21 Maggio 2015

Nuovi parametri nella stima del benessere. E qualcuno vuole rottamare il Pil

Andrea Cirelli

Tempo di lettura: 4 minuti

urbes-rapporto

Anche le città sono entrate nelle indagini statistiche dell’Istat che ne ha valutato il benessere equo e sostenibile. UrBes, è infatti un interessante studio che ha analizzato un campione di città con l’obiettivo di progettare una politica nazionale per le città tale da prevedere azioni e governance orientate all’incremento della qualità urbana. Ho ritenuto il progetto interessante da proporre.

urbes-rapporto
Copertina del rapporto

In premessa dello studio, attuato in collaborazione con il Cnel, si dice che “La riflessione su quali siano le dimensioni del benessere e su come misurarle è, infatti, una riflessione sui fenomeni che è necessario prendere in considerazione per migliorare una società, su come definire obiettivi di breve e lungo periodo e su come valutare i risultati dell’azione pubblica. […] UrBes può servire a rafforzare il dialogo tra amministratori e cittadini e a promuovere una rendicontazione periodica sullo stato della città da parte degli amministratori al fine di promuovere lo sviluppo di esperienze di partecipazione e di democrazia locale basate sul principio di accountability. Ciò può consentire ai cittadini di valutare i risultati dell’azione di governo e, al tempo stesso, di partecipare con maggiore consapevolezza ai processi decisionali locali. Il progetto UrBes è un lavoro in progress il cui set di indicatori potrà continuare a migliorare grazie alla collaborazione già assai proficua tra Istat e Comuni.”
A mio avviso non sono importanti i risultati che in fondo propongono aspetti conosciuti (le differenze tra nord e sud, la spaccatura tra realtà metropolitane e comuni capoluogo, molto altro ancora), ma un metodo che inizia a rilevare questioni prioritarie per la vita del cittadino, dalla sicurezza al paesaggio, al patrimonio culturale, al benessere soggettivo, ma anche la banda larga, la presenza di non profit, la quota di donne nei consigli comunali, il verde pubblico, la scolarizzazione, il lavoro, il reddito, etc. i dati raccolti sono tantissimi e sono consultabili nel rapporto [vedi].

urbes-rapportoL’approccio di una pianificazione strategica marketing-oriented è però un principio innovatore che sta alla base di questo approccio e che concepisce la città come centro che scambia valori con l’esterno attraverso un attività di importazione e di esportazione sia di beni e servizi tradizionali sia di altre attività rilevanti. Queste strategie riguardano in particolare l’assetto urbano, le infrastrutture, i trasporti, le comunicazioni, le aree attrezzate, i servizi pubblici e sociali, la sicurezza, l’istruzione, la sanità, il patrimonio storico e artistico, i parchi e i giardini, le attrazioni culturali e sportive, strategie di attrazione del turismo e delle attività economiche, il coinvolgimento di soggetti esterni (finanziari, commerciali, produttivi, etc.), strategie di comunicazione e di promozione, infine è importante, per non dire fondamentale, aggiungere le strategie di miglioramenti nei servizi pubblici che determinano in maniera spesso rilevante il consenso e comunque il grado di benessere offerto dalla città.

Su questi riferimenti si potrebbero valutare le città inserendole in specifiche categorie di appartenenza. Proviamo a giocare. Ci sono le città metropolitane che definirei ‘le leonesse’ caratterizzate dal potere economico (e dunque anche politico) con un buon livello di benessere, ma anche di complessità sociale. Ci sono le città ‘castoro’ produttive che si basano sul lavoro dei tanti artigiani, ma che hanno anche una forte caratterizzazione industriale. In queste due la popolazione aumenta e l’incremento demografico è una risorsa. Poi ci sono le città nobili ‘i cigni’ del benessere maturo, con economia statica e rivolta all’auto soddisfazione, ma che non hanno molta inventiva, al contrario dei poli innovativi ossia le città in rincorsa ‘le gazzelle’ ancora fragili, ma che fanno strada. Poi ci sono le città operaie, ‘le mucche’, che cercano di pascolare, ma che faticano ad allinearsi per una assenza di solidità di fondo e le città arretrate ‘i polli’ che rappresentano l’anello debole del sistema e operano solo in allevamento. Ci sono tanti altri animali e tante altre città. Poi ci sono ‘gli elefanti’ lenti e burocrati, ‘le lepri’ che corrono a zig zag e poi si fermano. Ferrara chi vi ricorda? Il gioco è aperto.

