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da: Ferrara Baseball

La squadra estense crolla con Badia Polesine, poi si arrende a Padova . Il podio resta un risultato storico, ma la finale era ad un passo… Squarzanti : « Il nostro progetto va avanti »

La Lega Amatoriale Baseball 2015 si è conclusa domenica 20 settembre, nell’ospitale cornice dello stadio di Conegliano, confermando campione il Padova 88 e incoronando al secondo posto i sorprendenti Drunkballs di Badia Polesine. Arriva dunque il bis della corazzata patavina, in testa ai pronostici dall’inizio di un campionato vissuto da protagonisti indiscussi (battuti appena tre volte tra regular season, playoff ed esibizioni amichevoli); ricco di implicazioni – sportive ed emotive – il successo dei polesani, così fortemente legati al proprio sogno da renderlo possibile passando in pochi mesi dagli ultimi posti in classifica alla finale contro i primi della classe : un argento, quello dei Drunkballs, che viste le differenze di pesi e misure vale l’oro e, anche dopo una finale a senso unico, un meritato applauso.
Si iscrive all’albo d’oro della competizione anche il Ferrara Baseball, che a queste finali era entrato da testa di serie eliminando Mirano e Venezia ; ma che all’ultimo ballo, dopo tante aspettative si azzoppa malamente, finendo a fare tappezzeria mentre gli altri giganteggiano. Sembrava pronta, l’armata del Duca, ad un giorno di festa senza precedenti : e la festa sembrava iniziata, alla fine del secondo inning di semifinale contro Badia, quando i ragazzi del Castello veleggiavano tranquilli sui 6-1. La difesa mostrava i denti, l’attacco sembrava lucido e convinto, e la finale – obiettivo nuovo, inconfessato, ma tanto vicino che si poteva accarezzarlo – sembrava ad un passo. Poi l’inesorabile tracollo, ancora una volta, in una riedizione dei peggiori incubi di un passato mai sepolto nè esorcizzato: in una giornata caratterizzata anche dalla scarsa incisività sul monte dei propri pitchers titolari (troppe altre volte eroi di giornata, non è mica sempre Natale) gli estensi finiscono per impiccarsi lentamente ai propri stessi, soliti errori: in due inning arriva il parziale avversario di 6-0, mortifero, e brava Badia a crederci e cercarlo, ma di là si spremono vaccate degne dei film di Ridolini ; lanci da un metro sparacchiati in aria, assurde assistenze casa-seconda con l’uomo in terza, controlli rivedibili balbettati in diamante, corridori lenti o distratti piccionati sulle basi. L’effimero pareggio estense (su bella corsa di Rotondo) regala l’illusione dell’extra-inning, ma Ferrara non segna più, lasciando al piatto i suoi uomini statisticamente più tosti, mentre di là fanno il pieno : finisce12-7 per Badia, e un Duca ridotto in miseria si trova costretto a sperare nel ripescaggio, ovvero un’improbabile vittoria proprio su Padova. Impresa ostica da subito, perché la banda del Motovelodromo ritorna in campo ormai stravolta, prosciugata, completamente priva di energie fisiche e mentali, praticamente cedendo le armi dall’inizio ai temuti avversari, troppo stanca per proseguire il proprio cammino. Date le premesse non finisce neanche troppo male : 13-2 per i biancoblu, contenuti come si può dalle poche riserve di ossigeno e idee estensi, su tutti le prestazioni dei generosi Gentili e P. Tura, quest’ultimo curiosamente all’esordio stagionale proprio come closer del match.
La misura di un bicchiere, si sa, sta nell’interpretazione del bevitore, e lo stesso dicasi per la qualità del suo contenuto. Per alcuni, mentre gli altri alzano calici di prosecco, il risultato di ieri resta una brocca d’acqua di pompa. Di diverso avviso il Presidente Bibi Squarzanti , secondo cui « Il progetto Baseball Ferrara va avanti. Oggi abbiamo colto comunque un bel risultato : nel primo anno di attività, la nostra associazione ha raccolto piazzamenti sia tra le giovanili che con la squadra adulti» ; dello stesso avviso il tesoriere Tura, secondo cui « Se l’obiettivo iniziale era migliorare il piazzamento dello scorso campionato, allora missione compiuta ». Un finale che deve per lo meno rappresentare un punto di partenza per il prossimo futuro, per una Società che quest’anno ha vissuto importanti cambiamenti ed ha cercato di progredire come struttura e progetti, e che confida nel prosieguo del buon rapporto con le Istituzioni perchè questi prendano corpo. In un futuro, comunque, da costruire con attenzione.

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Riceviamo e pubblichiamo


Ogni giorno politici, sociologi economisti citano un fantomatico “Paese Reale”. Per loro è una cosa che conta poco o niente, che corrisponde al “piano terra”, alla massa, alla gente comune. Così il Paese Reale è solo nebbia mediatica, un’entità demografica a cui rivolgersi in tempo di elezioni.
Ma di cosa e di chi è fatto veramente il Paese Reale? Se ci pensi un attimo, il Paese Reale siamo Noi, siamo Noi presi Uno a Uno.  L’artista polesano Piermaria Romani  si è messo in strada e ha pensato a una specie di censimento. Ha incontrato di persona e illustrato il Paese Reale. Centinaia di ritratti e centinaia di storie.
(Cliccare sul ritratto e ingrandire l’immagine per leggere il testo)

PAESE REALE

di Piermaria Romani

 

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Tanto che qualcuno si è chiesto se  i giornali ancora servono, se hanno ancora un ruolo e un senso i quotidiani.  Arrivano sempre “dopo la notizia”, mettono tutti lo stesso titolo in prima pagina, seguono diligentemente il pensiero unico e il potente di turno, ricalcano in fotocopia le solite sezioni interne: politica interna, esteri, cronaca, economia, sport… Anche le parole sembrano piene di polvere, perché il linguaggio giornalistico, invece di arricchirsi, si è impoverito.  Il vocabolario dei quotidiani registra e riproduce quello del sottobosco politico e della chiacchiera televisiva, oppure insegue inutilmente la grande nuvola confusa del web.

Periscopio propone un nuovo modo di essere giornale, di fare informazione. di accostare Alto e Basso, di rapportarsi al proprio pubblico. Rompe compartimenti stagni delle sezioni tradizionali di quotidiani. Accoglie e riconosce uguale dignità a tutti i generi e a tutti linguaggi: così in primo piano ci può essere una notizia, un commento, ma anche una poesia o una vignetta.  Abbandona la rincorsa allo scoop, all’intervista esclusiva, alla firma illustre, proponendo quella che abbiamo chiamato “informazione verticale”: entrare cioè nelle  “cose che accadono fuori e dentro di noi”, denunciare Il Vecchio che resiste e raccontare Il Nuovo che germoglia; stare dalla parte dei diritti e denunciare la diseguaglianza che cresce in Italia e nel mondo. Insomma: un giornale non rivolto a questo o a quel salotto, ma realmente al servizio della comunità.

Con il quotidiano di ieri – così si diceva – oggi “ci si incarta il pesce”. Non Periscopio, la sua “informazione verticale” non invecchia mai e dal nostro archivio di  50.000 articoli (disponibile gratuitamente) si pescano continuamente contenuti utili per integrare le ultime notizie uscite. Non troverete mai, come succede in quasi tutti i quotidiani on line,  le prime tre righe dell’articolo in chiaro… e una piccola tassa per poter leggere tutto il resto.

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