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C’è tempo fino a venerdì 10 novembre per iscriversi al Corso di laurea magistrale interateneo in Innovation Design, nato proprio quest’anno dalla partnership tra Unife – Università di Ferrara (sede amministrativa) e Unimore – Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia. Un’opportunità formativa di alta specializzazione nell’area del design, riservata a 40 studenti, che insegna ad integrare la cultura umanistica del design thinking con le metodologie di ricerca che provengono dall’approccio ingegneristico. I contenuti del corso, completamente in lingua inglese, fanno riferimento a quattro aree tematiche: “Innovation design for human needs” (competenze, metodi e strumenti per lo sviluppo di progetti di design innovativi e basati sulle esigenze delle persone), “Innovation engineering” (competenze, metodi e strumenti per lo sviluppo di soluzioni tecnologiche e processi realizzativi che permettano la concreta fattibilità e sostenibilità di prodotti e servizi innovativi), “Innovation management” (competenze, metodi e strumenti per l’analisi di scenario e di mercato, per la definizione di strategie e la gestione del progetto di prodotti e servizi innovativi) e “Sintesi” ( metodologie tecniche e strategie per l’applicazione sinergica delle competenze e degli strumenti appresi nel corso di studio nello sviluppo del progetto che costituisce il lavoro di tesi finale).

“Il fine ultimo dell’innovazione non è solo la produzione di profitto o la leadership di mercato, ma più di tutto il fronteggiare sfide sociali – spiega il prof. Giuseppe Mincolelli, coordinatore del progetto -. I designer del futuro dovranno affrontare sfide quali l’accessibilità, la sostenibilità, l’innovazione sociale, l’inclusione, la salute e il benessere, la personalizzazione di prodotti e di servizi”. C’è un filo conduttore che lega il corso interateneo in Innovation Design alle due lauree magistrali di Muner – Motorvehicle University of Emilia Romagna, AAE – Advanced Automotive Engineering e AAEE – Advanced Automotive Electronic Engineering: l’approccio basato sul learning by doing. Gli insegnamenti sono strutturati come laboratori di progettazione che portano gli studenti a contatto con professionisti e aziende di respiro internazionale. “Le imprese credono fortemente nell’efficacia di queste metodologie e nelle sinergie che si stanno instaurando a livello regionale sulla formazione” – sottolinea il prof. Francesco Leali, presidente del Corso in Advanced Automotive Engineering. “Questa iniziativa, oltre ad avere una sua specifica identità nella formazione di specialisti del design industriale – aggiunge il Rettore di Unimore prof. Angelo O. Andrisano – rientra anche nell’ambito delle attività dell’Automotive Academy Unimore, la scuola di formazione che abbiamo inaugurato la scorsa primavera per integrare didattica innovativa, ricerca avanzata e applicazioni pratiche”.“L’obiettivo – conclude il prof. Giorgio Zauli, Rettore di Unife – è quello di migliorare l’efficienza e la qualità del processo di trasferimento di tecnologie e competenze al comparto produttivo, manifatturiero e dei servizi, come driver della competitività e dell’attrattività sullo scenario internazionale del sistema industriale, economico, sociale e culturale dell’Emilia Romagna”.

Il percorso, di durata biennale, prevede per il primo anno formazione metodologica e tecnica avanzata e per il secondo esperienze di progettazione avanzata in laboratori di progetto multidisciplinari, a contatto con industrie innovative. La didattica abbraccia molti dei nuovi campi del sapere destinati a rivoluzionare le attività umane nei prossimi anni: Digital transformation, Smart objects, Big data, Internet of things, Blockchain, Wearable technologies, 3D printing, Mechatronics, Augmented reality, Sharing economy, Interaction design e User experience. Per informazioni www.unife.it/architettura/lm.design

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UNIVERSITA’ DI FERRARA


PAESE REALE

di Piermaria Romani

PROVE TECNICHE DI IMPAGINAZIONE

Top Five del mese
I 5 articoli di Periscopio più letti negli ultimi 30 giorni

05.12.2023 – La manovra del governo Meloni toglie un altro pezzo a una Sanità Pubblica già in emergenza, ma lo sciopero di medici e infermieri non basterà a salvare il SSN

16.11.2023 – Lettera aperta: “L’invito a tacere del Sindaco di Ferrara al Vescovo sui Cpr è un atto grossolano e intollerabile”

04.12.2023 – Alla canna del gas: l’inganno mortale del “mercato libero”

14.11.2023 – Ferrara, la città dei fantasmi

07.12.2023 – Un altro miracolo italiano: San Giuliano ha salvato Venezia

La nostra Top five
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 5 articoli degli ultimi 30 giorni consigliati dalla redazione

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Pescando un pesce d’oro
5 titoli evergreen dall’archivio di 50.000 titoli  di Periscopio

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Caro lettore

Dopo molti mesi di pensieri, ripensamenti, idee luminose e amletici dubbi, quello che vi trovate sotto gli occhi è il Nuovo Periscopio. Molto, forse troppo ardito, colorato, anticonvenzionale, diverso da tutti gli altri media in circolazione, in edicola o sul web.

