusiva, alla firma illustre, proponendo quella che abbiamo chiamato “informazione verticale”: entrare cioè nelle  “cose che accadono fuori e dentro di noi”, denunciare Il Vecchio che resiste e raccontare Il Nuovo che germoglia; stare dalla parte dei diritti e denunciare la diseguaglianza che cresce in Italia e nel mondo. Insomma: un giornale non rivolto a questo o a quel salotto, ma realmente al servizio della comunità.

Con il quotidiano di ieri – così si diceva – oggi “ci si incarta il pesce”. Non Periscopio, la sua “informazione verticale” non invecchia mai e dal nostro archivio di  50.000 articoli (disponibile gratuitamente) si pescano continuamente contenuti utili per integrare le ultime notizie uscite. Non troverete mai, come succede in quasi tutti i quotidiani on line,  le prime tre righe dell’articolo in chiaro… e una piccola tassa per poter leggere tutto il resto.

Sembra una frase retorica ma non lo è: “Periscopio è un giornale senza padrini e senza padroni”. Siamo orgogliosamente antifascisti, pacifisti, nonviolenti, femministi, ambientalisti. Crediamo nella Sinistra (anche se la Sinistra non crede più a se stessa), ma non apparteniamo a nessuna casa politica, non fiancheggiamo nessun partito e nessun leader. Anzi, diffidiamo dei leader e dei capipopolo, perfino degli eroi. Non ci piacciono i muri, quelli materiali come  quelli immateriali, frutto del pregiudizio e dell’egoismo. Ci piace “il popolo” (quello scritto in Costituzione) e vorremmo cancellare “la nazione”, premessa di ogni guerra e di ogni violenza.

Periscopio è quindi un giornale popolare, non nazionalpopolare. Un quotidiano “generalista”,  scritto per essere letto da tutti (“quelli che hanno letto milioni di libri o che non sanno nemmeno parlare” F. De Gregori), da tutti quelli che coltivano la curiosità, e non dalle élite, dai circoli degli addetti ai lavori, dagli intellettuali del vuoto e della chiacchiera.

La redazione e gli oltre 50 collaboratori scrivono e confezionano Periscopio  a titolo assolutamente volontario; lo fanno perché credono nel progetto del giornale e nel valore di una informazione diversa. Per questa ragione il giornale è sostenuto da una associazione di volontariato senza fini di lucro. I lettori – sostenitori, fanno parte a tutti gli effetti di una famiglia volonterosa e partecipata a garanzia di una gestitone collettiva e democratica del quotidiano che si finanzia, quindi vive, grazie ai liberi contributi dei suoi lettori, amici e sostenitori. Accetta e ospita sponsor ed inserzionisti solo socialmente, eticamente e culturalmente meritevoli.

Nato 10 anni fa con il nome Ferraraitalia già con una vocazione glocal, oggi il quotidiano è diventato Periscopio e naviga già in mare aperto, rivolgendosi a un pubblico nazionale e non solo. Non ci dimentichiamo però di Ferrara, la città che ospita la redazione e dove ogni giorno si fabbrica il giornale.  Ferraraitalia continua a vivere dentro Periscopio all’interno di una sezione speciale, una parte importante del tutto. 

Oggi Periscopio conta oltre 320.000 lettori, ma vuole crescere e farsi conoscere. Dipenderà da chi lo scrive ma soprattutto da chi lo legge e lo condivide con chi ancora non lo conosce. Per una volta, stare nella stessa barca può essere una avventura affascinante.  Buona navigazione a tutti.

Tutti i contenuti di Periscopio, salvo espressa indicazione, sono free. Possono essere liberamente stampati, diffusi e ripubblicati, indicando fonte, autore e data di pubblicazione su questo quotidiano.

Francesco Monini
direttore responsabile


Chi volesse chiedere informazioni sul nuovo progetto editoriale, può scrivere a: direttore@periscopionline.it