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da: ufficio stampa

Il primo distributore di carburante a prezzo agevolato per il comparto della pesca è stato inaugurato oggi pomeriggio nella darsena del Lido degli Estensi. La cerimonia inaugurale, alla quale hanno preso parte il Sindaco di Goro Diego Viviani ed il Vice Sindaco Denis Fantinuoli, ha voluto suggellare un traguardo importante e lungamente atteso dagli operatori del settore acquacoltura. “Un imprenditore locale ha deciso di investire in un territorio, oggetto di recente riqualificazione con il progetto dell’asse idroviario – ha dichiarato il vice sindaco Denis Fantinuoli -, per implementare servizi fondamentali per i pescatori. L’Amministrazione Comunale ringrazia le associazioni di categoria, i consorzi e la rappresentanza del Comune di Goro, guidata da sindaco Viviani qui presente e Devid Pozzati della cooperativa Tre Ponti, per aver collaborato, creando un raccordo tra la marineria, il comparto acquacoltura e le istituzioni.” Il Vice Sindaco ha poi ricordato progetti di valorizzazione del comparto, alcuni già in atto, tra i quali il bando per la gestione della nursery della sacca di Goro, che coinvolge 1600 operatori. Riallacciandosi alle parole del Vice Sindaco Fantinuoli, il Sindaco di Goro Diego Viviani ha definito quella di oggi “una giornata importante, perchè finalmente gli operatori dell’acquacoltura possono disporre di benzina senza accise. Ci siamo adoperati per mitigare i problemi originati dalla Natura, ma siamo colpiti da moria di novellame e da anni di magra. Questa compensazione aiuta.” Un passo importante insomma quello del carburante a prezzo agevolato, raggiunto grazie al lungo lavoro compiuto in sinergia tra istituzioni ed associazioni di categoria. Alberto Zoli, co-titolare con Daniele e Nicola Sangiorgi del distributore inaugurato oggi, “Adriatica petroli s.r.l”, situato in via Cagliari 52 al Lido degli Estensi, ha ricordato come “difficilmente le compagnie investono in questo prodotto, ritenuto di nicchia. Finalmente qualche mese fa siamo riusciti ad individuare un partner e siamo partiti, nella speranza di aver dato una mano al territorio.” All’inaugurazione erano presenti anche Davide Bellotti (consorzio Navi del Delta), Paolo Dal Buono (Assonautica), Lorenzo Ballarini, titolare del primo distributore inaugurato a Goro, Devid Pozzati (Consorzio Tre Ponti), Sergio Caselli (Lega Coopagroalimentare-Dipartimento Pesca) e Vadis Paesanti (Federcopesca). Quest’ultimo, unendosi ai ringraziamenti per il traguardo raggiunto, ha elencato il percorso legislativo compiuto dal 2004 sino al 2015, al fine di riconoscere il carburante a tasso agevolato per gli operatori di pesca dediti alla molluschicoltura.

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COMUNE DI COMACCHIO


Ogni giorno politici, sociologi economisti citano un fantomatico “Paese Reale”. Per loro è una cosa che conta poco o niente, che corrisponde al “piano terra”, alla massa, alla gente comune. Così il Paese Reale è solo nebbia mediatica, un’entità demografica a cui rivolgersi in tempo di elezioni.
Ma di cosa e di chi è fatto veramente il Paese Reale? Se ci pensi un attimo, il Paese Reale siamo Noi, siamo Noi presi Uno a Uno.  L’artista polesano Piermaria Romani  si è messo in strada e ha pensato a una specie di censimento. Ha incontrato di persona e illustrato il Paese Reale. Centinaia di ritratti e centinaia di storie.
(Cliccare sul ritratto e ingrandire l’immagine per leggere il testo)

PAESE REALE

di Piermaria Romani

 

Cari lettori,

dopo molti mesi di pensieri, ripensamenti, idee luminose e amletici dubbi, quello che vi trovate sotto gli occhi è il Nuovo Periscopio. Molto, forse troppo ardito, colorato, anticonvenzionale, diverso da tutti gli altri media in circolazione, in edicola o sul web.

Se già frequentate  queste pagine, se vi piace o almeno vi incuriosisce Periscopio, la sua nuova veste grafica e i nuovi contenuti vi faranno saltare di gioia. Non esiste in natura un quotidiano online con il coraggio e/o l’incoscienza di criticare e capovolgere l’impostazione classica di questo “giornale” .

