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Da: Camera di commercio Ferrara

Govoni: “Non mancano difficoltà e problemi, ma Ferrara e la sua provincia hanno enormi potenzialità
e risorse, che ci sollecitano ad affrontare le sfide a testa alta e con fiducia”
2020, camera di commercio gia’ al lavoro: progetti per oltre 1 milione e mezzo di euro
Nei primi 7 mesi di quest’anno poco meno di 2milioni di euro le risorse erogate alle imprese. 5milioni di euro gli investimenti generati, 97 (55 uomini e 42 donne) le assunzioni a tempo indeterminato perfezionate

Consolidamento, sviluppo e riposizionamento delle imprese esistenti, sostegno all’occupazione, all’internazionalizzazione e supporto per la partecipazione ai bandi europei, nascita di nuove imprese, digitale, incontro fra domanda e offerta di lavoro. E ancora, valorizzazione del turismo e del patrimonio culturale, assistenza alle piccole e medie imprese per la partecipazione alle gare pubbliche, valorizzazione delle Aree produttive ecologicamente attrezzate (Codigoro-Pomposa-Ponte Quagliotto; S. Giovanni di Ostellato-Area SIPRO; Argenta-Area S. Antonio-Ex Marini) e delle botteghe storiche, lotta alla burocrazia e all’illegalità, gestione preventiva delle crisi di impresa ed un rapporto nuovo con la finanza. Queste le priorità sulle quali la Giunta camerale è al lavoro e che, in condivisione con le associazioni di categoria, sottoporrà al Consiglio nel prossimo mese di ottobre.
Circa 2 milioni di euro, dunque (oltre a quelle che arriveranno attraverso la presentazione di progetti sui fondi nazionali), le risorse messe in cantiere per il 2020 dalla Camera di commercio. Misure che guardano tutte alla crescita e allo sviluppo e che si concentreranno, inoltre, sulla promozione della responsabilità sociale d’impresa e dello spirito cooperativo, sulla vigilanza sui mercati e sui prodotti a tutela delle imprese e dei consumatori, sull’ottenimento di brevetti internazionali e l’installazione di impianti di videosorveglianza e di allarme. Poste, infine, le basi operative per recepire sin da subito le nuove norme in materia di crisi di impresa, che prevedono compiti importanti proprio per le Camere di commercio. Attraverso l’Organismo di Composizione delle Crisi d’Impresa (OCRI), infatti, l’Ente di Largo Castello riceverà le segnalazioni da parte dell’imprenditore, gestirà l’intero procedimento di allerta ed assisterà, in collaborazione con le Organizzazioni imprenditoriali, l’impresa nella composizione assistita della crisi prima che questa diventi irreversibile.
“Non mancano difficoltà e problemi – ha evidenziato Paolo Govoni, presidente della Camera di commercio – ma Ferrara e la sua provincia hanno enormi potenzialità ed eccellenze, che ci sollecitano ad affrontare le sfide a testa alta e con fiducia. Trasformazioni digitali ed eco-sostenibilità sono già decisivi vettori di sviluppo, di occupazione e di benessere e lo saranno ancor più nei prossimi anni. E il coinvolgimento delle parti sociali nel dirigere le trasformazioni in atto sarà, ancora una volta, una risorsa preziosa”.
Determinante, infine, la presenza della Camera di commercio in infrastrutture cruciali per lo sviluppo del territorio ferrarese (4 milioni di euro, al netto degli immobili, il valore delle partecipazioni detenute dall’Ente di Largo Castello) tra cui spiccano l‘Aeroporto Marconi di Bologna (da considerare sempre più infrastruttura per la crescita anche del sistema economico locale), il Porto di Ravenna e Ferrara Fiere.

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Caro lettore

Dopo molti mesi di pensieri, ripensamenti, idee luminose e amletici dubbi, quello che vi trovate sotto gli occhi è il Nuovo Periscopio. Molto, forse troppo ardito, colorato, anticonvenzionale, diverso da tutti gli altri media in circolazione, in edicola o sul web.