A parte le battute, è in elaborazione una proposta di legge a cura di una schiera trasversale di deputati che sono convinti sia ora di considerare nuovi indicatori di benessere al posto dell’ormai superato Pil. Chissà che almeno una volta la Camera ci stupisca con una legge equo sostenibile e soprattutto utile ai cittadini.



Periscopio
Dai primi giorni di febbraio, in cima al “vecchio” ferraraitalia, vedete la testata periscopio, il nuovo nome del giornale. Nelle prossime settimane, nel sito troverete forse un po’ di confusione; infatti, per restare online, i nostri “lavori in corso” saranno alla luce del sole, visibili da tutti i lettori: piccoli e grandi cambiamenti, prove di colore, esperimenti e nuove idee grafiche. Cambiare nome e forma, è un lavoro delicato e complicato. Vi chiediamo perciò un po’ di pazienza. Solo a marzo (vi faremo sapere il giorno e l’ora) sarà pronta la nuova piattaforma e vedrete un giornale completamente rinnovato. Non per questo buttiamo via le cose che abbiamo imparato e scritto in questi anni. Non perdiamo il contatto con la nostra Ferrara: nella home di periscopio continuerà a vivere il nome ferraraitalia e i contenuti locali continueranno a essere implementati. Il grande archivio di articoli pubblicati nel corso degli anni sarà completamente consultabile sul nuovo quotidiano. In redazione abbiamo valutato tanti nomi prima di scegliere la testata “periscopio”: un occhio che cerca di guardare oltre il conformismo e la confusione mediatica in cui tutti siamo immersi. Con l’intenzione di diventare uno spazio ancora più visibile, una voce più forte e diffusa. Una proposta informativa sempre più qualificata, alternativa ai media mainstream e alla folla indistinta dei social media.Un giornale libero, senza padrini e padroni, di proprietà dei suoi redattori, collaboratori, lettori, sostenitori. Nei prossimi giorni i nostri collaboratori, i lettori più fedeli, le amiche e gli amici, riceveranno una mail molto importante.Contiene una proposta concreta per diventare insieme a noi protagonisti di questa nuova avventura. Versando una quota (anche modesta) e diventando comproprietari di periscopio, oppure partecipando all’impresa come lettori sostenitori. Intanto periscopio ha incominciato a scrutare… oltre il filo dell’orizzonte, o almeno un po’ più in là dal nostro naso. Buona navigazione a tutti.

Chi non ha ricevuto la mail e/o volesse chiedere informazioni sul nuovo progetto editoriale, può scrivere a: direttore@ferraraitalia.it

L’autore

Andrea Cirelli

È ingegnere ed economista ambientale, per dieci anni Autorità vigilanza servizi ambientali della Regione Emilia Romagna, in precedenza direttore di Federambiente, da poco anche dottore in Scienze e tecnologie della comunicazione (Dipartimento di Studi Umanistici di Ferrara).
Andrea Cirelli

Ti potrebbe interessare:

  • Mi chiamo Rose Rosse

  • Storie in pellicola / Nostalgia canaglia

  • Parole a capo
    Maria Laura Valente: “Io maledico l’anno il mese il giorno” e altre poesie

