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Fabrizia Laroma Jezzi: Alcune poesie d’amore e di resistenza

Le poesie, che pubblichiamo questa settimana, fanno parte del volumetto “Camminando sui crinali selvaggi” scritto dalla poetessa Fabrizia Laroma Jezzi per le Edizioni Montaonda, 2023. Dalla presentazione riportiamo queste parole: “Queste poesie hanno preso forma nell’arco del 2022, dalla primavera all’inverno successivo, per dare anima e voce al movimento di opposizione alla costruzione dell’impianto industriale eolico sul crinale di Villore, sopra Vicchio, in Mugello. Hanno tratto ispirazione dalle camminate sul Sentiero dell’aquila Gaia, dalla Colla della Maestà a Monte Giogo di Villore, che si snoda su crinali ancora inviolati e inviolabili, tra faggete e antichi pascoli, immergendosi nel fitto di boschi maturi“.

Il nostro amore

Il nostro amore
è nato sui crinali
liberi e resistenti

cresce sugli alberi
da loro accudito
e sostenuto

è piccolo
come i fiori
di montagna

è grande
come le montagne
di faggete e castagni

è forte come le aquile
che sorvolano le cime
ad ali spiegate

il nostro amore
è il coraggio
dell’innocenza

contro la violenza
della finta politica
a servizio del dominio.

 

C’è poesia

C’è poesia
la sento nell’aria

c’è aria di poesia
che si nasconde furtiva

c’è aria di festa
nel bosco

c’è aria nel cuore
vento nei capelli

vento sui crinali
tra le chiome delle faggete

e tanta pace
nei tanti colori.

 

Nemico o custode

Nel tempio
di buio e di luce

dimora il sacro
parla il vero

sei quello che sei
frusciano le foglie

agli alberi non si mente
sei nemico o custode?

Le faggete sono un tempio
come puoi abbatterlo?

 

Parole gentili

Piove nel bosco…
Goccioline come parole gentili
si posano sul volto

il vento tra le foglie
canta la sua tenue canzone

al passaggio
gli alberi s’inchinano

piedi e radici
camminano insieme

proseguire è possibile
solo con le mani congiunte.

Fabrizia Laroma Jezzi è nata a Firenze e vive attualmente a Londa nel Mugello. Laureata prima in Teologia e poi in Lettere e Pedagogia, ha un Master in Counseling olistico. Madre di tre figli, ha insegnato 35 anni nella scuola pubblica secondaria. Scrive poesie e racconti illustrati per bambini e adulti, dipinge immagini che esprimono l’intimo legame della Madre Terra con tutti gli esseri viventi.

 

Per acquistare il volumetto di Fabrizia Laroma Jezzie per vedere tutto il catalogo di Montaonda Edizioni clicc[Qui]

 

La rubrica di poesia Parole a capo curata da Pier Luigi Guerrini esce regolarmente ogni giovedì mattina su Periscopio.
Per leggere i numeri precedenti clicca [Qui]

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Pierluigi Guerrini

Pier Luigi Guerrini è nato in una terra di confine e nel suo DNA ha molte affinità romagnole. Sperimenta percorsi poetici dalla metà degli anni ’70. Ha lavorato nelle professioni d’aiuto. La politica e l’impegno sono amori non ancora sopiti. E’ presidente della Associazione Culturale Ultimo Rosso. Dal 2020 cura su Periscopio la rubrica di poesia “Parole a capo”.

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Ogni giorno politici, sociologi economisti citano un fantomatico “Paese Reale”. Per loro è una cosa che conta poco o niente, che corrisponde al “piano terra”, alla massa, alla gente comune. Così il Paese Reale è solo nebbia mediatica, un’entità demografica a cui rivolgersi in tempo di elezioni.
Ma di cosa e di chi è fatto veramente il Paese Reale? Se ci pensi un attimo, il Paese Reale siamo Noi, siamo Noi presi Uno a Uno.  L’artista polesano Piermaria Romani  si è messo in strada e ha pensato a una specie di censimento. Ha incontrato di persona e illustrato il Paese Reale. Centinaia di ritratti e centinaia di storie.
(Cliccare sul ritratto e ingrandire l’immagine per leggere il testo)

PAESE REALE

di Piermaria Romani

 

Cari lettori,

dopo molti mesi di pensieri, ripensamenti, idee luminose e amletici dubbi, quello che vi trovate sotto gli occhi è il Nuovo Periscopio. Molto, forse troppo ardito, colorato, anticonvenzionale, diverso da tutti gli altri media in circolazione, in edicola o sul web.

