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da: organizzatori

Il centro studi Dante Bighi, in collaborazione con il Comune di Copparo, è lieto di presentare Cowspiracy: The Sustainability Secret – un film di Kip Andersen e Keegan Kuhn, prodotto da Leonardo Di Caprio. Giovedì 23 giugno, gli spazi di Villa Bighi si aprono per una serata organizzata dietro la volontà di alcuni giovani del territorio attenti alle tematiche ambientali in un primo appuntamento di lancio verso una rassegna culturale green, in preparazione per l’autunno 2016.
Ad aprire la serata, un momento di scambio e convivialità con un aperitivo bio preparato grazie ai prodotti provenienti dall’agricoltura locale e a km 0, accompagnato da assaggi di birre artigianali, reso possibile grazia alla partecipazione dell’Azienda Agricola Maestri di Jolanda di Savoia e al Birrificio Vecchia Orsa di San Giovanni in Persiceto. A seguire, la proiezione dello scioccante docu-film Cowspiracy: The Sustainability Secret, con la volontà di mettere a tema e sollevare l’attenzione sui rapporti che legano il consumo di cibo ai problemi dell’inquinamento globale e dello sconvolgimento climatico.
Cowspiracy: The Sustainability Secret è un innovativo lungometraggio in cui un intrepido regista (Kip Andersen) svela l’industria più distruttiva del mondo contemporaneo, indagando a fondo come l’allevamento di animali sia la principale causa di deforestazione, consumo d’acqua, inquinamento e produzione di effetto serra, nonché della distruzione della foresta pluviale con la conseguente estinzione delle specie indigene e del loro habitat, dell’erosione del manto terrestre, delle cosiddette “zone morte” oceaniche e di ogni altra forma di malattia ambientale. Nonostante ciò, questa pratica va avanti senza che nessuno si opponga.
L’iniziativa si terrà a Villa Bighi, in via M. Carletti 110 a Copparo e avrà inizio con l’aperitivo, dalle ore 19:30, seguito dalla proiezione, prevista per le 21 circa. Ingresso a offerta libera fino a esaurimento posti.
NOTA SUGLI AUTORI:
Kip Andersen ha maturato una coscienza ambientalista dopo aver visto An Inconvenient Truth (USA 2006), iniziando a riciclare in modo fervido. Andersen era convinto di fare tutto il possibile per l’ambiente seguendo le linee guida delle organizzazioni ambientaliste internazionali ma la sua vita prese un’altra direzione quando scoprì che l’allevamento intensivo era la causa principale della distruzione ambientale.
Keegan Kuhn è un acclamato regista. Coinvolto da anni in movimenti che lottano per la giustizia sociale, aiuta le organizzazioni attraverso la realizzazione di video e film di alta qualità, spingendosi a girare pellicole dall’Alaska ai deserti dell’ovest americano, dalle comunità agricole rurali alle più recondite strade delle metropoli. Kuhn è spinto da un profondo desiderio di fare luce sulle storie mai raccontate e dimenticate dalla nostra società.

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Riceviamo e pubblichiamo


Ogni giorno politici, sociologi economisti citano un fantomatico “Paese Reale”. Per loro è una cosa che conta poco o niente, che corrisponde al “piano terra”, alla massa, alla gente comune. Così il Paese Reale è solo nebbia mediatica, un’entità demografica a cui rivolgersi in tempo di elezioni.
Ma di cosa e di chi è fatto veramente il Paese Reale? Se ci pensi un attimo, il Paese Reale siamo Noi, siamo Noi presi Uno a Uno.  L’artista polesano Piermaria Romani  si è messo in strada e ha pensato a una specie di censimento. Ha incontrato di persona e illustrato il Paese Reale. Centinaia di ritratti e centinaia di storie.
(Cliccare sul ritratto e ingrandire l’immagine per leggere il testo)

PAESE REALE

di Piermaria Romani

 

Caro lettore

Dopo molti mesi di pensieri, ripensamenti, idee luminose e amletici dubbi, quello che vi trovate sotto gli occhi è il Nuovo Periscopio. Molto, forse troppo ardito, colorato, anticonvenzionale, diverso da tutti gli altri media in circolazione, in edicola o sul web.

