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Da: Ufficio Stampa CNA Ferrara

“La flessibilità, con la capacità di adattarsi rapidamente alle richieste del mercato e alle esigenze del cliente, è un punto di forza delle piccole e medie imprese italiane nel mondo. Quando la flessibilità si sposa con tecnologie digitali che controllano ogni fase del processo produttivo, il successo è pressoché assicurato”.

Linda Veronese, responsabile provinciale di Cna Produzione, spiega così gli obiettivi dell’incontro organizzato per lunedì 28 ottobre, a partire dalle 18.00, presso la sala convegni di Wunderkammer, nei magazzini Savonuzzi di via Darsena 57. “Aggiornare le aziende – prosegue Veronese – sulle opportunità di Impresa 4.0, analizzare le tecnologie che rendono più efficienti i processi produttivi senza pregiudicarne la flessibilità, capire come misurare la redditività delle singole commesse e incontrare grandi imprese che operano nel mercato internazionale e sapere come sono organizzate”.

Al convegno parteciperanno infatti CT Pack e Sidel, due aziende leader nel settore packaging: CT Pack, con sede a Fossalta di Ferrara, opera nella progettazione e produzione di sistemi integrati per il packaging e l’automazione, e fa parte del Gruppo Multinazionale Aretè e Cocchi Technology; Sidel, con sede a Parma, sviluppa sistemi e soluzioni per il packaging di liquidi alimentari, esporta in 190 Paesi e fa parte del gruppo multinazionale della svedese Tetra Pak.

“Il convegno – conclude Linda Veronese – sarà un’occasione di aggiornamento, ma anche un’opportunità per avviare relazioni con aziende che operano sui mercati mondiali ma cercano partnership con imprese del territorio”. Anche per questo il convegno si concluderà con un momento conviviale lungo il Po, a bordo del battello La Nena.

Ecco il programma completo del convegno:
Ore 18.15 benvenuto e apertura lavori a cura di Enrico Ghezzo, Presidente CNA Produzione di Ferrara, seguono gli interventi:
“Dal digitale passa innovazione, efficienza e redditività: il percorso per l’Impresa 4.0” – Luigi Gamberi, Direttore commerciale IQC;
“L’innovazione tecnologica nel rapporto con clienti e fornitori” – Simone Pisani, Water Category Marketing Director, Sidel Spa;
“Monitoraggio della commessa in una situazione di instabilità di mercato” – Michele Benvenuti, Partner Compass Consulting Srl;
“Flessibilità ed efficienza della supply chain: costi e livello di servizio” – Stefano Vecchiatini, Procurement Manager di CT Pack Srl;
“Opportunità di contributi e di formazione per progetti di sviluppo e innovazione” – Amelia Grandi, Responsabile Bandi e Contributi CNA Ferrara, Ida Bruneo, Referente Ecipar Ferrara.
Conclusioni di Diego Benatti, Direttore di CNA Ferrara, Coordina Linda Veronese, Responsabile CNA Produzione Ferrara.

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CNA FERRARA


Ogni giorno politici, sociologi economisti citano un fantomatico “Paese Reale”. Per loro è una cosa che conta poco o niente, che corrisponde al “piano terra”, alla massa, alla gente comune. Così il Paese Reale è solo nebbia mediatica, un’entità demografica a cui rivolgersi in tempo di elezioni.
Ma di cosa e di chi è fatto veramente il Paese Reale? Se ci pensi un attimo, il Paese Reale siamo Noi, siamo Noi presi Uno a Uno.  L’artista polesano Piermaria Romani  si è messo in strada e ha pensato a una specie di censimento. Ha incontrato di persona e illustrato il Paese Reale. Centinaia di ritratti e centinaia di storie.
(Cliccare sul ritratto e ingrandire l’immagine per leggere il testo)

PAESE REALE

di Piermaria Romani

 

Caro lettore

Dopo molti mesi di pensieri, ripensamenti, idee luminose e amletici dubbi, quello che vi trovate sotto gli occhi è il Nuovo Periscopio. Molto, forse troppo ardito, colorato, anticonvenzionale, diverso da tutti gli altri media in circolazione, in edicola o sul web.

