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Comunicato Stampa Coordinamento Nazionale Diritti Umani.

Il Coordinamento Nazionale Docenti della Disciplina dei Diritti Umani, in occasione della Giornata Internazionale della consapevolezza dell’autismo, che si celebra ogni anno il 2 aprile, istituita nel 2007 dall’Assemblea Generale dell’ONU come momento per riflettere sui diritti delle persone con tali problematiche, intende evidenziare il valore della diversità e dell’arricchimento che può scaturire dall’inclusione e dalla vicinanza con studenti dalla visione del mondo differente rispetto a quello ordinaria.

Un saldo rapporto scuola – famiglia costituisce un vincolo fondamentale per la crescita di ogni individuo, nonché per condividere esperienze molteplici e variegate, onde consapevolmente contribuire al superamento di qualsiasi barriera / ostacolo fisico – intellettivo.

I giovani che presentano una simile tipologia di disturbo del neurosviluppo in realtà costituiscono una risorsa per le classi in cui sono inseriti e permettono anche di sperimentare strategie didattiche innovative che siano efficaci per tutti; alcuni presentano un’intelligenza assai spiccata e un’intraprendenza fuori dal comune, basti citare il nome di Greta Thunberg, la nota attivista adolescente, il cui movimento ambientalista ha scosso l’opinione pubblica in tutto il mondo e ha interessato molti coetanei, prima insensibili nei confronti di tematiche ecologiste.

Ciascun giovane possiede talenti e possibilità; il compito della scuola è quello di favorire la ricerca degli interessi personali, del campo di applicazione delle proprie competenze, di infondere fiducia nei propri mezzi e di rendere il più possibile agevole l’acquisizione del nuovo.

I giovani, ciascuno con le proprie caratteristiche, vanno pertanto tutelati e rispettati nella loro individualità. Perché nessuno si senta escluso, sbagliato o fuori posto.

Oggi i dati forniscono l’immagine di un fenomeno in crescita; probabilmente perché la medicina progredisce e riesce a rilevare anche scompensi minimi. Secondo recenti analisi, in Italia le persone affette da autismo superano le 600 mila unità. L’indagine pubblicata dall’ISTAT “Inclusione scolastica degli alunni con disabilità” rivela che “Per l’anno scolastico 2018-2019 si conferma il loro costante aumento. Gli alunni con disabilità sono al 3,3% degli iscritti (284mila complessivi di cui 117mila nella scuola primaria e scuola secondaria di I grado). La più frequente è “la disabilità intellettiva (42% degli studenti con sostegno), seguono i disturbi dello sviluppo (26,4%), meno diffusi i problemi sensoriali (8%)”. Dal sito del ANGSA (Associazione Nazionale Genitori Persone con Autismo), si apprende che in base a ricerche effettuate la stima nel 2020 di bambini nel nostro Paese che potrebbero presentare una diagnosi legata all’autismo è pari a circa 4.350 casi.

In ragione di tali rilevazioni, l’impegno di tutto il personale scolastico deve essere ulteriormente incrementato, mentre contestualmente si richiede un intervento veloce in modo da modificare i parametri imposti dalla legge 133/08 che prevedono anche classi composte da più di 30 studenti.

Il CNDDU invita i docenti di ogni istituto scolastico a partecipare alla manifestazione virtuale da tenersi nella giornata del 7 aprile “ClassroomInBlu”, apponendo il simbolo della lampadina blu sulla propria aula digitale o sito dell’istituto scolastico, stilizzandolo come più aggrada. Inoltre consigliamo di selezionare tra le proposte cinematografiche quella più adatta alla sensibilità dei propri studenti appartenenti Scuole Secondarie di I grado, Scuole Secondarie di II grado per discutere successivamente con la classe delle tematiche in oggetto (“Pulce non c’è regia” di Giuseppe Bonito; “Molto forte, incredibilmente vicino” regia di Stephen David Daldry; “Tutto il mio folle amore” regia di Gabriele Salvatores; “Tutto ciò che voglio – Please stand by” regia di Ben Lewin; “Il faro delle orche” regia di Gerardo Olivares; “Rain Man” regia di Barry Levinson; “Forrest Gump” regia di Robert Zemeckis).

Le lampadine più originali inviate all’indirizzo coordinamentodirittiumani@gmail.com troveranno spazio sui nostri canali social.

“Agli occhi di Dio ognuno brilla di una bellezza unica” (Papa Francesco, Incontro Centro “Sonnenschein”, 21 settembre 2020).

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Riceviamo e pubblichiamo


Ogni giorno politici, sociologi economisti citano un fantomatico “Paese Reale”. Per loro è una cosa che conta poco o niente, che corrisponde al “piano terra”, alla massa, alla gente comune. Così il Paese Reale è solo nebbia mediatica, un’entità demografica a cui rivolgersi in tempo di elezioni.
Ma di cosa e di chi è fatto veramente il Paese Reale? Se ci pensi un attimo, il Paese Reale siamo Noi, siamo Noi presi Uno a Uno.  L’artista polesano Piermaria Romani  si è messo in strada e ha pensato a una specie di censimento. Ha incontrato di persona e illustrato il Paese Reale. Centinaia di ritratti e centinaia di storie.
(Cliccare sul ritratto e ingrandire l’immagine per leggere il testo)

PAESE REALE

di Piermaria Romani

 

Cari lettori,

dopo molti mesi di pensieri, ripensamenti, idee luminose e amletici dubbi, quello che vi trovate sotto gli occhi è il Nuovo Periscopio. Molto, forse troppo ardito, colorato, anticonvenzionale, diverso da tutti gli altri media in circolazione, in edicola o sul web.