Se già frequentate  queste pagine, se vi piace o almeno vi incuriosisce Periscopio, la sua nuova veste grafica e i nuovi contenuti vi faranno saltare di gioia. Non esiste in natura un quotidiano online con il coraggio e/o l’incoscienza di criticare e capovolgere l’impostazione classica di questo “il giornale” un’idea (geniale) nata 270 anni fa, ma che ha introdotto  dei codici precisi rimasti quasi inalterati. Nemmeno la rivoluzione digitale, la democrazia informava, la nascita della Rete, l’esplosione dei social media, hanno cambiato di molto le testate giornalistiche, il loro ordine, la loro noia.

Tanto che qualcuno si è chiesto se ancora servono, se hanno ancora un ruolo e un senso i quotidiani.  Arrivano sempre “dopo la notizia”, mettono tutti lo stesso titolo in prima pagina, seguono diligentemente il pensiero unico e il potente di turno, ricalcano in fotocopia le solite sezioni interne: politica interna, esteri, cronaca, economia, sport…. Anche le parole sembrano piene di polvere, perché il linguaggio giornalistico, invece di arricchirsi, si è impoverito.  Il vocabolario dei quotidiani registra e riproduce quello del sottobosco politico e della chiacchiera televisiva, oppure insegue inutilmente la grande nuvola confusa del web.

Periscopio propone un nuovo modo di essere giornale, di fare informazione. di accostare Alto e Basso, di rapportarsi al proprio pubblico. Rompe compartimenti stagni delle sezioni tradizionali di quotidiani. Accoglie e dà riconosce uguale dignità a tutti i generi e tutti linguaggi: così in primo piano ci può essere una notizia, un commento, ma anche una poesia o una vignetta.  Abbandona la rincorsa allo scoop, all’intervista esclusiva, alla firma illustre, proponendo quella che abbiamo chiamato “informazione verticale”: entrare cioè nelle  “cose che accadono fuori e dentro di noi”, denunciare Il Vecchio che resiste e raccontare Il Nuovo che germoglia, stare dalla parte dei diritti e denunciare la diseguaglianza che cresce in Italia e nel mondo. .

Con il quotidiano di ieri, così si diceva, oggi ci si incarta il pesce. Non Periscopio, la sua “informazione verticale” non invecchia mai e dal nostro archivio di quasi 50.000 articoli (disponibile gratuitamente) si pescano continuamente contenuti utili per integrare le ultime notizie uscite. Non troverete mai, come succede in quasi tutti i quotidiani on line,  le prime tre righe dell’articolo in chiaro… e una piccola tassa per poter leggere tutto il resto.

Sembra una frase retorica ma non lo è: “Periscopio è un giornale senza padrini e senza padroni”. Siamo orgogliosamente antifascisti, pacifisti, nonviolenti, femministi, ambientalisti. Crediamo nella Sinistra (anche se la Sinistra non crede più a se stessa), ma non apparteniamo a nessuna casa politica, non fiancheggiamo nessun partito e nessun leader. Anzi, diffidiamo dei leader e dei capipopolo, perfino degli eroi. Non ci piacciono i muri, quelli materiali come  quelli immateriali, frutto del pregiudizio e dell’egoismo. Ci piace “il popolo” (quello scritto in Costituzione) e vorremmo cancellare “la nazione”, premessa di ogni guerra e  di ogni violenza.

Periscopio è quindi un giornale popolare, non nazionalpopolare. Un quotidiano “generalista”,  scritto per essere letto da tutti (“quelli che hanno letto milioni di libri o che non sanno nemmeno parlare” F. De Gregori), da tutti quelli che coltivano la curiosità, e non dalle elites, dai circoli degli addetti ai lavori, dagli intellettuali del vuoto e della chiacchiera.

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