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Da Organizzatori

La Scuola di danza “luisa tagliani” apre le porte al pubblico, ingresso libero, per le dimostrazioni di fine anno scolastico. Mostrera’ insieme ad i suoi allievi come si svolge normalmente una lezione di danza per ogni livello tecnico, dalle piccolissime di tre anni d’ eta’ alle ragazze grandi dell’ ottavo accademico. Il primo appuntamento sara’ martedi’30 maggio h18 c/o palestra tabata in via ippodromo12, si esibira’ il secondo accademico con bimbi di sei,sette anni: agata gaia botton, sasha alexander cappellari, ginevra fabbri, rebecca fabbri, chiara giannattasio, vittoria mantoan, , azzurra pellegrini, maia simonato, diletta stella ed elena marua stivani. Il mercoledi’31 maggio presso progetto 21 in via briosi 80, h18 la prepropedeutica del gruppo dell’ist. San vincenzo insieme alle altre piccoline della scuola dai tre ai sei anni d’ eta’, propedeutica e primo accademico: anna bonfieni, francesca bonora, mia bonora, grazia camarda, ottavia candiani, virginia carli, giulia de angelis, sara de angelis,marta farina, gaia formichella, carolina furini, martina guerra, martina ottani, elena pandini, isabella resca, carolina roda, noa simonato. ginevra tartaglia, beatrice tessarin e sveva toselli. Sempre il 31 maggio alle ore 19,30 la sbarra a terra delle grandi dal quinto all’ ottavo accademico: rachele beccarini, lisa bisson, annalisa dallaga’, bianca guitti, valentina parente, eleonora petrucci, francesca pirani, eleonora simoncelli, ginevra spagnolo, irene susanni, athina zerva ed alice zucco. Sempre presso progetto 21, lunedi’ 5 giugno h 18 il gruppo di moderno piccoli: sophie amarbergh, sasha alexander cappellari, emma checchi, asia coletti, anna de candia, martina guerra, alessandra manzoni, ginevra negretto, francesca pirani, ginevra spagnolo, diletta stella. A seguire alle 19,30 l’esibizione di danza classica delle grandi dal quinto all’ottavo accademico: rachele beccarini, lisa bisson, annalisa dallaga’, bianca guitti, valentina parente, francesca pirani, eleonora petrucci, eleonora simoncelli, ginevra spagnolo, irene susanni, athina zerva ed alice zucco. Termina le dimostrazioni il gruppo del terzo e quarto accademico, bimbe di otto, nove e dieci anni, mercoledi’ 7 giugno h18 sempre in via briosi 80: sophie amarbergh, virginia cervellati, asia coletti, emma checchi, anna de candia, alessandra manzoni, ginevra negretto,aurora serra.
Durante l’estate ci saranno i corsi estivi, per informazioni tel. 328 3553547 o consultare il sito http://taglianiluisa.wixsite.com/scuoladidanza-fe della scuola di danza”luisa tagliani”, che vanta quest’ anno due nuovi “trofei”: un’allieva ha vinto la borsa di studio per l’ opera di budapest ed il posto al teatro san carlo di napoli.

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Riceviamo e pubblichiamo


Caro lettore

Dopo molti mesi di pensieri, ripensamenti, idee luminose e amletici dubbi, quello che vi trovate sotto gli occhi è il Nuovo Periscopio. Molto, forse troppo ardito, colorato, anticonvenzionale, diverso da tutti gli altri media in circolazione, in edicola o sul web.

Se già frequentate  queste pagine, se vi piace o almeno vi incuriosisce Periscopio, la sua nuova veste grafica e i nuovi contenuti vi faranno saltare di gioia. Non esiste in natura un quotidiano online con il coraggio e/o l’incoscienza di criticare e capovolgere l’impostazione classica di questo “il giornale” un’idea (geniale) nata 270 anni fa, ma che ha introdotto  dei codici precisi rimasti quasi inalterati. Nemmeno la rivoluzione digitale, la democrazia informava, la nascita della Rete, l’esplosione dei social media, hanno cambiato di molto le testate giornalistiche, il loro ordine, la loro noia.

Tanto che qualcuno si è chiesto se ancora servono, se hanno ancora un ruolo e un senso i quotidiani.  Arrivano sempre “dopo la notizia”, mettono tutti lo stesso titolo in prima pagina, seguono diligentemente il pensiero unico e il potente di turno, ricalcano in fotocopia le solite sezioni interne: politica interna, esteri, cronaca, economia, sport…. Anche le parole sembrano piene di polvere, perché il linguaggio giornalistico, invece di arricchirsi, si è impoverito.  Il vocabolario dei quotidiani registra e riproduce quello del sottobosco politico e della chiacchiera televisiva, oppure insegue inutilmente la grande nuvola confusa del web.

Periscopio propone un nuovo modo di essere giornale, di fare informazione. di accostare Alto e Basso, di rapportarsi al proprio pubblico. Rompe compartimenti stagni delle sezioni tradizionali di quotidiani. Accoglie e dà riconosce uguale dignità a tutti i generi e tutti linguaggi: così in primo piano ci può essere una notizia, un commento, ma anche una poesia o una vignetta.  Abbandona la rincorsa allo scoop, all’intervista esclusiva, alla firma illustre, proponendo quella che abbiamo chiamato “informazione verticale”: entrare cioè nelle  “cose che accadono fuori e dentro di noi”, denunciare Il Vecchio che resiste e raccontare Il Nuovo che germoglia, stare dalla parte dei diritti e denunciare la diseguaglianza che cresce in Italia e nel mondo. .

Con il quotidiano di ieri, così si diceva, oggi ci si incarta il pesce. Non Periscopio, la sua “informazione verticale” non invecchia mai e dal nostro archivio di quasi 50.000 articoli (disponibile gratuitamente) si pescano continuamente contenuti utili per integrare le ultime notizie uscite. Non troverete mai, come succede in quasi tutti i quotidiani on line,  le prime tre righe dell’articolo in chiaro… e una piccola tassa per poter leggere tutto il resto.

Sembra una frase retorica ma non lo è: “Periscopio è un giornale senza padrini e senza padroni”. Siamo orgogliosamente antifascisti, pacifisti, nonviolenti, femministi, ambientalisti. Crediamo nella Sinistra (anche se la Sinistra non crede più a se stessa), ma non apparteniamo a nessuna casa politica, non fiancheggiamo nessun partito e nessun leader. Anzi, diffidiamo dei leader e dei capipopolo, perfino degli eroi. Non ci piacciono i muri, quelli materiali come  quelli immateriali, frutto del pregiudizio e dell’egoismo. Ci piace “il popolo” (quello scritto in Costituzione) e vorremmo cancellare “la nazione”, premessa di ogni guerra e  di ogni violenza.

Periscopio è quindi un giornale popolare, non nazionalpopolare. Un quotidiano “generalista”,  scritto per essere letto da tutti (“quelli che hanno letto milioni di libri o che non sanno nemmeno parlare” F. De Gregori), da tutti quelli che coltivano la curiosità, e non dalle elites, dai circoli degli addetti ai lavori, dagli intellettuali del vuoto e della chiacchiera.

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Francesco Monini
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