Se già frequentate  queste pagine, se vi piace o almeno vi incuriosisce Periscopio, la sua nuova veste grafica e i nuovi contenuti vi faranno saltare di gioia. Non esiste in natura un quotidiano online con il coraggio e/o l’incoscienza di criticare e capovolgere l’impostazione classica di questo “giornale” .

Tanto che qualcuno si è chiesto se  i giornali ancora servono, se hanno ancora un ruolo e un senso i quotidiani.  Arrivano sempre “dopo la notizia”, mettono tutti lo stesso titolo in prima pagina, seguono diligentemente il pensiero unico e il potente di turno, ricalcano in fotocopia le solite sezioni interne: politica interna, esteri, cronaca, economia, sport… Anche le parole sembrano piene di polvere, perché il linguaggio giornalistico, invece di arricchirsi, si è impoverito.  Il vocabolario dei quotidiani registra e riproduce quello del sottobosco politico e della chiacchiera televisiva, oppure insegue inutilmente la grande nuvola confusa del web.

Periscopio propone un nuovo modo di essere giornale, di fare informazione. di accostare Alto e Basso, di rapportarsi al proprio pubblico. Rompe compartimenti stagni delle sezioni tradizionali di quotidiani. Accoglie e riconosce uguale dignità a tutti i generi e a tutti linguaggi: così in primo piano ci può essere una notizia, un commento, ma anche una poesia o una vignetta.  Abbandona la rincorsa allo scoop, all’intervista esclusiva, alla firma illustre, proponendo quella che abbiamo chiamato “informazione verticale”: entrare cioè nelle  “cose che accadono fuori e dentro di noi”, denunciare Il Vecchio che resiste e raccontare Il Nuovo che germoglia; stare dalla parte dei diritti e denunciare la diseguaglianza che cresce in Italia e nel mondo. Insomma: un giornale non rivolto a questo o a quel salotto, ma realmente al servizio della comunità.

Con il quotidiano di ieri – così si diceva – oggi “ci si incarta il pesce”. Non Periscopio, la sua “informazione verticale” non invecchia mai e dal nostro archivio di  50.000 articoli (disponibile gratuitamente) si pescano continuamente contenuti utili per integrare le ultime notizie uscite. Non troverete mai, come succede in quasi tutti i quotidiani on line,  le prime tre righe dell’articolo in chiaro… e una piccola tassa per poter leggere tutto il resto.

Sembra una frase retorica ma non lo è: “Periscopio è un giornale senza padrini e senza padroni”. Siamo orgogliosamente antifascisti, pacifisti, nonviolenti, femministi, ambientalisti. Crediamo nella Sinistra (anche se la Sinistra non crede più a se stessa), ma non apparteniamo a nessuna casa politica, non fiancheggiamo nessun partito e nessun leader. Anzi, diffidiamo dei leader e dei capipopolo, perfino degli eroi. Non ci piacciono i muri, quelli materiali come  quelli immateriali, frutto del pregiudizio e dell’egoismo. Ci piace “il popolo” (quello scritto in Costituzione) e vorremmo cancellare “la nazione”, premessa di ogni guerra e di ogni violenza.

Periscopio è quindi un giornale popolare, non nazionalpopolare. Un quotidiano “generalista”,  scritto per essere letto da tutti (“quelli che hanno letto milioni di libri o che non sanno nemmeno parlare” F. De Gregori), da tutti quelli che coltivano la curiosità, e non dalle élite, dai circoli degli addetti ai lavori, dagli intellettuali del vuoto e della chiacchiera.

La redazione e gli oltre 50 collaboratori scrivono e confezionano Periscopio  a titolo assolutamente volontario; lo fanno perché credono nel progetto del giornale e nel valore di una informazione diversa. Per questa ragione il giornale è sostenuto da una associazione di volontariato senza fini di lucro. I lettori – sostenitori, fanno parte a tutti gli effetti di una famiglia volonterosa e partecipata a garanzia di una gestitone collettiva e democratica del quotidiano che si finanzia, quindi vive, grazie ai liberi contributi dei suoi lettori, amici e sostenitori. Accetta e ospita sponsor ed inserzionisti solo socialmente, eticamente e culturalmente meritevoli.

Nato 10 anni fa con il nome Ferraraitalia già con una vocazione glocal, oggi il quotidiano è diventato Periscopio e naviga già in mare aperto, rivolgendosi a un pubblico nazionale e non solo. Non ci dimentichiamo però di Ferrara, la città che ospita la redazione e dove ogni giorno si fabbrica il giornale.  Ferraraitalia continua a vivere dentro Periscopio all’interno di una sezione speciale, una parte importante del tutto. 

Oggi Periscopio conta oltre 320.000 lettori, ma vuole crescere e farsi conoscere. Dipenderà da chi lo scrive ma soprattutto da chi lo legge e lo condivide con chi ancora non lo conosce. Per una volta, stare nella stessa barca può essere una avventura affascinante.  Buona navigazione a tutti.

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Francesco Monini
direttore responsabile


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