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da: ufficio stampa Cna Ferrara

In occasione del 70°anniversario dell’Associazione, bando riservato ai finalisti delle precedenti edizioni. Gli abiti sfileranno in passerella il 3 settembre a La Moda in Castello

Moda e tecnologie d’avanguardia, creatività e innovazione uniti alla migliore tradizione del made in Italy. Una scommessa impegnativa, che Cna Federmoda, in collaborazione con l’impresa Tryeco 2.0 di Ferrara, ha voluto affidare alle nuove generazioni attraverso l’edizione speciale del Concorso per giovani stilisti, dal titolo “3 D fashion and digital manufactoring”, i cui vincitori sono stati proclamati in questi giorni. Il primo premio di questo Bando straordinario, promosso dall’Associazione in occasione del proprio 70° anniversario e riservato ai finalisti delle passate edizioni del “La Moda in Castello siamo anche noi”, se lo è aggiudicato Elisabetta Bragaglia, 27 anni (vincitrice 2013 del Concorso Giovani stilisti), al secondo posto Pasquale Montoro (vincitore 2015), al terzo Valentina Minia (2014).
I tre primi classificati avranno l’opportunità di presentare i propri abiti d’avanguardia alla sfilata de “La Moda in Castello”, in programma il prossimo 3 settembre a Ferrara. Inoltre, il Bando prevede l’opportunità di partecipare al Meeting dedicato alla creatività, alla ricerca e alla formazione dei giovani stilisti, collegato alla prestigiosa manifestazione Riccione Moda Italia,
L’iniziativa prende le mosse dall’idea, lanciata dall’impresa Tryeco 2.0 di Ferrara, che da anni si occupa di tecnologie 3D, di utilizzare in modo creativo materiali d’avanguardia ecocompatibili, derivanti dal riciclaggio di materie plastiche, nel processo creativo della progettazione di abiti di alta moda e pret a porter. La proposta è stata raccolta da Cna che, oltre a vantare la presenza di imprese associate di grande competenza e valore nel settore della moda, ha teso, in questi anni, a promuovere l’incontro tra questo mondo produttivo di eccellenza artigianale con la creatività delle nuove generazioni.
I modelli dei tre vincitori, caratterizzati dalla combinazione inedita tra tessuti e componenti in materiale plastico realizzati tramite stampa tridimensionale, saranno del tutto unici e irripetibili. Gli abiti, che sfileranno il 3 settembre sulla passerella Cna di piazza Castello, saranno confezionati (gratuitamente) dalle imprese Laura Mode di Laura Vallieri e Confezioni Grazia di Maria Grazia Zapparoli, mentre le creazioni in 3D saranno a cura di Tryeco 2.0.
“Abbiamo puntato fortemente su questo progetto – commenta Maria Grazia Zapparoli, presidente provinciale di Cna Federmoda – perché crediamo che la propensione innovativa dei giovani sia in grado di utilizzare al meglio la sfida lanciata dalle tecnologie digitali, affinché queste ultime possano costituire una nuova opportunità di lavoro per la stessa imprenditoria del comparto moda, del quale tanti esempi d’eccellenza abbiamo tra le aziende della nostra provincia”.
“Siamo convinti che la stampa 3D possa rappresentare una strada nuova e importante per la moda italiana – aggiunge, infatti, Matteo Fabbri, di Tryeco 2.0 e presidente dei Giovani imprenditori Cna – sia per le caratteristiche stesse di questa tecnologia, sia per i materiali impiegati. Crediamo molto nei giovani e nella loro creatività. E i vincitori di questo Concorso speciale hanno dimostrato che le idee e i talenti non mancano”.

