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Da: Ufficio Stampa CNA Ferrara

“L’impresa sia protagonista delle scelte di governo della città”.

“Non avanziamo richieste corporative, ma chiediamo che l’impresa sia protagonista delle scelte di governo della città: perché l’impresa è motore dello sviluppo non solo economico, ma anche sociale del territorio. Ferrara deve recuperare una propria identità di città delle arti e dei mestieri”.

E’ uno dei punti qualificanti della proposta avanzata da Cna – nelle parole del direttore provinciale Diego Benatti – al sindaco di Ferrara Alan Fabbri, nel corso dell’incontro svoltosi mercoledì sera presso la sede dell’associazione in Via Caldirolo.

“Ferrara ha bisogno di un laboratorio di idee che metta a confronto istituzioni pubbliche e associazioni imprenditoriali, elabori progetti di ampio respiro per la città e il suo territorio, produca idee innovative e formuli proposte – ha spiegato il Presidente provinciale Davide Bellotti – Cna è la più grande tra le associazioni che rappresentano il mondo dell’impresa, ha dimostrato di avere grande capacità di visione, e per questo si candida ad essere capofila di questo laboratorio di idee”

“Ringrazio CNA per questa occasione di confronto – ha detto il Sindaco Alan Fabbri – Il dialogo con le forze economiche del territorio è uno dei punti qualificanti della nostra azione di governo, purché tale confronto si trasformi in decisioni positive per la comunità”

Cna ha consegnato al sindaco un ampio documento che riassume le richieste delle numerose categorie imprenditoriali che appartengono al mondo Cna. Eccone alcune: “Bisogna sfruttare le opportunità offerte dalle normative – ha detto il direttore provinciale – per creare opportunità di lavoro rivolte alle imprese ferraresi del settore costruzioni. Bisogna ridurre gli adempimenti burocratici, che investono ogni settore e in particolare quello dello spettacolo e degli eventi. Bisogna rafforzare il turismo, e potenziare un’esperienza di successo come Ferrara Arte”.

Per Riccardo Cavicchi, imprenditore della comunicazione e Presidente dell’Area Ferrara di Cna, “fermo restando che l’ultima parola sulle scelte di governo della città spetta alle istituzioni, è importante che le imprese vengano consultate prima, e non dopo che le decisioni sono state assunte. E’ necessario – ha aggiunto Cavicchi – dare maggior sostegno alle nuove imprese (le startup). Bisogna portare servizi nelle aree periferiche del comune, e in particolare nelle aree industriali e artigianali, di cui va garantita la sicurezza”.

Il sindaco ha ripercorso le scelte operate dall’amministrazione nei primi cinque mesi di governo della città, e i progetti in cantiere. In particolare, ha riconosciuto “la necessità di andare incontro a un settore in grande difficoltà come quello delle costruzioni; a parità di servizi cercheremo quindi di far lavorare il più possibile le aziende del territorio. Inoltre – ha proseguito – stiamo lavorando all’ottimizzazione della spesa pubblica comunale, in modo da individuare risorse da investire a beneficio delle famiglie e delle imprese. Ci stiamo predisponendo, con risorse adeguate, a varare un piano di marketing del territorio, che contempli anche un ruolo nuovo e più moderno per l’agenzia di sviluppo Sipro. Consideriamo centrale la sicurezza del territorio e delle aree produttive: per questo ci vuole non solo più videosorveglianza, ma anche più vigilanza delle forze dell’ordine”

Sul tema dei lavori pubblici è intervenuto anche l’assessore Andrea Maggi: “Crediamo molto – ha detto – in un confronto costante con le associazioni e con gli ordini professionali. Stiamo mettendo a punto – ha aggiunto – il piano triennale delle opere pubbliche, che movimenterà circa 80 milioni di euro. Parallelamente, stiamo organizzando un piano straordinario di manutenzione di strade, piazze, marciapiedi che migliorerà la qualità di vita dei cittadini e offrirà alle nostre imprese maggiori occasioni di lavoro”.

