Skip to main content

Da: Ufficio Stampa Unife

Laurea e Imprenditorialità. Il Rapporto Almalaurea

Sono 2.576 le/i laureate/i Unife che hanno fondato un’impresa tra il 2004 e il 2018, 3.015 le imprese fondate e 863 i joiner, cioè i laureati che hanno acquisito quote di capitale maggiore o uguale al 10% in un’impresa.

Sono alcuni dei dati positivi che emergono dal Rapporto 2020 “Laurea e Imprenditorialità” realizzato da Almalaurea in collaborazione con Università di Bologna e Unioncamere, considerando i dati di 2.891.980 laureati tra il 2004 e il 2018 su tutto il territorio nazionale.

“Siamo molto soddisfatti di questi dati che dimostrano la vitalità dell’Ateneo ferrarese, e in particolare delle sue studentesse, dei suoi studenti e laureate/i, anche nel contesto della creazione di nuove imprese – afferma il Prof. Michele Pinelli, Delegato del Rettore alla Terza Missione – Sono convinto che questo risultato sia stato conseguito anche grazie al costante lavoro di supporto e all’attenzione che le strutture del nostro Ateneo (in particolare la Ripartizione Terza Missione) hanno nel promuovere queste iniziative”.

 

Laureati Unife fondatori di impresa

Il 7,3% dei laureati dell’Università di Ferrara (2.576) è fondatore di impresa, cioè al momento della creazione, possiede una quota di capitale e ricopre una carica di amministratore o titolare nell’impresa stessa. Una percentuale in linea con il dato complessivo nazionale del 7,1%.

 

Caratteristiche dei laureati fondatori di impresa

Tra i laureati fondatori di impresa il 55,7% ha una laurea di primo livello e il 44,3% ha una laurea di secondo livello. I gruppi disciplinari più rappresentati sono: economico-statistico (13,5%), giuridico (12,7%) e politico-sociale (12,0%).

Ulteriore caratteristica analizzata riguarda il genere. I laureati fondatori sono per il il 56,6% uomini, mentre le donne sono il 43,4%.

Il 53,4% dei fondatori ha padre imprenditore o libero professionista, il 13,1% ha padre dirigente o direttivo/quadro, il 18,8% impiegato e il 14,4% operaio. La tendenza è confermata se si prende in considerazione la professione della madre.

 

Laureati fondatori per caratteristiche dell’impresa fondata

Il 32,7% dei fondatori ha creato la propria impresa prima di conseguire la laurea (il 13,6% prima di iscriversi all’università), il 29% entro il terzo anno dalla laurea. Dopo il terzo anno dalla laurea sono il 38,3% i fondatori che hanno creato un’impresa.

L’84,5% dei fondatori ha avviato una sola attività imprenditoriale, mentre il 15,5% ha fondato più imprese. Tra i fondatori, il 37% ha fondato una società di persone o di capitale e tra questi, il 6,1% ha fondato l’impresa con compagni di università e il 3,7% con compagni di corso.

Il 45,2% dei fondatori ha creato un’impresa nella regione sede dell’ateneo di conseguimento del titolo, il 42,6% in una regione differente ma nella medesima ripartizione geografica dell’ateneo, mentre il 12,2% in una ripartizione geografica differente rispetto a quella degli studi universitari.

 

Le imprese fondate dai laureati Unife

Tra le 3.015 imprese fondate dai laureati dell’Università di Ferrara, oltre la metà è una ditta individuale (62,5%, contro il 60,2% del totale delle imprese analizzate), il 20,6% una società di capitale (24,8% il dato complessivo) e il 16,9% una società di persone (15% il totale).

Considerando le società di capitale fondate dal 2013 al 2019, il 7,2% è una start-up innovativa e le imprese femminili sono il 37,8%.
Risulta cessato il 45,3% delle imprese.

Per quanto riguarda l’area geografica dell’impresa, l’87,6% ha sede al Nord, il 3,5% ha sede al Centro e l’8,9% al Sud.

 

Laureati Unife che hanno acquisito quote di capitale in impresa maggiore o uguale al 10% (joiner)

Dai dati emerge che i joiner rappresentano il 2,5% dei laureati dell’Università di Ferrara, complessivamente 863 laureati, contro il 2,3% del complesso dei laureati esaminati da Almalaurea (corrispondenti a 66.098 laureati).

.

Caratteristiche dei joiner Unife

Tra gli 863 laureati joiner di Unife, il 48,9% ha una laurea di primo livello, mentre il 51,1% una laurea di secondo livello. I gruppi disciplinari più rappresentati sono: economico-statistico (15,4%), giuridico (14,0%) e ingegneria (13,1%).

Gli uomini rappresentano il 51,9%, le donne il 48,1%.

tag:

UNIVERSITA’ DI FERRARA


PAESE REALE

di Piermaria Romani

PROVE TECNICHE DI IMPAGINAZIONE

Top Five del mese
I 5 articoli di Periscopio più letti negli ultimi 30 giorni

05.12.2023 – La manovra del governo Meloni toglie un altro pezzo a una Sanità Pubblica già in emergenza, ma lo sciopero di medici e infermieri non basterà a salvare il SSN

16.11.2023 – Lettera aperta: “L’invito a tacere del Sindaco di Ferrara al Vescovo sui Cpr è un atto grossolano e intollerabile”

04.12.2023 – Alla canna del gas: l’inganno mortale del “mercato libero”

14.11.2023 – Ferrara, la città dei fantasmi

07.12.2023 – Un altro miracolo italiano: San Giuliano ha salvato Venezia

La nostra Top five
I
 5 articoli degli ultimi 30 giorni consigliati dalla redazione

1
2
3
4
5

Pescando un pesce d’oro
5 titoli evergreen dall’archivio di 50.000 titoli  di Periscopio

1
2
3
4
5

Caro lettore

Dopo molti mesi di pensieri, ripensamenti, idee luminose e amletici dubbi, quello che vi trovate sotto gli occhi è il Nuovo Periscopio. Molto, forse troppo ardito, colorato, anticonvenzionale, diverso da tutti gli altri media in circolazione, in edicola o sul web.

