27 Marzo 2015

IL FATTO
Una foresta-giardino per la casa famiglia di Baura

Chiara Ricchiuti

Tempo di lettura: 6 minuti

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Lo scorso fine settimana i volontari del progetto “Un Bosco sociale per la città di Ferrara: la foresta alimentare” si sono riuniti per proseguire la creazione del primo bosco alimentare a Baura. L’iniziativa rientra nell’ambito delle Giornate di cittadinanza attiva promosse dal Centro Idea del Comune di Ferrara, con il coinvolgimento della Casa Famiglia gestita dalla Coop Integrazione Lavoro di Baura.

Il progetto è iniziato un anno fa con un primo week end di formazione aperto a tutti i cittadini, durante il quale i professionisti incaricati, Francesca Simonetti e John Button, hanno introdotto l’argomento delle foreste giardino e le modalità di progettazione delle stesse. Da marzo 2014 a marzo 2015 sono state svolte diverse attività, tra cui la progettazione del bosco alimentare, la pacciamatura a strati, la prima piantumazione di 50 alberi e arbusti negli spazi verdi che circondano il Fienile di Baura e la Casa Famiglia gestiti dalla Cooperativa Integrazione Lavoro, il tutto con la supervisione e l’accompagnamento dei facilitatori.

“Siamo qui a Baura perché l’area che ci ha offerto la coop Integrazione Lavoro è abbastanza estesa, adatta per la realizzazione del bosco alimentare. Ma oltre alla qualità del suolo ci piaceva anche l’idea di fornire l’opportunità a questa associazione di piantare degli alberi da frutto che potranno servire come autofinanziamento, per produrre confetture, composte o vendita di ortaggi, generando un piccolo ritorno economico e impegnando in alcune attività gli ospiti della Casa Famiglia. E’ una bellissima forma di collaborazione tra amministrazione comunale, cittadinanza e strutture occupate nel sociale”.

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John Button e i volontari del progetto Foresta Giardino

Laura Bonati, del Centro di educazione alla sostenibilità “Idea”, ci accoglie mentre i volontari sono già all’opera, guidati da Francesca Simonetti e John Button che per tutta la durata del progetto li hanno seguiti e formati, insegnando loro le tecniche della permacultura. “La permacultura è una tecnica particolare – ci spiega Francesca Simonetti – nata più di quarant’anni fa in Australia, in risposta al degrado ambientale che l’agricoltura tradizionale stava causando in un territorio antichissimo, che si stava distruggendo anche a causa degli eccessi d’erosione del suolo e delle calamità. La permacultura è un metodo di progettazione integrato ed inclusivo usato per creare sistemi ecologicamente sostenibili, attraverso il riconoscimento e l’impiego armonizzato degli elementi naturali, allo scopo di creare relazioni positive tra essi e i bisogni delle persone, oltre a garantire la massima produttività. Le fondamenta della permacultura si trovano nell’ecologia applicata, ovvero nelle relazioni tra elementi dell’ecosistema, che mio marito ama definire un ‘matrimonio tra genti e luoghi’. La foresta commestibile, o giardino, è strutturata in modo da mantenere nel tempo un giovane bosco che permetta alla luce di entrare sempre tra i rami, per permettere agli alberi da frutto di crescere e dare prodotti”.

Per poter realizzare queste attività il Centro Idea del Comune di Ferrara ha partecipato nel 2013 al Bando Città Civili dell’Emilia Romagna, mirato a finanziare azioni di cittadinanza attiva a sostegno della cura dei beni comuni e della partecipazione dei cittadini alla gestione degli spazi pubblici. Il Bando ha dato l’opportunità di accogliere le sollecitazioni di un gruppo di cittadini che erano interessati a curare in modo condiviso aree verdi pubbliche. La Coop Sociale Integrazione Lavoro di Ferrara era un partner veramente appropriato e indispensabile alla realizzazione del progetto .

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Laura Bonati e Francesca Simonetti controllano il terreno

“La possibilità data dalla Regione ci ha permesso di realizzare un progetto sperimentale sulla permacultura, individuando formatori con una professionalità riconosciuta a livello internazionale, che ci hanno sempre seguito nella formazione e nell’attività. Prima di arrivare alla realizzazione del Bosco Alimentare, infatti, i cittadini hanno partecipato a momenti formativi e lavorato alla progettazione del Bosco. L’organizzazione è stata complessa e articolata, abbiamo imparato tutti strada facendo, ma con la convinzione di raggiungere gli obiettivi del progetto. La crescente attenzione manifestata dai cittadini in questi anni a favore della cura del bene comune e il diffuso desiderio di poter coltivare in modo più naturale e sostenibile, hanno portato a una partecipazione attiva e costante al progetto, come dimostra il fatto di essere tutti insieme qui oggi, nonostante il brutto tempo”.

 

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Un volontario al lavoro
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Una volontaria al lavoro

Isabella, una giovane torinese arrivata a Baura per lavorare attivamente a questo progetto, dice: “Ho saputo che c’era la possibilità di seguire una formazione con insegnanti esperti, cosa che in Italia non è ancora tanto frequente. Sono venuta per partecipare al progetto in questi due giorni e, compatibilmente con la distanza, mi piacerebbe continuare, anche perché è la prima che vedo realizzare un progetto del genere in completa autonomia e in collaborazione con un’istituzione pubblica”.