  • Vite di carta /
    Donne: ne uccide e ne salva più la lingua

  • Parole e figure / Parole e ali, Strenne Natalizie 1

  • Giallo, Canalnero e biancazzurro
    Intervista a Marco Belli

  • Diario in pubblico /
    In ospedale

  • Per certi versi/Come il Mar Rosso

  • Caso Soumahoro
    Un lavacro per la coscienza corrotta della società italiana

  • Presto di mattina /
    Avvento di tenerezza

L'INFORMAZIONE VERTICALE
osservatorio globale

L’occhio di periscopio

Il giornalismo online in questi ultimi anni ha innescato una profonda trasformazione del nostro modo di informarci. Le notizie sono immediatamente disponibili attraverso la rete, continuamente aggiornate, facilmente reperibili. L’informazione è abbondante, la cronaca è ampiamente garantita. Quel che risulta carente è una chiave di interpretazione dei fatti, uno strumento di analisi capace di fornire una lettura che si spinga oltre la superficie degli avvenimenti. FerraraItalia ha questa ambizione: offrire commenti, analisi, punti di vista che contribuiscano alla formazione di una più consapevole coscienza del reale da parte di ciascuno e a vantaggio di tutti, come imprescindibile condizione per l’esercizio di una cittadinanza attiva e partecipe. Ferraraitalia è un quotidiano indipendente globale-locale che sviluppa un’informazione verticale tesa all’approfondimento, perseguito con gli strumenti giornalistici dell’inchiesta, dell’opinione, dell’intervista e del racconto di vicende emblematiche e in quanto tali rappresentative di realtà più ampie, di tendenze, di fenomeni diffusi (26 novembre 2013)

Redazione

Direttore responsabile: Francesco Monini
Collettivo di redazione: Vittoria Barolo, Nicola Cavallini, Simonetta Sandri, Ambra Simeone, Carlo Tassi, Bruno Vigilio Turra
Segreteria di redazione: Paola Felletti Spadazzi

I nostri Collaboratori: Sandro Abruzzese, Francesca Alacevich,Alice & Roberta, Catina Balotta, Fiorenzo Baratelli, Roberta Barbieri, Grazia Baroni, Davide Bassi, Benini & Guerrini, Gian Paolo Benini, Marcello Bergossi, Loredana Bondi, Marcello Brondi, Sara Cambioli, Marina Carli, Emanuela Cavicchi, Liliana Cerqueni, Ciarìn, Riccarda Dalbuoni, Roberto Dall'Olio, Costanza Del Re, Jonatas Di Sabato, Anna Dolfi, Laura Dolfi, Francesco Facchiano, Franco Ferioli, Giovanni Fioravanti, Giuseppe Fornaro, Maura Franchi, Riccardo Francaviglia, Andrea Gandini,Sergio Gessi, Pier Luigi Guerrini, Sergio Kraisky, Francesco Lavezzi, Daniele Lugli, Carl Wilhelm Macke, Beniamino Marino,Carla Sautto Malfatto, Fabio Mangolini, Cristiano Mazzoni,Giorgia Mazzotti, Paolo Moneti, Francesco Minimo, Alice Miraglia,Corrado Oddi, Fabio Palma, Roberto Paltrinieri, Valerio Pazzi,Carlo Perazzo, Federica Pezzoli, Gian Gaetano Pinnavaia, Mauro Presini, Claudio Pisapia, Redazione, Francesco Reyes, Raffaele Rinaldi, Laura Rossi, Radio Strike, Gian Pietro Testa, Roberta Trucco, Federico Varese, Ranieri Varese, Gianni Venturi, Nicola Zalambani, Andrea Zerbini

Hanno collaborato: Francesca Ambrosecchia, Stefania Andreotti, Anna Maria Baraldi Fioravanti, Chiara Baratelli, Enzo Barboni, Chiara Bolognini, Marco Bonora, Francesca Carpanelli,Andrea Cirelli, Federico Di Bisceglie, Barbara Diolaiti, Roberto Fontanelli, Aldo Gessi, Emilia Graziani, Ivan Fiorillo, Monica Forti,Fulvio Gandini, Simona Gautieri, Camilla Ghedini, Roby Guerra,Giuliano Guietti, Gianfranco Maiozzi, Silvia Malacarne, Virginia Malucelli, Federica Mammina, Paolo Mandini, Giovanna Mattioli,Daniele Modica, William Molducci, Raffaele Mosca, Alessandro Oliva, Luca Pasqualini, Martina Pecorari, Giorgia Pizzirani,Andrea Poli, Valentina Preti, Alessio Pugliese, Chiara Ricchiuti,Riccardo Roversi, Nuccio Russo, Vittorio Sandri, Gaetano Sateriale, Valentina Scabbia, Arianna Segala, Franco Stefani,Elettra Testi, Ajla Vasiljević, Ingrid Veneroso, Andrea Vincenzi,Fabio Zangara

Clicca sull’Autore per i suoi contributi.
CONTATTI
Inviare i comunicati stampa a: redazione@ferraraitalia.it
Inviare lettere al giornale a : interventi@ferraraitalia.it


FERRARAITALIA
Testata giornalistica online d'informazione e opinione, registrazione al Tribunale di Ferrara n.30/2013