Se già frequentate  queste pagine, se vi piace o almeno vi incuriosisce Periscopio, la sua nuova veste grafica e i nuovi contenuti vi faranno saltare di gioia. Non esiste in natura un quotidiano online con il coraggio e/o l’incoscienza di criticare e capovolgere l’impostazione classica di questo “giornale” .

Tanto che qualcuno si è chiesto se  i giornali ancora servono, se hanno ancora un ruolo e un senso i quotidiani.  Arrivano sempre “dopo la notizia”, mettono tutti lo stesso titolo in prima pagina, seguono diligentemente il pensiero unico e il potente di turno, ricalcano in fotocopia le solite sezioni interne: politica interna, esteri, cronaca, economia, sport… Anche le parole sembrano piene di polvere, perché il linguaggio giornalistico, invece di arricchirsi, si è impoverito.  Il vocabolario dei quotidiani registra e riproduce quello del sottobosco politico e della chiacchiera televisiva, oppure insegue inutilmente la grande nuvola confusa del web.

Periscopio propone un nuovo modo di essere giornale, di fare informazione. di accostare Alto e Basso, di rapportarsi al proprio pubblico. Rompe compartimenti stagni delle sezioni tradizionali di quotidiani. Accoglie e riconosce uguale dignità a tutti i generi e a tutti linguaggi: così in primo piano ci può essere una notizia, un commento, ma anche una poesia o una vignetta.  Abbandona la rincorsa allo scoop, all’intervista esclusiva, alla firma illustre, proponendo quella che abbiamo chiamato “informazione verticale”: entrare cioè nelle  “cose che accadono fuori e dentro di noi”, denunciare Il Vecchio che resiste e raccontare Il Nuovo che germoglia; stare dalla parte dei diritti e denunciare la diseguaglianza che cresce in Italia e nel mondo. Insomma: un giornale non rivolto a questo o a quel salotto, ma realmente al servizio della comunità.

Con il quotidiano di ieri – così si diceva – oggi “ci si incarta il pesce”. Non Periscopio, la sua “informazione verticale” non invecchia mai e dal nostro archivio di  50.000 articoli (disponibile gratuitamente) si pescano continuamente contenuti utili per integrare le ultime notizie uscite. Non troverete mai, come succede in quasi tutti i quotidiani on line,  le prime tre righe dell’articolo in chiaro… e una piccola tassa per poter leggere tutto il resto.

Sembra una frase retorica ma non lo è: “Periscopio è un giornale senza padrini e senza padroni”. Siamo orgogliosamente antifascisti, pacifisti, nonviolenti, femministi, ambientalisti. Crediamo nella Sinistra (anche se la Sinistra non crede più a se stessa), ma non apparteniamo a nessuna casa politica, non fiancheggiamo nessun partito e nessun leader. Anzi, diffidiamo dei leader e dei capipopolo, perfino degli eroi. Non ci piacciono i muri, quelli materiali come  quelli immateriali, frutto del pregiudizio e dell’egoismo. Ci piace “il popolo” (quello scritto in Costituzione) e vorremmo cancellare “la nazione”, premessa di ogni guerra e di ogni violenza.

Periscopio è quindi un giornale popolare, non nazionalpopolare. Un quotidiano “generalista”,  scritto per essere letto da tutti (“quelli che hanno letto milioni di libri o che non sanno nemmeno parlare” F. De Gregori), da tutti quelli che coltivano la curiosità, e non dalle élite, dai circoli degli addetti ai lavori, dagli intellettuali del vuoto e della chiacchiera.

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