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Malerbe e pacciamatura

E’ stato fatto molto, ma tanto è ancora da fare. Francesca Simonetti mostra il terreno preparato a novembre, quello con il pacciamante,(copertura fatta di diversi strati tra cui cartone, letame e paglia, utile per eliminare le cosiddette malerbe) di febbraio e ci spiega quanto ancora vorrebbero realizzare. “Questa è una prima porzione del progetto globale, che dovrebbe estendersi e comprendere anche un prato fiorito, un piccolo laghetto, e un’altra porzione di bosco alimentare per il quale stiamo preparando il terreno. Per continuare e concludere il progetto servono altri fondi, oltre alla partecipazione attiva della cittadinanza”.

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John spiega le tecniche della permacultura

John si avvicina ai volontari, li guarda lavorare e ripete di non dar acqua agli arbusti appena piantati e spiega: “Il Forest Gardner è diverso dal frutteto, che è una piantumazione di alberi singoli. Ma noi non piantiamo singoli arbusti, vogliamo creare un bosco, così come avviene in natura, per far sì che le radici si intreccino sotto terra. Il tempo di crescita varia dal clima in cui si realizza il progetto: dove fa molto caldo possono volerci anche pochi mesi, qui ci vorrà probabilmente più di un anno”.
La permacultura segue regole specifiche, è come eseguire una coreografia di gruppo, in cui ogni singolo passo potrà fare la differenza per il risultato finale, per cui ci sarà da attendere ancora un po’.

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Una pianta di ginestra e sulla sfondo la casa famiglia di Baura

“Ciò che ci ha spinto a scegliere questo posto – dice Renzo – è la presenza di una realtà istituzionale già viva, la casa famiglia, in cui c’è attenzione verso la natura, come si nota dalla presenza della serra e dell’orto. Il nostro progetto si inserisce molto bene con questa realtà, in quanto integra e arricchisce le attività già presenti, diventando un’ulteriore opportunità futura per gli utenti della cooperativa. Il gruppo è nato da un corso fatto un anno fa, ci siamo conosciuti e ci siamo dati degli obiettivi. Volevamo un progetto concreto, poter progettare, realizzare e coltivare un bosco alimentare, e abbiamo avuto la possibilità di usare questo spazio. Ci siamo resi conto, però, della complessità e della lunghezza dei tempi del progetto: servirà più tempo rispetto al previsto e altre forze in campo. Per questo siamo aperti a chiunque voglia collaborare con noi: chi lo desidera può scrivere a idea@comune.fe.it. Ci piacerebbe molto trasmettere ad altre persone quello che abbiamo imparato, per poter realizzare il progetto nella sua totalità e veder trasformato tutto questo prato in una Foresta Giardino”.

Per approfondire l’argomento: Breve introduzione alla permacultura di Francesca Simonetti [vedi].

Galleria fotografica, clicca le immagini per ingrandirle.

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Periscopio
Dai primi giorni di febbraio, in cima al “vecchio” ferraraitalia, vedete la testata periscopio, il nuovo nome del giornale. Nelle prossime settimane, nel sito troverete forse un po’ di confusione; infatti, per restare online, i nostri “lavori in corso” saranno alla luce del sole, visibili da tutti i lettori: piccoli e grandi cambiamenti, prove di colore, esperimenti e nuove idee grafiche. Cambiare nome e forma, è un lavoro delicato e complicato. Vi chiediamo perciò un po’ di pazienza. Solo a marzo (vi faremo sapere il giorno e l’ora) sarà pronta la nuova piattaforma e vedrete un giornale completamente rinnovato. Non per questo buttiamo via le cose che abbiamo imparato e scritto in questi anni. Non perdiamo il contatto con la nostra Ferrara: nella home di periscopio continuerà a vivere il nome ferraraitalia e i contenuti locali continueranno a essere implementati. Il grande archivio di articoli pubblicati nel corso degli anni sarà completamente consultabile sul nuovo quotidiano. In redazione abbiamo valutato tanti nomi prima di scegliere la testata “periscopio”: un occhio che cerca di guardare oltre il conformismo e la confusione mediatica in cui tutti siamo immersi. Con l’intenzione di diventare uno spazio ancora più visibile, una voce più forte e diffusa. Una proposta informativa sempre più qualificata, alternativa ai media mainstream e alla folla indistinta dei social media.Un giornale libero, senza padrini e padroni, di proprietà dei suoi redattori, collaboratori, lettori, sostenitori. Nei prossimi giorni i nostri collaboratori, i lettori più fedeli, le amiche e gli amici, riceveranno una mail molto importante.Contiene una proposta concreta per diventare insieme a noi protagonisti di questa nuova avventura. Versando una quota (anche modesta) e diventando comproprietari di periscopio, oppure partecipando all’impresa come lettori sostenitori. Intanto periscopio ha incominciato a scrutare… oltre il filo dell’orizzonte, o almeno un po’ più in là dal nostro naso. Buona navigazione a tutti.

Chi non ha ricevuto la mail e/o volesse chiedere informazioni sul nuovo progetto editoriale, può scrivere a: direttore@ferraraitalia.it

L’autore

Chiara Ricchiuti

Chiara Ricchiuti

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