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da: Associazione Culturale Puedes

Ci siamo, la Color Vibe 5K Run Ferrara entra nel vivo!
Dal 13 agosto, dalle 15.00 alle 21.00 e il 14 agosto dalle 10.00 nel Sottomura di via Baluardi (Ferrara) è aperto il Color Village dove è possibile iscriversi, per chi non ha già provveduto, e ritirare la pettorina e il kit di partecipazione all’evento.

Orari: la corsa non competitiva inizia alle 18.30, il Color Party dalle 19.30
COLOR VIBE 5K + DJ Set | Direttamente dagli Stati Uniti, arriva in Italia la COLOR VIBE 5K RUN, l’esperienza sensoriale più coinvolgente dell’estate. L’evento prende il nome da VIBE: sensazione, emozione, vibrazione, energia. Un vero e proprio inno al divertimento aperto a tutti: non ci sono limiti di età per partecipare. La Color Vibe è una gara non competitiva. L’obiettivo non è arrivare al traguardo prima degli altri, ma divertirsi senza limiti e farsi colorare più degli altri.
Il percorso è lungo 5 chilometri e lo si può percorrere camminando, correndo, saltando, in avanti, all’indietro o anche ballando. L’importante è divertirsi e lasciarsi andare, baciati dal sole e cullati dalla musica.

NB: L’organizzazione assicura la completa pulizia dell’area dopo l’evento.

A SEGUIRE il concerto dei The Dice
The Dice nascono nel 2009 come quartetto. Nel 2011 pubblicano il loro primo prodotto, un album di 10 canzoni, la maggior parte delle quali originali, dal nome “FourTDice”, che comprende un insieme di rock and roll, rockabilly, swing e country music. Nel 2012 sono stati selezionati fra 6000 band europee per prender parte al festival “Allegromosso”, un’ iniziativa dedicata alla musica suonata dai giovani in Europa. Da allora i The Dice hanno suonato e vinto concorsi in tutta Italia, e nel 2015 sono diventati un trio. Nell’aprile di tale anno sono usciti con il loro secondo lavoro ufficiale, un EP dal nome “Light Up”, che è anche il singolo del disco. Le loro nuove canzoni vanno oltre la musica rock and roll, e hanno creato il loro stile, influenzati dai generi musicali che hanno amato nel corso degli anni, venendo fuori con un nuovo e personale sound che evoca atmosfere estive e scenari balneari. Hanno condiviso il palco con artisti del calibro di Willie Nile, James Maddok e David Immergluck (chitarrista dei Counting Crows).

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Riceviamo e pubblichiamo


Ogni giorno politici, sociologi economisti citano un fantomatico “Paese Reale”. Per loro è una cosa che conta poco o niente, che corrisponde al “piano terra”, alla massa, alla gente comune. Così il Paese Reale è solo nebbia mediatica, un’entità demografica a cui rivolgersi in tempo di elezioni.
Ma di cosa e di chi è fatto veramente il Paese Reale? Se ci pensi un attimo, il Paese Reale siamo Noi, siamo Noi presi Uno a Uno.  L’artista polesano Piermaria Romani  si è messo in strada e ha pensato a una specie di censimento. Ha incontrato di persona e illustrato il Paese Reale. Centinaia di ritratti e centinaia di storie.
(Cliccare sul ritratto e ingrandire l’immagine per leggere il testo)

PAESE REALE

di Piermaria Romani

 

Caro lettore

Dopo molti mesi di pensieri, ripensamenti, idee luminose e amletici dubbi, quello che vi trovate sotto gli occhi è il Nuovo Periscopio. Molto, forse troppo ardito, colorato, anticonvenzionale, diverso da tutti gli altri media in circolazione, in edicola o sul web.

Se già frequentate  queste pagine, se vi piace o almeno vi incuriosisce Periscopio, la sua nuova veste grafica e i nuovi contenuti vi faranno saltare di gioia. Non esiste in natura un quotidiano online con il coraggio e/o l’incoscienza di criticare e capovolgere l’impostazione classica di questo “il giornale” un’idea (geniale) nata 270 anni fa, ma che ha introdotto  dei codici precisi rimasti quasi inalterati. Nemmeno la rivoluzione digitale, la democrazia informava, la nascita della Rete, l’esplosione dei social media, hanno cambiato di molto le testate giornalistiche, il loro ordine, la loro noia.

Tanto che qualcuno si è chiesto se ancora servono, se hanno ancora un ruolo e un senso i quotidiani.  Arrivano sempre “dopo la notizia”, mettono tutti lo stesso titolo in prima pagina, seguono diligentemente il pensiero unico e il potente di turno, ricalcano in fotocopia le solite sezioni interne: politica interna, esteri, cronaca, economia, sport…. Anche le parole sembrano piene di polvere, perché il linguaggio giornalistico, invece di arricchirsi, si è impoverito.  Il vocabolario dei quotidiani registra e riproduce quello del sottobosco politico e della chiacchiera televisiva, oppure insegue inutilmente la grande nuvola confusa del web.

Periscopio propone un nuovo modo di essere giornale, di fare informazione. di accostare Alto e Basso, di rapportarsi al proprio pubblico. Rompe compartimenti stagni delle sezioni tradizionali di quotidiani. Accoglie e dà riconosce uguale dignità a tutti i generi e tutti linguaggi: così in primo piano ci può essere una notizia, un commento, ma anche una poesia o una vignetta.  Abbandona la rincorsa allo scoop, all’intervista esclusiva, alla firma illustre, proponendo quella che abbiamo chiamato “informazione verticale”: entrare cioè nelle  “cose che accadono fuori e dentro di noi”, denunciare Il Vecchio che resiste e raccontare Il Nuovo che germoglia, stare dalla parte dei diritti e denunciare la diseguaglianza che cresce in Italia e nel mondo. .

Con il quotidiano di ieri, così si diceva, oggi ci si incarta il pesce. Non Periscopio, la sua “informazione verticale” non invecchia mai e dal nostro archivio di quasi 50.000 articoli (disponibile gratuitamente) si pescano continuamente contenuti utili per integrare le ultime notizie uscite. Non troverete mai, come succede in quasi tutti i quotidiani on line,  le prime tre righe dell’articolo in chiaro… e una piccola tassa per poter leggere tutto il resto.

Sembra una frase retorica ma non lo è: “Periscopio è un giornale senza padrini e senza padroni”. Siamo orgogliosamente antifascisti, pacifisti, nonviolenti, femministi, ambientalisti. Crediamo nella Sinistra (anche se la Sinistra non crede più a se stessa), ma non apparteniamo a nessuna casa politica, non fiancheggiamo nessun partito e nessun leader. Anzi, diffidiamo dei leader e dei capipopolo, perfino degli eroi. Non ci piacciono i muri, quelli materiali come  quelli immateriali, frutto del pregiudizio e dell’egoismo. Ci piace “il popolo” (quello scritto in Costituzione) e vorremmo cancellare “la nazione”, premessa di ogni guerra e  di ogni violenza.

Periscopio è quindi un giornale popolare, non nazionalpopolare. Un quotidiano “generalista”,  scritto per essere letto da tutti (“quelli che hanno letto milioni di libri o che non sanno nemmeno parlare” F. De Gregori), da tutti quelli che coltivano la curiosità, e non dalle elites, dai circoli degli addetti ai lavori, dagli intellettuali del vuoto e della chiacchiera.

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Francesco Monini
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