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Da: Gruppo consiliare G.O.L.

PREMESSO
che il Bailey è una tipologia di ponte, d’origine militare, che prende il nome dal suo ideatore:
l’ingegnere britannico Donald Bailey; esso è realizzato con elementi modulari, in genere travi
reticolari in acciaio ed impalcati con assi di legno;
APPURATO
che l’Amministrazione comunale ha ritenuto opportuno realizzare a Cocomaro su via Golena
un nuovo ponte Bailey, costituito da un impalcato metallico avente una distanza tra gli appoggi di
36,57 metri e carreggiata larga 3,67 metri;
ACCERTATO
che l’Amministrazione comunale di Baricella, alcuni anni ha realizzato, attraverso la ditta
Imece srl di Bologna, sul fiume Reno a Passo Segni, un ponte Bailey composto da tre campate di
lunghezza totale di 80 m., in cui si è mantenuto l’originale piano di calpestio in legno. L’opera è
costata all’ente 200 mila euro, mentre quello in costruzione a Cocomaro avrà un costo complessivo
di circa 298 mila euro;
PERPLESSITA’
che il ponte in costruzione a Ferrara, 43 metri più corto del Bailey realizzato nel comune di
Baricella (BO) a Passo Segni sul fiume Reno tra le Provincie di Ferrara e Bologna sia lungo meno
della metà rispetto agli 80 metri del ponte sul Reno e venga a costare il (298-200)*100/200 = 49 %
in più dei 200 mila euro spesi dal comune di Baricella;
VALUTATO
che il ponte ferrarese possa aver subito un degrado addizionale a causa degli interventi
sbagliati effettuati dall’amministrazione, come i dossi di rallentamento posti sul ponte e la
sostituzione dell’impalcato originale in legno con quello metallico. Infatti i dossi sul ponte
causavano aumento di vibrazioni sussultorie sottoponendo l’acciaio a stress per fatica non previsto
in sede progettuale, così come il grigliato in acciaio che, a differenza dell’assito, trasmetteva alla
struttura carichi orizzontali sulle spalle non previsti originariamente;
CIO’ PREMESSO
Il sottoscritto INTERPELLA il Sig. Sindaco e per esso l’Assessore delegato per sapere:
– perché e chi ha proposto (assessore o dirigente comunale) di adottare sul ponte interventi
sbagliati quali l’installazione dei dossi e del relativo grigliato metallico rendendolo inservibile la
struttura nel giro di pochissimo tempo;
– perché invece di sorteggiare aziende “a caso” non si é operato in modo che, alla gara per la
ricostruzione del ponte, partecipasse anche la ditta Imece srl di Bologna che aveva già effettuato dei
lavori similari a regola d’arte e a prezzi molto inferiori a quelli che pagherà l’amministrazione
ferrarese;
– quali siano tutti gli interventi effettuati sul ponte Bailey di via Golena dal 2014 a tutt’oggi
ed i relativi responsabili di procedimento;
– se ritiene corretto che gli almeno 98 mila euro in più pagati dal Comune di Ferrara per
costruire un ponte più piccolo di quello costruito il comune di Baricella vengano addebitati alle
figure politiche e tecniche responsabili della gestione.

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Riceviamo e pubblichiamo


Ogni giorno politici, sociologi economisti citano un fantomatico “Paese Reale”. Per loro è una cosa che conta poco o niente, che corrisponde al “piano terra”, alla massa, alla gente comune. Così il Paese Reale è solo nebbia mediatica, un’entità demografica a cui rivolgersi in tempo di elezioni.
Ma di cosa e di chi è fatto veramente il Paese Reale? Se ci pensi un attimo, il Paese Reale siamo Noi, siamo Noi presi Uno a Uno.  L’artista polesano Piermaria Romani  si è messo in strada e ha pensato a una specie di censimento. Ha incontrato di persona e illustrato il Paese Reale. Centinaia di ritratti e centinaia di storie.
(Cliccare sul ritratto e ingrandire l’immagine per leggere il testo)

PAESE REALE

di Piermaria Romani

 

Caro lettore

Dopo molti mesi di pensieri, ripensamenti, idee luminose e amletici dubbi, quello che vi trovate sotto gli occhi è il Nuovo Periscopio. Molto, forse troppo ardito, colorato, anticonvenzionale, diverso da tutti gli altri media in circolazione, in edicola o sul web.

