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Da: We Are Onlus

Profughi Siria, lettera We Are Onlus a Mattarella: preoccupati per le sofferenze e le repressioni subite dalla popolazione siriana.

Lettera aperta della onlus We Are al Presidente della Repubblica Italiana per manifestare l’indignazione per quanto accade in questi giorni alla popolazione civile in fuga da Aleppo.

WeAreOnlus, a seguito delle recenti e continue tragiche notizie sulle repressioni subite dalla popolazione civile in fuga da Aleppo Est, a seguito della nomina del nuovo Ministro per gli Affari Esteri e del nuovo Governo Italiano, ha deciso di scrivere una lettera aperta al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella per invitarlo ad utilizzare la sua capacità di persuasione e consiglio per fini umanitari sul nuovo indirizzo di politica estera in fase di attuazione dal Ministro Alfano.

E’ intenzione della onlus bolognese tenere alta l’attenzione dell’opinione pubblica soprattutto adesso che, con lo spostamento di uno dei fronti di guerra, per la popolazione siriana in uscita da Aleppo Est sembra non esistere via di fuga che possa garantire la sicurezza del diritto a vivere in maniera permanente.

I profughi, infatti, si ritrovano, da un lato, a scappare dalle spietate repressioni del regime di Assad (supportato per oltre il 70% da milizie non siriane) e, dall’altro, a non poter usufruire del sicuro passaggio attraverso il confine turco perchè ostacolati dal muro di contenimento finanziato con fondi europei.

Al signor Presidente della Repubblica
Sergio Mattarella
c/o Palazzo del Quirinale
00187 – Roma

Egregio Signor Presidente,

come cittadini del Mondo siamo preoccupati per le sofferenze ed i danni umanitari subiti dalla popolazione siriana. Le scriviamo perchè crediamo fermamente che il nostro Paese, pacifico per cultura, possa e debba fare qualcosa perchè si trovi una soluzione non-violenta agli incessanti ed indiscriminati bombardamenti su Aleppo e dintorni, soprattutto a partire da quanto accade in questi giorni.

Ogni giorno giungono notizie dal territorio siriano che mostrano il supplizio che civili inermi intenti a muoversi dopo aver subito la perdita delle proprie abitazioni e dopo essere stati costretti a sopravvivere senza viveri ed assistenza sanitaria. E’ inconcepibile ai giorni nostri vedere in atto strategie di repressione verso civili che, per quanto distanti dall’adesione al regime di Assad, sono da considerarsi inermi.

La situazione in continuo divenire accostata dalla notazione delle pratiche brutali di repressione delle milizie lealiste, in gran parte non siriane, ci impedisce di considerare come buon auspicio una semplice, per quanto utile a tanti civili, tregua temporanea.

E’ nostra preoccupazione infatti che tali pratiche di repressione, che reputiamo indegne per l’umanità, continuino incessantemente con lo spostamento del fronte di guerra ed a maggior ragione se si considerano gli impedimenti al passaggio in sicurezza dei tanti profughi derivanti dalla presenza dello spregevole muro di contenimento turco finanziato dalla nostra Unione Europea.

La repressione del dissenso è meritevole di condanna in paesi civilizzati. Ancor più se quello stesso dissenso è generato dai gesti che le forze armate a sostegno del regime di Assad compiono travalicando, nel ventunesimo secolo, persino il semplice buon senso.

Riponendo in Lei, e nella sua capacità di persuasione ed indirizzo, enorme fiducia Le chiediamo di farsi portavoce presso il governo italiano, della diffusa indignazione nell’opinione pubblica italiana per quanto generato dalla strategia di annientamento della popolazione siriana e del suo dissenso e promotore del dialogo necessario ad impedire tali repressioni.

Riponiamo fiducia nella Sua attenzione e in un Suo positivo riscontro,

Voglia gradire i nostri più sinceri auguri e saluti.

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Riceviamo e pubblichiamo


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