Pubblicato il 26 Febbraio 2021

Lettera: orgoglioso di essere concittadino di Liliana Segre

Lettera: orgoglioso di essere concittadino di Liliana Segre

Pubblicato il 26 Febbraio 2021

Tempo di lettura: 2 minuti

 

Essere concittadino di una grande donna come Liliana Segre (cittadina onoraria di Ferrara) mi aveva riempito di orgoglio perchè la reputavo una grande donna. Ora ne sono ancor più orgoglioso e ritengo che Liliana Segre sia non una grande, ma una grandissima persona, che diede prova di tolleranza e di rispetto partendo dalla propria famiglia. Ascoltando “Porta a porta” di martedì 24 febbraio ho infatti appreso che il marito di Liliana Segre (Alfredo Belli Paci, morto nel 2008) era un conservatore anticomunista che si candidò nel 1979, sia pure come indipendente,con il Movimento Sociale Italiano (circoscrizione Milano-Pavia). Il marito amatissimo di Liliana Segre non era un fascista, semmai un liberal-monarchico che si fece internare in Germania per non venir meno al giuramento di fedeltà alla Corona prestato quale ufficiale del Regio Esercito. Nel 1979, convinto – a torto o a ragione – che un successo del M.S.I. avrebbe controbilanciato il peso della sinistra non esitò a candidarsi nelle liste della Fiamma Tricolore. Convinto poi che si dovessero superare le divisioni e i rancori della guerra civile, aderì prima alla Costituente di Destra e poi a Democrazia Nazionale. Liliana Segre non approvò comprensibilmente quella scelta e chiese anche al marito di  non darsi alla politica (come poi accadde), ma non si stracciò le vesti e rispettò la scelta del coniuge, che pure reputava sbagliata. Superati i momenti di disaccordo, non lo accusò di chissà quali nefandezze, ma proseguì in un sereno rapporto matrimoniale che durò fino alla morte di Alfredo Belli Paci.

Credo che anche per questo dovremmo essere orgogliosi di avere Liliana Segre come cittadina onoraria, per la grande lezione di tolleranza e di rispetto delle idee altrui che ha sempre dimostrato, a differenza di chi (vedi il caso Meloni/Gozzini) argomenta solo con gli insulti e dimostra un settarismo intollerante di cui davvero non abbiamo bisogno.

Mauro Marchetti

Cover: Liliana Segre entra in Senato, 2018 (wikimedia commons)
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Periscopio

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Dopo molti mesi di pensieri, ripensamenti, idee luminose e amletici dubbi, quello che vi trovate sotto gli occhi è il Nuovo Periscopio. Molto, forse troppo ardito, colorato, diverso da tutti gli altri media in circolazione, in edicola o sul web.

Se già frequentate  queste pagine, se vi piace o almeno vi incuriosisce Periscopio, la sua nuova veste grafica e i nuovi contenuti vi faranno saltare di gioia. Non esiste in natura un quotidiano online con il coraggio e/o l’incoscienza di criticare e capovolgere l’impostazione classica dell’oggetto giornale [1], un’idea (geniale) nata 270 anni fa, ma che ha introdotto  dei codici precisi rimasti quasi inalterati. Nemmeno la rivoluzione digitale, la democrazia informava, la nascita della Rete, l’esplosione dei social media, hanno cambiato di molto le testate giornalistiche, il loro ordine, la loro noia.

Tanto che qualcuno si è chiesto se ancora servono, se hanno ancora un ruolo e un senso i quotidiani.  Arrivano sempre “dopo la notizia”, mettono tutti lo stesso titolo in prima pagina, seguono diligentemente il pensiero unico e il potente di turno, ricalcano in fotocopia le solite sezioni interne: politica interna, esteri, cronaca, economia, sport…. Anche le parole sembrano piene di polvere, perché il linguaggio giornalistico, invece di arricchirsi, si è impoverito.  Il vocabolario dei quotidiani registra e riproduce quello del sottobosco politico e della chiacchiera televisiva, oppure insegue inutilmente la grande nuvola confusa del web.

Periscopio propone un nuovo modo di essere giornale, di fare informazione. di accostare il basso e l’altocontaminare di rapportarsi al proprio pubblico. Rompe compartimenti stagni delle sezioni tradizionali. Accoglie e dà riconosce uguale dignità a tutti i generi e tutti linguaggi: così in primo piano ci può essere una notizia, un commento, ma anche una poesia o una vignetta.  Abbandona la rincorsa allo scoop, all’intervista esclusiva, alla firma illustre, proponendo quella che abbiamo chiamato “informazione verticale”: entrare cioè nelle  “cose che accadono” dentro e fuori di noi”, denunciare il vecchio che resiste e raccontare i germogli di nuovo,  prendere parte per l’eguaglianza e contro la diseguaglianza che cresce in Italia e nel mondo..

Con il quotidiano di ieri, così si dice, ci si incarta il pesce. Non Periscopio, la sua “informazione verticale” non invecchia mai e dal nostro archivio di quasi 50.000 articoli (disponibile gratuitamente) si pescano continuamente contenuti utili per integrare le ultime notizie uscite. Tutto Periscopio è free, ogni nostro contenuto può essere scaricato liberamente. E non troverete, come è uso in quasi tutti i quotidiani,  solo le prime tre righe dell’articolo in chiaro e una piccola tassa per poter leggere tutto il resto.

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Nato quasi otto anni fa con il nome ferraraitalia [2], Periscopio naviga già in mare aperto, rivolgendosi a un pubblico nazionale e non solo. Conta oggi 300.000 lettori in ogni parte d’Italia e vuole crescere e farsi conoscere. Dipenderà da chi lo scrive ma anche e soprattutto da chi lo legge e lo condivide con altri che ancora non lo conoscono. Per una volta, stare nella stessa barca può essere una avventura affascinante.  Buona navigazione a tutti.

Francesco Monini

[1] La storia del giornale è piuttosto lunga. Il primo quotidiano della storia uscì a Lipsia, grande centro culturale e commerciale della Germania, nel 1660, con il titolo Leipziger Zeitung e il sottotitolo: Notizie fresche degli affari, della guerra e del mondo. Da allora ha cambiato molte facce, ha aggiunto pagine, foto, colori, infine è asceso al cielo del web. In quasi 363 anni di storia non sono mancate novità ed esperimenti, ma senza esagerare, perché “un quotidiano si occupa di notizie, non può confondersi con la letteratura”.

[2] Non ci dimentichiamo di Ferrara, la città che ospita la redazione e dove ogni giorno il giornale si confeziona. Così Ferraraitalia continua a vivere dentro Periscopio all’interno di una sezione speciale, una parte importante del tutto. 


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