Se già frequentate  queste pagine, se vi piace o almeno vi incuriosisce Periscopio, la sua nuova veste grafica e i nuovi contenuti vi faranno saltare di gioia. Non esiste in natura un quotidiano online con il coraggio e/o l’incoscienza di criticare e capovolgere l’impostazione classica di questo “il giornale” un’idea (geniale) nata 270 anni fa, ma che ha introdotto  dei codici precisi rimasti quasi inalterati. Nemmeno la rivoluzione digitale, la democrazia informava, la nascita della Rete, l’esplosione dei social media, hanno cambiato di molto le testate giornalistiche, il loro ordine, la loro noia.

Tanto che qualcuno si è chiesto se ancora servono, se hanno ancora un ruolo e un senso i quotidiani.  Arrivano sempre “dopo la notizia”, mettono tutti lo stesso titolo in prima pagina, seguono diligentemente il pensiero unico e il potente di turno, ricalcano in fotocopia le solite sezioni interne: politica interna, esteri, cronaca, economia, sport…. Anche le parole sembrano piene di polvere, perché il linguaggio giornalistico, invece di arricchirsi, si è impoverito.  Il vocabolario dei quotidiani registra e riproduce quello del sottobosco politico e della chiacchiera televisiva, oppure insegue inutilmente la grande nuvola confusa del web.

Periscopio propone un nuovo modo di essere giornale, di fare informazione. di accostare Alto e Basso, di rapportarsi al proprio pubblico. Rompe compartimenti stagni delle sezioni tradizionali di quotidiani. Accoglie e dà riconosce uguale dignità a tutti i generi e tutti linguaggi: così in primo piano ci può essere una notizia, un commento, ma anche una poesia o una vignetta.  Abbandona la rincorsa allo scoop, all’intervista esclusiva, alla firma illustre, proponendo quella che abbiamo chiamato “informazione verticale”: entrare cioè nelle  “cose che accadono fuori e dentro di noi”, denunciare Il Vecchio che resiste e raccontare Il Nuovo che germoglia, stare dalla parte dei diritti e denunciare la diseguaglianza che cresce in Italia e nel mondo. .

Con il quotidiano di ieri, così si diceva, oggi ci si incarta il pesce. Non Periscopio, la sua “informazione verticale” non invecchia mai e dal nostro archivio di quasi 50.000 articoli (disponibile gratuitamente) si pescano continuamente contenuti utili per integrare le ultime notizie uscite. Non troverete mai, come succede in quasi tutti i quotidiani on line,  le prime tre righe dell’articolo in chiaro… e una piccola tassa per poter leggere tutto il resto.

Sembra una frase retorica ma non lo è: “Periscopio è un giornale senza padrini e senza padroni”. Siamo orgogliosamente antifascisti, pacifisti, nonviolenti, femministi, ambientalisti. Crediamo nella Sinistra (anche se la Sinistra non crede più a se stessa), ma non apparteniamo a nessuna casa politica, non fiancheggiamo nessun partito e nessun leader. Anzi, diffidiamo dei leader e dei capipopolo, perfino degli eroi. Non ci piacciono i muri, quelli materiali come  quelli immateriali, frutto del pregiudizio e dell’egoismo. Ci piace “il popolo” (quello scritto in Costituzione) e vorremmo cancellare “la nazione”, premessa di ogni guerra e  di ogni violenza.

Periscopio è quindi un giornale popolare, non nazionalpopolare. Un quotidiano “generalista”,  scritto per essere letto da tutti (“quelli che hanno letto milioni di libri o che non sanno nemmeno parlare” F. De Gregori), da tutti quelli che coltivano la curiosità, e non dalle elites, dai circoli degli addetti ai lavori, dagli intellettuali del vuoto e della chiacchiera.

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