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Caro lettore

Dopo molti mesi di pensieri, ripensamenti, idee luminose e amletici dubbi, quello che vi trovate sotto gli occhi è il Nuovo Periscopio. Molto, forse troppo ardito, colorato, anticonvenzionale, diverso da tutti gli altri media in circolazione, in edicola o sul web.

Se già frequentate  queste pagine, se vi piace o almeno vi incuriosisce Periscopio, la sua nuova veste grafica e i nuovi contenuti vi faranno saltare di gioia. Non esiste in natura un quotidiano online con il coraggio e/o l’incoscienza di criticare e capovolgere l’impostazione classica di questo “il giornale” un’idea (geniale) nata 270 anni fa, ma che ha introdotto  dei codici precisi rimasti quasi inalterati. Nemmeno la rivoluzione digitale, la democrazia informava, la nascita della Rete, l’esplosione dei social media, hanno cambiato di molto le testate giornalistiche, il loro ordine, la loro noia.

Tanto che qualcuno si è chiesto se ancora servono, se hanno ancora un ruolo e un senso i quotidiani.  Arrivano sempre “dopo la notizia”, mettono tutti lo stesso titolo in prima pagina, seguono diligentemente il pensiero unico e il potente di turno, ricalcano in fotocopia le solite sezioni interne: politica interna, esteri, cronaca, economia, sport…. Anche le parole sembrano piene di polvere, perché il linguaggio giornalistico, invece di arricchirsi, si è impoverito.  Il vocabolario dei quotidiani registra e riproduce quello del sottobosco politico e della chiacchiera televisiva, oppure insegue inutilmente la grande nuvola confusa del web.

Periscopio propone un nuovo modo di essere giornale, di fare informazione. di accostare Alto e Basso, di rapportarsi al proprio pubblico. Rompe compartimenti stagni delle sezioni tradizionali di quotidiani. Accoglie e dà riconosce uguale dignità a tutti i generi e tutti linguaggi: così in primo piano ci può essere una notizia, un commento, ma anche una poesia o una vignetta.  Abbandona la rincorsa allo scoop, all’intervista esclusiva, alla firma illustre, proponendo quella che abbiamo chiamato “informazione verticale”: entrare cioè nelle  “cose che accadono fuori e dentro di noi”, denunciare Il Vecchio che resiste e raccontare Il Nuovo che germoglia, stare dalla parte dei diritti e denunciare la diseguaglianza che cresce in Italia e nel mondo. .

Con il quotidiano di ieri, così si diceva, oggi ci si incarta il pesce. Non Periscopio, la sua “informazione verticale” non invecchia mai e dal nostro archivio di quasi 50.000 articoli (disponibile gratuitamente) si pescano continuamente contenuti utili per integrare le ultime notizie uscite. Non troverete mai, come succede in quasi tutti i quotidiani on line,  le prime tre righe dell’articolo in chiaro… e una piccola tassa per poter leggere tutto il resto.

Sembra una frase retorica ma non lo è: “Periscopio è un giornale senza padrini e senza padroni”. Siamo orgogliosamente antifascisti, pacifisti, nonviolenti, femministi, ambientalisti. Crediamo nella Sinistra (anche se la Sinistra non crede più a se stessa), ma non apparteniamo a nessuna casa politica, non fiancheggiamo nessun partito e nessun leader. Anzi, diffidiamo dei leader e dei capipopolo, perfino degli eroi. Non ci piacciono i muri, quelli materiali come  quelli immateriali, frutto del pregiudizio e dell’egoismo. Ci piace “il popolo” (quello scritto in Costituzione) e vorremmo cancellare “la nazione”, premessa di ogni guerra e  di ogni violenza.

Periscopio è quindi un giornale popolare, non nazionalpopolare. Un quotidiano “generalista”,  scritto per essere letto da tutti (“quelli che hanno letto milioni di libri o che non sanno nemmeno parlare” F. De Gregori), da tutti quelli che coltivano la curiosità, e non dalle elites, dai circoli degli addetti ai lavori, dagli intellettuali del vuoto e della chiacchiera.

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