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da: ufficio stampa Partito Democratico Emilia-Romagna

– Al Sig. Sindaco
– Al Sig. Presidente
del Consiglio Comunale

Oggetto: Interpellanza su avvelenamenti di animali da affezione

PREMESSO CHE

– Per mano vile di qualche delinquente è frequente l’abbandono di polpette contenenti veleno o oggetti atti offendere in maniera grave in caso di ingerimento (vetri, chiodi ecc.), anche in prossimità di aree di sgambamento cani
– Sono purtroppo frequenti i casi di avvelenamenti di animali da affezione nel territorio comunale e non solo
– Gli animali da affezione sono, specialmente per le persone sole ed anziane, di essenziale importanza sia per contrastare la solitudine che comunque come guardia per la casa (i cani)

CONSIDERATO CHE
– Avvelenare un animale è reato ai sensi deli articoli 544-bis e 544-ter del codice di procedura penale
– Il Regolamento Comunale sulla tutela degli animali (Approvato con delibera del Consiglio Comunale in data 24/11/2008 n. 11/66255/08) all’articolo 13 comma uno recita: “E’ severamente proibito a chiunque spargere o de positare in qualsiasi modo, e sotto qualsiasi forma, su tutto il territorio comunale, alimenti co ntaminati da sostanze velenose in luoghi ai quali possano accedere animali, escludendo le operazioni di derattizzazione, disinfestazione e diserbo, che devono essere eseguite con modalità tali da non interessare e nuocere in alcun modo ad altre specie animali.”
DATO ATTO CHE
– L’ordinanza del Ministero della Salute e delle Politiche sociali del 18 dicembre 2008 ha previsto l’attivazione in ogni Prefettura di un “Tavolo di coordinamento per la gestione degli interventi da effettuare e per il monitoraggio del fenomeno di esche e bocconi avvelenati”.
– La Prefettura di Ferrara, pertanto, ha provveduto alla costituzione del Tavolo tecnico, inserito tra le attività della Conferenza provinciale permanente, congiuntamente alla Regione Emilia-Romagna, che nel frattempo, ha emanato delle “Linee guida per la lotta agli avvelenamenti degli animali”
– L’attività del Tavolo si è incentrata su:
1. la mappatura delle segnalazioni;
2. la razionalizzazione nella raccolta dei dati;
3. la realizzazione di modalità operative comuni:
4. la formazione ed informazione in tema -alle Forze dell’Ordine, a i Veterinari, alla popolazione-;
5. la bonifica dei siti contaminati.

APPURATO CHE
– ECOUNIAMOCI tramite il portale http://www.ecouniamoci.it – Area Avvelenamenti, si rivolge al cittadino virtuoso, consentendogli di segnalare direttamente sulla mappa, l’eventuale ritrovamento di esche e/o bocconi potenzialmente avvelenati, nonché consultare la mappatura di episodi analoghi già risolti e/o in corso di accertamento.
– Il progetto nato dalla collaborazione tra l’Area Dipartimentale di Sanità Pubblica Veterinaria dell’Azienda U.S.L. di Ferrara e la Polizia Provinciale, vede il coinvolgimento dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Lombardia e dell’Emilia-Romagna, dell’Ordine dei Veterinari e di tutte le principali Forze dell’Ordine.
– Con la partecipazione del cittadino, questo progetto è uno strumento finalizzato alla tutela di quei beni preziosi rappresentati dagli animali e dall’ambiente in cui viviamo.

IL SOTTOSCRITTO CONSIGLIERE COMUNALE
INTERPELLA

il Sig. Sindaco e la Giunta per conoscere se l’Amministrazione intenda:
– Sollecitare maggiori controlli da parte della Polizia Municipale, in particolar modo in prossimità di aree attrezzate di sgambamento cani;
– Eventualmente periodicizzare questi controlli, in modo da avere un controllo il più possibile capillare del territorio
– Prevedere, di concerto con le forze dell’ordine, AUSL, Polizia Provinciale, Corpo Forestale dello Stato ed Ecouniamoci, tramite i veterinari del territorio, una capillare campagna di informazione alla cittadinanza, in modo da contrastare il più possibile il fenomeno