Se già frequentate  queste pagine, se vi piace o almeno vi incuriosisce Periscopio, la sua nuova veste grafica e i nuovi contenuti vi faranno saltare di gioia. Non esiste in natura un quotidiano online con il coraggio e/o l’incoscienza di criticare e capovolgere l’impostazione classica di questo “il giornale” un’idea (geniale) nata 270 anni fa, ma che ha introdotto  dei codici precisi rimasti quasi inalterati. Nemmeno la rivoluzione digitale, la democrazia informava, la nascita della Rete, l’esplosione dei social media, hanno cambiato di molto le testate giornalistiche, il loro ordine, la loro noia.

Tanto che qualcuno si è chiesto se ancora servono, se hanno ancora un ruolo e un senso i quotidiani.  Arrivano sempre “dopo la notizia”, mettono tutti lo stesso titolo in prima pagina, seguono diligentemente il pensiero unico e il potente di turno, ricalcano in fotocopia le solite sezioni interne: politica interna, esteri, cronaca, economia, sport…. Anche le parole sembrano piene di polvere, perché il linguaggio giornalistico, invece di arricchirsi, si è impoverito.  Il vocabolario dei quotidiani registra e riproduce quello del sottobosco politico e della chiacchiera televisiva, oppure insegue inutilmente la grande nuvola confusa del web.

Periscopio propone un nuovo modo di essere giornale, di fare informazione. di accostare Alto e Basso, di rapportarsi al proprio pubblico. Rompe compartimenti stagni delle sezioni tradizionali di quotidiani. Accoglie e dà riconosce uguale dignità a tutti i generi e tutti linguaggi: così in primo piano ci può essere una notizia, un commento, ma anche una poesia o una vignetta.  Abbandona la rincorsa allo scoop, all’intervista esclusiva, alla firma illustre, proponendo quella che abbiamo chiamato “informazione verticale”: entrare cioè nelle  “cose che accadono fuori e dentro di noi”, denunciare Il Vecchio che resiste e raccontare Il Nuovo che germoglia, stare dalla parte dei diritti e denunciare la diseguaglianza che cresce in Italia e nel mondo. .

Con il quotidiano di ieri, così si diceva, oggi ci si incarta il pesce. Non Periscopio, la sua “informazione verticale” non invecchia mai e dal nostro archivio di quasi 50.000 articoli (disponibile gratuitamente) si pescano continuamente contenuti utili per integrare le ultime notizie uscite. Non troverete mai, come succede in quasi tutti i quotidiani on line,  le prime tre righe dell’articolo in chiaro… e una piccola tassa per poter leggere tutto il resto.

Sembra una frase retorica ma non lo è: “Periscopio è un giornale senza padrini e senza padroni”. Siamo orgogliosamente antifascisti, pacifisti, nonviolenti, femministi, ambientalisti. Crediamo nella Sinistra (anche se la Sinistra non crede più a se stessa), ma non apparteniamo a nessuna casa politica, non fiancheggiamo nessun partito e nessun leader. Anzi, diffidiamo dei leader e dei capipopolo, perfino degli eroi. Non ci piacciono i muri, quelli materiali come  quelli immateriali, frutto del pregiudizio e dell’egoismo. Ci piace “il popolo” (quello scritto in Costituzione) e vorremmo cancellare “la nazione”, premessa di ogni guerra e  di ogni violenza.

Periscopio è quindi un giornale popolare, non nazionalpopolare. Un quotidiano “generalista”,  scritto per essere letto da tutti (“quelli che hanno letto milioni di libri o che non sanno nemmeno parlare” F. De Gregori), da tutti quelli che coltivano la curiosità, e non dalle elites, dai circoli degli addetti ai lavori, dagli intellettuali del vuoto e della chiacchiera.

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