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CNA FERRARA


Ogni giorno politici, sociologi economisti citano un fantomatico “Paese Reale”. Per loro è una cosa che conta poco o niente, che corrisponde al “piano terra”, alla massa, alla gente comune. Così il Paese Reale è solo nebbia mediatica, un’entità demografica a cui rivolgersi in tempo di elezioni.
Ma di cosa e di chi è fatto veramente il Paese Reale? Se ci pensi un attimo, il Paese Reale siamo Noi, siamo Noi presi Uno a Uno.  L’artista polesano Piermaria Romani  si è messo in strada e ha pensato a una specie di censimento. Ha incontrato di persona e illustrato il Paese Reale. Centinaia di ritratti e centinaia di storie.
(Cliccare sul ritratto e ingrandire l’immagine per leggere il testo)

PAESE REALE

di Piermaria Romani

 

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Dopo molti mesi di pensieri, ripensamenti, idee luminose e amletici dubbi, quello che vi trovate sotto gli occhi è il Nuovo Periscopio. Molto, forse troppo ardito, colorato, anticonvenzionale, diverso da tutti gli altri media in circolazione, in edicola o sul web.

Se già frequentate  queste pagine, se vi piace o almeno vi incuriosisce Periscopio, la sua nuova veste grafica e i nuovi contenuti vi faranno saltare di gioia. Non esiste in natura un quotidiano online con il coraggio e/o l’incoscienza di criticare e capovolgere l’impostazione classica di questo “il giornale” un’idea (geniale) nata 270 anni fa, ma che ha introdotto  dei codici precisi rimasti quasi inalterati. Nemmeno la rivoluzione digitale, la democrazia informava, la nascita della Rete, l’esplosione dei social media, hanno cambiato di molto le testate giornalistiche, il loro ordine, la loro noia.

Tanto che qualcuno si è chiesto se ancora servono, se hanno ancora un ruolo e un senso i quotidiani.  Arrivano sempre “dopo la notizia”, mettono tutti lo stesso titolo in prima pagina, seguono diligentemente il pensiero unico e il potente di turno, ricalcano in fotocopia le solite sezioni interne: politica interna, esteri, cronaca, economia, sport…. Anche le parole sembrano piene di polvere, perché il linguaggio giornalistico, invece di arricchirsi, si è impoverito.  Il vocabolario dei quotidiani registra e riproduce quello del sottobosco politico e della chiacchiera televisiva, oppure insegue inutilmente la grande nuvola confusa del web.

Periscopio propone un nuovo modo di essere giornale, di fare informazione. di accostare Alto e Basso, di rapportarsi al proprio pubblico. Rompe compartimenti stagni delle sezioni tradizionali di quotidiani. Accoglie e dà riconosce uguale dignità a tutti i generi e tutti linguaggi: così in primo piano ci può essere una notizia, un commento, ma anche una poesia o una vignetta.  Abbandona la rincorsa allo scoop, all’intervista esclusiva, alla firma illustre, proponendo quella che abbiamo chiamato “informazione verticale”: entrare cioè nelle  “cose che accadono fuori e dentro di noi”, denunciare Il Vecchio che resiste e raccontare Il Nuovo che germoglia, stare dalla parte dei diritti e denunciare la diseguaglianza che cresce in Italia e nel mondo. .

Con il quotidiano di ieri, così si diceva, oggi ci si incarta il pesce. Non Periscopio, la sua “informazione verticale” non invecchia mai e dal nostro archivio di quasi 50.000 articoli (disponibile gratuitamente) si pescano continuamente contenuti utili per integrare le ultime notizie uscite. Non troverete mai, come succede in quasi tutti i quotidiani on line,  le prime tre righe dell’articolo in chiaro… e una piccola tassa per poter leggere tutto il resto.

Sembra una frase retorica ma non lo è: “Periscopio è un giornale senza padrini e senza padroni”. Siamo orgogliosamente antifascisti, pacifisti, nonviolenti, femministi, ambientalisti. Crediamo nella Sinistra (anche se la Sinistra non crede più a se stessa), ma non apparteniamo a nessuna casa politica, non fiancheggiamo nessun partito e nessun leader. Anzi, diffidiamo dei leader e dei capipopolo, perfino degli eroi. Non ci piacciono i muri, quelli materiali come  quelli immateriali, frutto del pregiudizio e dell’egoismo. Ci piace “il popolo” (quello scritto in Costituzione) e vorremmo cancellare “la nazione”, premessa di ogni guerra e  di ogni violenza.

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