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Da: Gruppo Partito Democratico

 

Interpellanza su attraversamento pedonale e situazioni di pericolo in prossimità
delI’Istituto di Scuola Secondaria di Primo Grado “Dante Alighieri”

 

 

PREMESSO CHE
Garantire la tutela e la sicurezza dei necessari spostamenti quotidiani di ragazzi e genitori in
prossimità degli istituti scolastici è alla base delle azioni di cura e attenzione dell’
Amministrazione verso i suoi cittadini;

 

EVIDENZIATO
Che tale movimento coinvolge di norma un consistente numero di persone, adulti e bambini, i
quali convergono verso gli edifici scolastici, con regolarità e a precisi orari, coincidenti con
fasce di punta di traffico;

OSSERVATO
• Che in via Scandiana, esattamente di fronte all’imbocco di via Camposabbionario, ove è sito
a poca distanza l’Istituto “Dante Alighieri”, e poco oltre la facciata di Palazzo Schifanoia,
esiste un attraversamento pedonale a strisce gialle, ormai molto sbiadite, concepito per
proteggere l’attraversamento verso detto Istituto ;
• Che la prima parte di tale passaggio pedonale risulta coperta alla vista da due cassonetti dei
rifiuti, posti ad un lato e all’altro;
• Che, come da segnalazione di vari genitori, tale copertura impedisce completamente alle
vetture in circolazione di individuare ragazzi in attraversamento, con altissimo pericolo di
investimento, essendo detto punto anche luogo di svolta delle automobili che si immettono
in via Camposabbionario;
• Che, circa quaranta metri più avanti verso la Basilica di Santa Maria in Vado,
l’attraversamento dell’incrocio tra via Scandiana, via Madama, via Borgo di Sotto e via
Borgovado non è protetto da alcun passaggio pedonale a strisce, presente in precedenza e
non più ripristinato;
• Che, in assenza di dissuasori posti a distanza, le vetture sfrecciano su via Scandiana
attraverso l’incrocio, anche qui con altissimo rischio di investimento di pedoni;
• Che l’area in questione presenta altresì due monumenti di considerevole rilevanza storica e
artistica della città ( Palazzo Schifanoia e Basilica di Santa Maria in Vado), in prossimità di
numerosi altri, ed è perciò zona di intensa frequentazione turistica;

CONSIDERATO
• L’alto livello di pericolosità delle situazioni segnalate verso l’incolumità di alunni, residenti,
turisti;

SI CHIEDE al SINDACO e all’ASSESSORE COMPETENTE
• Quali azioni siano state intraprese dall’Amministrazione Comunale per la messa in sicurezza
della zona segnalata;
• Che siano previsti quanto prima provvedimenti atti a scongiurare rischi e pericoli riguardanti
i pedoni che transitano in detta zona.

 

 

La Consigliera Comunale Gruppo PD

Anna Chiappini

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Riceviamo e pubblichiamo


PAESE REALE

di Piermaria Romani

 

Caro lettore

Dopo molti mesi di pensieri, ripensamenti, idee luminose e amletici dubbi, quello che vi trovate sotto gli occhi è il Nuovo Periscopio. Molto, forse troppo ardito, colorato, anticonvenzionale, diverso da tutti gli altri media in circolazione, in edicola o sul web.

Se già frequentate  queste pagine, se vi piace o almeno vi incuriosisce Periscopio, la sua nuova veste grafica e i nuovi contenuti vi faranno saltare di gioia. Non esiste in natura un quotidiano online con il coraggio e/o l’incoscienza di criticare e capovolgere l’impostazione classica di questo “il giornale” un’idea (geniale) nata 270 anni fa, ma che ha introdotto  dei codici precisi rimasti quasi inalterati. Nemmeno la rivoluzione digitale, la democrazia informava, la nascita della Rete, l’esplosione dei social media, hanno cambiato di molto le testate giornalistiche, il loro ordine, la loro noia.

Tanto che qualcuno si è chiesto se ancora servono, se hanno ancora un ruolo e un senso i quotidiani.  Arrivano sempre “dopo la notizia”, mettono tutti lo stesso titolo in prima pagina, seguono diligentemente il pensiero unico e il potente di turno, ricalcano in fotocopia le solite sezioni interne: politica interna, esteri, cronaca, economia, sport…. Anche le parole sembrano piene di polvere, perché il linguaggio giornalistico, invece di arricchirsi, si è impoverito.  Il vocabolario dei quotidiani registra e riproduce quello del sottobosco politico e della chiacchiera televisiva, oppure insegue inutilmente la grande nuvola confusa del web.

Periscopio propone un nuovo modo di essere giornale, di fare informazione. di accostare Alto e Basso, di rapportarsi al proprio pubblico. Rompe compartimenti stagni delle sezioni tradizionali di quotidiani. Accoglie e dà riconosce uguale dignità a tutti i generi e tutti linguaggi: così in primo piano ci può essere una notizia, un commento, ma anche una poesia o una vignetta.  Abbandona la rincorsa allo scoop, all’intervista esclusiva, alla firma illustre, proponendo quella che abbiamo chiamato “informazione verticale”: entrare cioè nelle  “cose che accadono fuori e dentro di noi”, denunciare Il Vecchio che resiste e raccontare Il Nuovo che germoglia, stare dalla parte dei diritti e denunciare la diseguaglianza che cresce in Italia e nel mondo. .

Con il quotidiano di ieri, così si diceva, oggi ci si incarta il pesce. Non Periscopio, la sua “informazione verticale” non invecchia mai e dal nostro archivio di quasi 50.000 articoli (disponibile gratuitamente) si pescano continuamente contenuti utili per integrare le ultime notizie uscite. Non troverete mai, come succede in quasi tutti i quotidiani on line,  le prime tre righe dell’articolo in chiaro… e una piccola tassa per poter leggere tutto il resto.

Sembra una frase retorica ma non lo è: “Periscopio è un giornale senza padrini e senza padroni”. Siamo orgogliosamente antifascisti, pacifisti, nonviolenti, femministi, ambientalisti. Crediamo nella Sinistra (anche se la Sinistra non crede più a se stessa), ma non apparteniamo a nessuna casa politica, non fiancheggiamo nessun partito e nessun leader. Anzi, diffidiamo dei leader e dei capipopolo, perfino degli eroi. Non ci piacciono i muri, quelli materiali come  quelli immateriali, frutto del pregiudizio e dell’egoismo. Ci piace “il popolo” (quello scritto in Costituzione) e vorremmo cancellare “la nazione”, premessa di ogni guerra e  di ogni violenza.

Periscopio è quindi un giornale popolare, non nazionalpopolare. Un quotidiano “generalista”,  scritto per essere letto da tutti (“quelli che hanno letto milioni di libri o che non sanno nemmeno parlare” F. De Gregori), da tutti quelli che coltivano la curiosità, e non dalle elites, dai circoli degli addetti ai lavori, dagli intellettuali del vuoto e della chiacchiera.

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