Tanto che qualcuno si è chiesto se  i giornali ancora servono, se hanno ancora un ruolo e un senso i quotidiani.  Arrivano sempre “dopo la notizia”, mettono tutti lo stesso titolo in prima pagina, seguono diligentemente il pensiero unico e il potente di turno, ricalcano in fotocopia le solite sezioni interne: politica interna, esteri, cronaca, economia, sport… Anche le parole sembrano piene di polvere, perché il linguaggio giornalistico, invece di arricchirsi, si è impoverito.  Il vocabolario dei quotidiani registra e riproduce quello del sottobosco politico e della chiacchiera televisiva, oppure insegue inutilmente la grande nuvola confusa del web.

Periscopio propone un nuovo modo di essere giornale, di fare informazione. di accostare Alto e Basso, di rapportarsi al proprio pubblico. Rompe compartimenti stagni delle sezioni tradizionali di quotidiani. Accoglie e riconosce uguale dignità a tutti i generi e a tutti linguaggi: così in primo piano ci può essere una notizia, un commento, ma anche una poesia o una vignetta.  Abbandona la rincorsa allo scoop, all’intervista esclusiva, alla firma illustre, proponendo quella che abbiamo chiamato “informazione verticale”: entrare cioè nelle  “cose che accadono fuori e dentro di noi”, denunciare Il Vecchio che resiste e raccontare Il Nuovo che germoglia; stare dalla parte dei diritti e denunciare la diseguaglianza che cresce in Italia e nel mondo. Insomma: un giornale non rivolto a questo o a quel salotto, ma realmente al servizio della comunità.

Con il quotidiano di ieri – così si diceva – oggi “ci si incarta il pesce”. Non Periscopio, la sua “informazione verticale” non invecchia mai e dal nostro archivio di  50.000 articoli (disponibile gratuitamente) si pescano continuamente contenuti utili per integrare le ultime notizie uscite. Non troverete mai, come succede in quasi tutti i quotidiani on line,  le prime tre righe dell’articolo in chiaro… e una piccola tassa per poter leggere tutto il resto.

Sembra una frase retorica ma non lo è: “Periscopio è un giornale senza padrini e senza padroni”. Siamo orgogliosamente antifascisti, pacifisti, nonviolenti, femministi, ambientalisti. Crediamo nella Sinistra (anche se la Sinistra non crede più a se stessa), ma non apparteniamo a nessuna casa politica, non fiancheggiamo nessun partito e nessun leader. Anzi, diffidiamo dei leader e dei capipopolo, perfino degli eroi. Non ci piacciono i muri, quelli materiali come  quelli immateriali, frutto del pregiudizio e dell’egoismo. Ci piace “il popolo” (quello scritto in Costituzione) e vorremmo cancellare “la nazione”, premessa di ogni guerra e di ogni violenza.

Periscopio è quindi un giornale popolare, non nazionalpopolare. Un quotidiano “generalista”,  scritto per essere letto da tutti (“quelli che hanno letto milioni di libri o che non sanno nemmeno parlare” F. De Gregori), da tutti quelli che coltivano la curiosità, e non dalle élite, dai circoli degli addetti ai lavori, dagli intellettuali del vuoto e della chiacchiera.

La redazione e gli oltre 50 collaboratori scrivono e confezionano Periscopio  a titolo assolutamente volontario; lo fanno perché credono nel progetto del giornale e nel valore di una informazione diversa. Per questa ragione il giornale è sostenuto da una associazione di volontariato senza fini di lucro. I lettori – sostenitori, fanno parte a tutti gli effetti di una famiglia volonterosa e partecipata a garanzia di una gestitone collettiva e democratica del quotidiano che si finanzia, quindi vive, grazie ai liberi contributi dei suoi lettori, amici e sostenitori. Accetta e ospita sponsor ed inserzionisti solo socialmente, eticamente e culturalmente meritevoli.

Nato 10 anni fa con il nome Ferraraitalia già con una vocazione glocal, oggi il quotidiano è diventato Periscopio e naviga già in mare aperto, rivolgendosi a un pubblico nazionale e non solo. Non ci dimentichiamo però di Ferrara, la città che ospita la redazione e dove ogni giorno si fabbrica il giornale.  Ferraraitalia continua a vivere dentro Periscopio all’interno di una sezione speciale, una parte importante del tutto. 

Oggi Periscopio conta oltre 320.000 lettori, ma vuole crescere e farsi conoscere. Dipenderà da chi lo scrive ma soprattutto da chi lo legge e lo condivide con chi ancora non lo conosce. Per una volta, stare nella stessa barca può essere una avventura affascinante.  Buona navigazione a tutti.

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Francesco Monini
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