Se già frequentate  queste pagine, se vi piace o almeno vi incuriosisce Periscopio, la sua nuova veste grafica e i nuovi contenuti vi faranno saltare di gioia. Non esiste in natura un quotidiano online con il coraggio e/o l’incoscienza di criticare e capovolgere l’impostazione classica di questo “il giornale” un’idea (geniale) nata 270 anni fa, ma che ha introdotto  dei codici precisi rimasti quasi inalterati. Nemmeno la rivoluzione digitale, la democrazia informava, la nascita della Rete, l’esplosione dei social media, hanno cambiato di molto le testate giornalistiche, il loro ordine, la loro noia.

Tanto che qualcuno si è chiesto se ancora servono, se hanno ancora un ruolo e un senso i quotidiani.  Arrivano sempre “dopo la notizia”, mettono tutti lo stesso titolo in prima pagina, seguono diligentemente il pensiero unico e il potente di turno, ricalcano in fotocopia le solite sezioni interne: politica interna, esteri, cronaca, economia, sport…. Anche le parole sembrano piene di polvere, perché il linguaggio giornalistico, invece di arricchirsi, si è impoverito.  Il vocabolario dei quotidiani registra e riproduce quello del sottobosco politico e della chiacchiera televisiva, oppure insegue inutilmente la grande nuvola confusa del web.

Periscopio propone un nuovo modo di essere giornale, di fare informazione. di accostare Alto e Basso, di rapportarsi al proprio pubblico. Rompe compartimenti stagni delle sezioni tradizionali di quotidiani. Accoglie e dà riconosce uguale dignità a tutti i generi e tutti linguaggi: così in primo piano ci può essere una notizia, un commento, ma anche una poesia o una vignetta.  Abbandona la rincorsa allo scoop, all’intervista esclusiva, alla firma illustre, proponendo quella che abbiamo chiamato “informazione verticale”: entrare cioè nelle  “cose che accadono fuori e dentro di noi”, denunciare Il Vecchio che resiste e raccontare Il Nuovo che germoglia, stare dalla parte dei diritti e denunciare la diseguaglianza che cresce in Italia e nel mondo. .

Con il quotidiano di ieri, così si diceva, oggi ci si incarta il pesce. Non Periscopio, la sua “informazione verticale” non invecchia mai e dal nostro archivio di quasi 50.000 articoli (disponibile gratuitamente) si pescano continuamente contenuti utili per integrare le ultime notizie uscite. Non troverete mai, come succede in quasi tutti i quotidiani on line,  le prime tre righe dell’articolo in chiaro… e una piccola tassa per poter leggere tutto il resto.

Sembra una frase retorica ma non lo è: “Periscopio è un giornale senza padrini e senza padroni”. Siamo orgogliosamente antifascisti, pacifisti, nonviolenti, femministi, ambientalisti. Crediamo nella Sinistra (anche se la Sinistra non crede più a se stessa), ma non apparteniamo a nessuna casa politica, non fiancheggiamo nessun partito e nessun leader. Anzi, diffidiamo dei leader e dei capipopolo, perfino degli eroi. Non ci piacciono i muri, quelli materiali come  quelli immateriali, frutto del pregiudizio e dell’egoismo. Ci piace “il popolo” (quello scritto in Costituzione) e vorremmo cancellare “la nazione”, premessa di ogni guerra e  di ogni violenza.

Periscopio è quindi un giornale popolare, non nazionalpopolare. Un quotidiano “generalista”,  scritto per essere letto da tutti (“quelli che hanno letto milioni di libri o che non sanno nemmeno parlare” F. De Gregori), da tutti quelli che coltivano la curiosità, e non dalle elites, dai circoli degli addetti ai lavori, dagli intellettuali del vuoto e della chiacchiera.

Periscopio è  proprietà di un azionariato diffuso e partecipato, garanzia di una gestitone collettiva e democratica del quotidiano. Si finanzia, quindi vive, grazie ai liberi contributi dei suoi lettori amici e sostenitori. Accetta e ospita sponsor ed inserzionisti solo socialmente, eticamente e culturalmente meritevoli.

Nato quasi otto anni fa con il nome Ferraraitalia già con una vocazione glocal, oggi il quotidiano è diventato: Periscopio naviga già in mare aperto, rivolgendosi a un pubblico nazionale e non solo. Non ci dimentichiamo però di Ferrara, la città che ospita la redazione e dove ogni giorno si fabbrica il giornale. e Ferraraitalia continua a vivere dentro Periscopio all’interno di una sezione speciale, una parte importante del tutto. 
Oggi Periscopio ha oltre 320.000 lettori, ma vogliamo crescere e farsi conoscere. Dipenderà da chi lo scrive ma soprattutto da chi lo legge e lo condivide con chi ancora non lo conosce. Per una volta, stare nella stessa barca può essere una avventura affascinante.  Buona navigazione a tutti.

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Francesco Monini
direttore responsabile


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