Se già frequentate  queste pagine, se vi piace o almeno vi incuriosisce Periscopio, la sua nuova veste grafica e i nuovi contenuti vi faranno saltare di gioia. Non esiste in natura un quotidiano online con il coraggio e/o l’incoscienza di criticare e capovolgere l’impostazione classica di questo “il giornale” un’idea (geniale) nata 270 anni fa, ma che ha introdotto  dei codici precisi rimasti quasi inalterati. Nemmeno la rivoluzione digitale, la democrazia informava, la nascita della Rete, l’esplosione dei social media, hanno cambiato di molto le testate giornalistiche, il loro ordine, la loro noia.

Tanto che qualcuno si è chiesto se ancora servono, se hanno ancora un ruolo e un senso i quotidiani.  Arrivano sempre “dopo la notizia”, mettono tutti lo stesso titolo in prima pagina, seguono diligentemente il pensiero unico e il potente di turno, ricalcano in fotocopia le solite sezioni interne: politica interna, esteri, cronaca, economia, sport…. Anche le parole sembrano piene di polvere, perché il linguaggio giornalistico, invece di arricchirsi, si è impoverito.  Il vocabolario dei quotidiani registra e riproduce quello del sottobosco politico e della chiacchiera televisiva, oppure insegue inutilmente la grande nuvola confusa del web.

Periscopio propone un nuovo modo di essere giornale, di fare informazione. di accostare Alto e Basso, di rapportarsi al proprio pubblico. Rompe compartimenti stagni delle sezioni tradizionali di quotidiani. Accoglie e dà riconosce uguale dignità a tutti i generi e tutti linguaggi: così in primo piano ci può essere una notizia, un commento, ma anche una poesia o una vignetta.  Abbandona la rincorsa allo scoop, all’intervista esclusiva, alla firma illustre, proponendo quella che abbiamo chiamato “informazione verticale”: entrare cioè nelle  “cose che accadono fuori e dentro di noi”, denunciare Il Vecchio che resiste e raccontare Il Nuovo che germoglia, stare dalla parte dei diritti e denunciare la diseguaglianza che cresce in Italia e nel mondo. .

Con il quotidiano di ieri, così si diceva, oggi ci si incarta il pesce. Non Periscopio, la sua “informazione verticale” non invecchia mai e dal nostro archivio di quasi 50.000 articoli (disponibile gratuitamente) si pescano continuamente contenuti utili per integrare le ultime notizie uscite. Non troverete mai, come succede in quasi tutti i quotidiani on line,  le prime tre righe dell’articolo in chiaro… e una piccola tassa per poter leggere tutto il resto.

Sembra una frase retorica ma non lo è: “Periscopio è un giornale senza padrini e senza padroni”. Siamo orgogliosamente antifascisti, pacifisti, nonviolenti, femministi, ambientalisti. Crediamo nella Sinistra (anche se la Sinistra non crede più a se stessa), ma non apparteniamo a nessuna casa politica, non fiancheggiamo nessun partito e nessun leader. Anzi, diffidiamo dei leader e dei capipopolo, perfino degli eroi. Non ci piacciono i muri, quelli materiali come  quelli immateriali, frutto del pregiudizio e dell’egoismo. Ci piace “il popolo” (quello scritto in Costituzione) e vorremmo cancellare “la nazione”, premessa di ogni guerra e  di ogni violenza.

Periscopio è quindi un giornale popolare, non nazionalpopolare. Un quotidiano “generalista”,  scritto per essere letto da tutti (“quelli che hanno letto milioni di libri o che non sanno nemmeno parlare” F. De Gregori), da tutti quelli che coltivano la curiosità, e non dalle elites, dai circoli degli addetti ai lavori, dagli intellettuali del vuoto e della chiacchiera.

Periscopio è  proprietà di un azionariato diffuso e partecipato, garanzia di una gestitone collettiva e democratica del quotidiano. Si finanzia, quindi vive, grazie ai liberi contributi dei suoi lettori amici e sostenitori. Accetta e ospita sponsor ed inserzionisti solo socialmente, eticamente e culturalmente meritevoli.

Nato quasi otto anni fa con il nome Ferraraitalia già con una vocazione glocal, oggi il quotidiano è diventato: Periscopio naviga già in mare aperto, rivolgendosi a un pubblico nazionale e non solo. Non ci dimentichiamo però di Ferrara, la città che ospita la redazione e dove ogni giorno si fabbrica il giornale. e Ferraraitalia continua a vivere dentro Periscopio all’interno di una sezione speciale, una parte importante del tutto. 
Oggi Periscopio ha oltre 320.000 lettori, ma vogliamo crescere e farsi conoscere. Dipenderà da chi lo scrive ma soprattutto da chi lo legge e lo condivide con chi ancora non lo conosce. Per una volta, stare nella stessa barca può essere una avventura affascinante.  Buona navigazione a tutti.

Tutti i contenuti di Periscopio, salvo espressa indicazione, sono free. Possono essere liberamente stampati, diffusi e ripubblicati, indicando fonte, autore e data di pubblicazione su questo quotidiano.

Francesco Monini
direttore responsabile


Chi volesse chiedere informazioni sul nuovo progetto editoriale, può scrivere a: direttore@periscopionline.it