Se già frequentate  queste pagine, se vi piace o almeno vi incuriosisce Periscopio, la sua nuova veste grafica e i nuovi contenuti vi faranno saltare di gioia. Non esiste in natura un quotidiano online con il coraggio e/o l’incoscienza di criticare e capovolgere l’impostazione classica di questo “il giornale” un’idea (geniale) nata 270 anni fa, ma che ha introdotto  dei codici precisi rimasti quasi inalterati. Nemmeno la rivoluzione digitale, la democrazia informava, la nascita della Rete, l’esplosione dei social media, hanno cambiato di molto le testate giornalistiche, il loro ordine, la loro noia.

Tanto che qualcuno si è chiesto se ancora servono, se hanno ancora un ruolo e un senso i quotidiani.  Arrivano sempre “dopo la notizia”, mettono tutti lo stesso titolo in prima pagina, seguono diligentemente il pensiero unico e il potente di turno, ricalcano in fotocopia le solite sezioni interne: politica interna, esteri, cronaca, economia, sport…. Anche le parole sembrano piene di polvere, perché il linguaggio giornalistico, invece di arricchirsi, si è impoverito.  Il vocabolario dei quotidiani registra e riproduce quello del sottobosco politico e della chiacchiera televisiva, oppure insegue inutilmente la grande nuvola confusa del web.

Periscopio propone un nuovo modo di essere giornale, di fare informazione. di accostare Alto e Basso, di rapportarsi al proprio pubblico. Rompe compartimenti stagni delle sezioni tradizionali di quotidiani. Accoglie e dà riconosce uguale dignità a tutti i generi e tutti linguaggi: così in primo piano ci può essere una notizia, un commento, ma anche una poesia o una vignetta.  Abbandona la rincorsa allo scoop, all’intervista esclusiva, alla firma illustre, proponendo quella che abbiamo chiamato “informazione verticale”: entrare cioè nelle  “cose che accadono fuori e dentro di noi”, denunciare Il Vecchio che resiste e raccontare Il Nuovo che germoglia, stare dalla parte dei diritti e denunciare la diseguaglianza che cresce in Italia e nel mondo. .

Con il quotidiano di ieri, così si diceva, oggi ci si incarta il pesce. Non Periscopio, la sua “informazione verticale” non invecchia mai e dal nostro archivio di quasi 50.000 articoli (disponibile gratuitamente) si pescano continuamente contenuti utili per integrare le ultime notizie uscite. Non troverete mai, come succede in quasi tutti i quotidiani on line,  le prime tre righe dell’articolo in chiaro… e una piccola tassa per poter leggere tutto il resto.

Sembra una frase retorica ma non lo è: “Periscopio è un giornale senza padrini e senza padroni”. Siamo orgogliosamente antifascisti, pacifisti, nonviolenti, femministi, ambientalisti. Crediamo nella Sinistra (anche se la Sinistra non crede più a se stessa), ma non apparteniamo a nessuna casa politica, non fiancheggiamo nessun partito e nessun leader. Anzi, diffidiamo dei leader e dei capipopolo, perfino degli eroi. Non ci piacciono i muri, quelli materiali come  quelli immateriali, frutto del pregiudizio e dell’egoismo. Ci piace “il popolo” (quello scritto in Costituzione) e vorremmo cancellare “la nazione”, premessa di ogni guerra e  di ogni violenza.

Periscopio è quindi un giornale popolare, non nazionalpopolare. Un quotidiano “generalista”,  scritto per essere letto da tutti (“quelli che hanno letto milioni di libri o che non sanno nemmeno parlare” F. De Gregori), da tutti quelli che coltivano la curiosità, e non dalle elites, dai circoli degli addetti ai lavori, dagli intellettuali del vuoto e della chiacchiera.

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