Il Consigliere Comunale
-Davide Bertolasi-

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Riceviamo e pubblichiamo


Ogni giorno politici, sociologi economisti citano un fantomatico “Paese Reale”. Per loro è una cosa che conta poco o niente, che corrisponde al “piano terra”, alla massa, alla gente comune. Così il Paese Reale è solo nebbia mediatica, un’entità demografica a cui rivolgersi in tempo di elezioni.
Ma di cosa e di chi è fatto veramente il Paese Reale? Se ci pensi un attimo, il Paese Reale siamo Noi, siamo Noi presi Uno a Uno.  L’artista polesano Piermaria Romani  si è messo in strada e ha pensato a una specie di censimento. Ha incontrato di persona e illustrato il Paese Reale. Centinaia di ritratti e centinaia di storie.
(Cliccare sul ritratto e ingrandire l’immagine per leggere il testo)

PAESE REALE

di Piermaria Romani

 

Cari lettori,

dopo molti mesi di pensieri, ripensamenti, idee luminose e amletici dubbi, quello che vi trovate sotto gli occhi è il Nuovo Periscopio. Molto, forse troppo ardito, colorato, anticonvenzionale, diverso da tutti gli altri media in circolazione, in edicola o sul web.

Se già frequentate  queste pagine, se vi piace o almeno vi incuriosisce Periscopio, la sua nuova veste grafica e i nuovi contenuti vi faranno saltare di gioia. Non esiste in natura un quotidiano online con il coraggio e/o l’incoscienza di criticare e capovolgere l’impostazione classica di questo “giornale” .

Tanto che qualcuno si è chiesto se  i giornali ancora servono, se hanno ancora un ruolo e un senso i quotidiani.  Arrivano sempre “dopo la notizia”, mettono tutti lo stesso titolo in prima pagina, seguono diligentemente il pensiero unico e il potente di turno, ricalcano in fotocopia le solite sezioni interne: politica interna, esteri, cronaca, economia, sport… Anche le parole sembrano piene di polvere, perché il linguaggio giornalistico, invece di arricchirsi, si è impoverito.  Il vocabolario dei quotidiani registra e riproduce quello del sottobosco politico e della chiacchiera televisiva, oppure insegue inutilmente la grande nuvola confusa del web.

Periscopio propone un nuovo modo di essere giornale, di fare informazione. di accostare Alto e Basso, di rapportarsi al proprio pubblico. Rompe compartimenti stagni delle sezioni tradizionali di quotidiani. Accoglie e riconosce uguale dignità a tutti i generi e a tutti linguaggi: così in primo piano ci può essere una notizia, un commento, ma anche una poesia o una vignetta.  Abbandona la rincorsa allo scoop, all’intervista esclusiva, alla firma illustre, proponendo quella che abbiamo chiamato “informazione verticale”: entrare cioè nelle  “cose che accadono fuori e dentro di noi”, denunciare Il Vecchio che resiste e raccontare Il Nuovo che germoglia; stare dalla parte dei diritti e denunciare la diseguaglianza che cresce in Italia e nel mondo. Insomma: un giornale non rivolto a questo o a quel salotto, ma realmente al servizio della comunità.

Con il quotidiano di ieri – così si diceva – oggi “ci si incarta il pesce”. Non Periscopio, la sua “informazione verticale” non invecchia mai e dal nostro archivio di  50.000 articoli (disponibile gratuitamente) si pescano continuamente contenuti utili per integrare le ultime notizie uscite. Non troverete mai, come succede in quasi tutti i quotidiani on line,  le prime tre righe dell’articolo in chiaro… e una piccola tassa per poter leggere tutto il resto.

Sembra una frase retorica ma non lo è: “Periscopio è un giornale senza padrini e senza padroni”. Siamo orgogliosamente antifascisti, pacifisti, nonviolenti, femministi, ambientalisti. Crediamo nella Sinistra (anche se la Sinistra non crede più a se stessa), ma non apparteniamo a nessuna casa politica, non fiancheggiamo nessun partito e nessun leader. Anzi, diffidiamo dei leader e dei capipopolo, perfino degli eroi. Non ci piacciono i muri, quelli materiali come  quelli immateriali, frutto del pregiudizio e dell’egoismo. Ci piace “il popolo” (quello scritto in Costituzione) e vorremmo cancellare “la nazione”, premessa di ogni guerra e di ogni violenza.

Periscopio è quindi un giornale popolare, non nazionalpopolare. Un quotidiano “generalista”,  scritto per essere letto da tutti (“quelli che hanno letto milioni di libri o che non sanno nemmeno parlare” F. De Gregori), da tutti quelli che coltivano la curiosità, e non dalle élite, dai circoli degli addetti ai lavori, dagli intellettuali del vuoto e della chiacchiera.

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