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Questa poesia di Sara Ferraglia è stata letta il 10 dicembre a Parma in occasione della Giornata Internazionale dei Diritti Umani.
La manifestazione, che aveva per titolo: “Pensieri che spezzano le sbarre. Non si possono imprigionare le idee!“, è stata organizzata da Rete Kurdistan Parma, Ciac Onlus, Casa delle Donne, Coro dei Malfattori, Donne in Nero, ANPI Provinciale Parma, Unione Popolare.
Durante la manifestazione, sono stati letti alcuni brani del leader curdo Abdullah Öcalan [Qui un suo intervento del 2020] per la costruzione di un sistema sociale basato su tre pilastri: liberazione delle donne, ecologia, democrazia radicale. Il modello di riferimento è quanto viene praticato nel territorio autogovernato e nelle città libere del Rojava nell’Est della Siria.
(Pier Luigi Guerrini)

Imrali, l’Isola Balena 

Nel ventre di quest’isola balena
che un giorno m’inghiottì senza pietà
io sto, con un macigno sulla schiena,
scrivo del tempo nuovo che verrà.
Sul mare, fra due stretti prigioniero,
soffia da giorni con violenza il vento.
Tremano le interiora di cemento,
si fa più chiaro e forte il mio pensiero.
Laggiù Istanbul sfolgorante di vita,
qui nel silenzio il mondo mi è distante.
Afona voce sono, quasi muta
che si trasforma in urlo roboante
se il mio nome scandisce nella lotta
un popolo che chiede libertà.
Libere donne, liberi confini,
libero sguardo oltre queste sbarre.
Giustizia per un popolo smembrato
dall’isola balena sorgerà.

Sara Ferraglia

Îmralî, girava welê

Di zikê vê giravê de kelek heye
ku rojekê ez bê rehm daqurtandim
Ez radiwestim, bi kevirek li ser pişta min,
Ez li ser dema nû ya ku dê were dinivîsim.
Li ser deryayê, di navbera du tenganan de girtiyê,
Bayê bi rojan bi tundî tê.
Hundirê beton dilerize,
ramanên min zelal û bihêztir dibin.
Li wir Stenbol ji jiyanê dişewite,
li vir di bêdengiyê de dinya ji min dûr e.
Ez bê deng im, hema bê deng im
ku vediguhere qîrîneke birûskê
ger navê min di şer de bê bihîstin
gelê ku daxwaza azadiyê dike.
Jinên azad, sînorên azad,
belaş binêre li derveyî van bars.
Edalet ji bo gelê perçebûyî
ji girava welê wê rabe,
Traduzione in lingua curda di Hisam Allawi, poeta curdo
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Sara Ferraglia

Sara Ferraglia è stata finalista e vincitrice di numerosi premi nazionali fra cui: Premio speciale 28° edizione Premio Ossi di seppia (SV), 2° classificata Premio Giovanni Bertacchi ( TO ), più volte vincitrice nelle varie edizione del Premio Giovanni Pascoli L’ora di Barga ( LU). Sue opere sono presenti in diverse antologie poetiche e sono raccolte nel blog Saràpoesia.blogspot.com A Sara piace “la contaminazione” fra le diverse forme artistiche e le sue poesie sono state spesso affiancate a fotografie in mostre di grande successo. Molte sue poesie sono state inserite in vari spettacoli teatrali, il più recente dei quali, è “Le donne che conosco”, per la regia di Sabina Borelli e le musiche di Elisa Sandrini, composte sui testi stessi delle opere poetiche. Nel 2023 è uscito il suo libro di poesie “Voglio una danza”, Giuliano Ladolfi Editore.

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Ogni giorno politici, sociologi economisti citano un fantomatico “Paese Reale”. Per loro è una cosa che conta poco o niente, che corrisponde al “piano terra”, alla massa, alla gente comune. Così il Paese Reale è solo nebbia mediatica, un’entità demografica a cui rivolgersi in tempo di elezioni.
Ma di cosa e di chi è fatto veramente il Paese Reale? Se ci pensi un attimo, il Paese Reale siamo Noi, siamo Noi presi Uno a Uno. L’artista polesano Piermaria Romani si è messo in strada e ha pensato a una specie di censimento. Ha incontrato di persona e illustrato il Paese Reale. Centinaia di ritratti e centinaia di storie.
(Cliccare sul ritratto e ingrandire l’immagine per leggere il testo)

PAESE REALE
di Piermaria Romani


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