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da: ufficio Stampa Eugenio Bolognesi

Saranno due le presentazioni in programma a Ferrara questa settimana per il romanzo “Alceste: una storia d’amore ferrarese. Giorgio de Chirico e Antonia Bolognesi”, edito da Maretti con il patrocinio della Fondazione Giorgio e Isa de Chirico.
L’autore Eugenio Bolognesi, noto professionista ferrarese, ha portato alla luce un carteggio amoroso, completamente inedito, tra Giorgio de Chirico e la prozia Antonia Bolognesi, per l’artista la mitologica Alceste, la moglie ideale.

Saranno due le serate di presentazione per il romanzo di Eugenio Bolognesi “Alceste: una storia d’amore ferrarese. Giorgio de Chirico e Antonia Bolognesi”.
Questa sera, alle ore 20 presso l’Istituto Alberghiero Orio Vergani di Ferrara, si terrà un incontro organizzato dai Lions di Portomaggiore – San Giorgio, Ferrara Diamanti, Ferrara Europa – Poggio Renatico e Ferrara Estense.
Sabato 7 invece, alle ore 17.30 presso la Libreria Feltrinelli, in via Garibaldi, il libro verrà presentato al pubblico.

La pubblicazione di un centinaio di lettere dell’artista alla fidanzata Antonia Bolognesi, conosciuta e frequentata durante il suo soggiorno nella “Ferrara delle sorprese” (1915-1918), hanno dato vita al romanzo e rivelano una nuova prospettiva in cui contestualizzare questo periodo così particolare nella vita del pittore, un momento cruciale dell’evoluzione pittorica del maestro di Volos.
Proprio nel centenario del suo arrivo a Ferrara infatti, il pronipote dell’amata, Eugenio Bolognesi, compie uno straordinario ritrovamento, fornendo alla Fondazione Giorgio e Isa de Chirico un inedito strumento di indagine.
Il libro include la trascrizione integrale di 125 documenti, tra cui 104 lettere e cartoline di Giorgio de Chirico indirizzate ad Antonia Bolognesi; numerose fotografie d’epoca; copie anastatiche dei manoscritti.

alcesti2Il romanzo è presente in numerose librerie del Nord e Centro Italia (e prenotabile online in versione cartacea), ed è stato già ampiamente recensito su testate nazionali come La Stampa e Il Foglio, e in tv a RAI Uno Mattina Caffè e TG3 Prodotto Italia, inoltre l’autore sta partecipando ad incontri di presentazione in tutta Italia.

Il 2015, centenario dell’arrivo di de Chirico a Ferrara (dove per l’occasione, a fine novembre, verrà inaugurata una mostra a Palazzo dei Diamanti), si apre quindi con una straordinaria scoperta all’insegna dello studio e della ricerca sull’opera del Grande Metafisico.

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Riceviamo e pubblichiamo


Ogni giorno politici, sociologi economisti citano un fantomatico “Paese Reale”. Per loro è una cosa che conta poco o niente, che corrisponde al “piano terra”, alla massa, alla gente comune. Così il Paese Reale è solo nebbia mediatica, un’entità demografica a cui rivolgersi in tempo di elezioni.
Ma di cosa e di chi è fatto veramente il Paese Reale? Se ci pensi un attimo, il Paese Reale siamo Noi, siamo Noi presi Uno a Uno.  L’artista polesano Piermaria Romani  si è messo in strada e ha pensato a una specie di censimento. Ha incontrato di persona e illustrato il Paese Reale. Centinaia di ritratti e centinaia di storie.
(Cliccare sul ritratto e ingrandire l’immagine per leggere il testo)

PAESE REALE

di Piermaria Romani

 

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Dopo molti mesi di pensieri, ripensamenti, idee luminose e amletici dubbi, quello che vi trovate sotto gli occhi è il Nuovo Periscopio. Molto, forse troppo ardito, colorato, anticonvenzionale, diverso da tutti gli altri media in circolazione, in edicola o sul web.

Se già frequentate  queste pagine, se vi piace o almeno vi incuriosisce Periscopio, la sua nuova veste grafica e i nuovi contenuti vi faranno saltare di gioia. Non esiste in natura un quotidiano online con il coraggio e/o l’incoscienza di criticare e capovolgere l’impostazione classica di questo “il giornale” un’idea (geniale) nata 270 anni fa, ma che ha introdotto  dei codici precisi rimasti quasi inalterati. Nemmeno la rivoluzione digitale, la democrazia informava, la nascita della Rete, l’esplosione dei social media, hanno cambiato di molto le testate giornalistiche, il loro ordine, la loro noia.

Tanto che qualcuno si è chiesto se ancora servono, se hanno ancora un ruolo e un senso i quotidiani.  Arrivano sempre “dopo la notizia”, mettono tutti lo stesso titolo in prima pagina, seguono diligentemente il pensiero unico e il potente di turno, ricalcano in fotocopia le solite sezioni interne: politica interna, esteri, cronaca, economia, sport…. Anche le parole sembrano piene di polvere, perché il linguaggio giornalistico, invece di arricchirsi, si è impoverito.  Il vocabolario dei quotidiani registra e riproduce quello del sottobosco politico e della chiacchiera televisiva, oppure insegue inutilmente la grande nuvola confusa del web.

Periscopio propone un nuovo modo di essere giornale, di fare informazione. di accostare Alto e Basso, di rapportarsi al proprio pubblico. Rompe compartimenti stagni delle sezioni tradizionali di quotidiani. Accoglie e dà riconosce uguale dignità a tutti i generi e tutti linguaggi: così in primo piano ci può essere una notizia, un commento, ma anche una poesia o una vignetta.  Abbandona la rincorsa allo scoop, all’intervista esclusiva, alla firma illustre, proponendo quella che abbiamo chiamato “informazione verticale”: entrare cioè nelle  “cose che accadono fuori e dentro di noi”, denunciare Il Vecchio che resiste e raccontare Il Nuovo che germoglia, stare dalla parte dei diritti e denunciare la diseguaglianza che cresce in Italia e nel mondo. .

Con il quotidiano di ieri, così si diceva, oggi ci si incarta il pesce. Non Periscopio, la sua “informazione verticale” non invecchia mai e dal nostro archivio di quasi 50.000 articoli (disponibile gratuitamente) si pescano continuamente contenuti utili per integrare le ultime notizie uscite. Non troverete mai, come succede in quasi tutti i quotidiani on line,  le prime tre righe dell’articolo in chiaro… e una piccola tassa per poter leggere tutto il resto.

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