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da Ufficio Stampa Elestica

La scienziata Ilaria Capua e il filosofo Vito Mancuso a confronto per un seminario di 4 appuntamenti web sull’identità dell’uomo difronte alla pandemia. Dal15 febbraio la terza edizione del laboratorio di Etica di Mancuso torna con un’edizione tutta online dal titolo Chi siamo, chi saremo il seguitissimo  Laboratorio di Etica fondato e diretto da Vito Mancuso e realizzato da Elastica.
Nato nel 2019 in collaborazione con la Fondazione MAST di Bologna, nella cui sede è stato ospitato nelle edizioni precedenti, il Laboratorio quest’anno vede accanto al filosofo e teologo la partecipazione di Ilaria Capua, virologa e direttrice dell’One Health Center of Excellence presso la University of Florida.
In un dialogo che mette a confronto teologia e scienza, idee e dati, filosofia e numeri, i due studiosi esploreranno il tema dell’identità umana nelle sue diverse declinazioni, restituire il senso di questo nostro tempo così complesso e di cui la pandemia ha messo in luce tutte le fragilità. Si comincia il 15 febbraio con una cadenza quindicinale, secondo il seguente calendario:

Lunedì 15 febbraio – HOMO SAPIENS, LA SUA IDENTITÀ
Lunedì 01 marzo – L’UOMO E GLI ALTRI ABITANTI DEL PIANETA
Lunedì 15 marzo – ANIMALI POLITICI: RELAZIONI E CONDIVISIONE
Lunedì 29 marzo – E ADESSO?

Tutti gli incontri si terranno su elastica.eu alle ore 18 e avranno la durata di due ore. Nella parte finale di ogni appuntamento sarà possibile rivolgere ai due relatori domande pertinenti con il tema del Laboratorio. È possibile partecipare tramite iscrizione, al costo complessivo di 38 euro, al link [Qui]
Il Laboratorio di Etica è un viaggio “didattico” nella storia dei pilastri della vita umana,una nuova proposta di approfondimento ideata per rispondere all’esigenza di riflessione sulla contemporaneità. Questa terza edizione non poteva prescindere dall’evento epocale che tutto il mondo sta vivendo, partendo dall’assunto che, come diceva Albert Einstein, la religione senza la scienza è cieca e la scienza senza la religione è zoppa. Quest’anno, allora, l’iniziativa affronterà il senso di disorientamento e l’incertezza del futuro forte in ognuno di noi, uniti alla consapevolezza di essere al cospetto di un evento che, nel bene e nel male, cambierà il nostro modo di abitare il Pianeta. È questo il crinale su cui camminiamo oggi: stiamo facendo i conti con uno tsunami che ha messo in discussione
molte sicurezze e che probabilmente ridimensionerà il nostro ruolo sulla Terra. Per questo sorge l’esigenza di tornare a farci delle domande sulla nostra identità, chiedendoci da dove ripartire per ritrovare un posto nel mondo, come ci dobbiamo preparare, quale potrà mai essere la vita di domani.

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Riceviamo e pubblichiamo


PAESE REALE

di Piermaria Romani

PROVE TECNICHE DI IMPAGINAZIONE

Top Five del mese
I 5 articoli di Periscopio più letti negli ultimi 30 giorni

05.12.2023 – La manovra del governo Meloni toglie un altro pezzo a una Sanità Pubblica già in emergenza, ma lo sciopero di medici e infermieri non basterà a salvare il SSN

16.11.2023 – Lettera aperta: “L’invito a tacere del Sindaco di Ferrara al Vescovo sui Cpr è un atto grossolano e intollerabile”

04.12.2023 – Alla canna del gas: l’inganno mortale del “mercato libero”

14.11.2023 – Ferrara, la città dei fantasmi

07.12.2023 – Un altro miracolo italiano: San Giuliano ha salvato Venezia

La nostra Top five
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 5 articoli degli ultimi 30 giorni consigliati dalla redazione

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Pescando un pesce d’oro
5 titoli evergreen dall’archivio di 50.000 titoli  di Periscopio

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Caro lettore

Dopo molti mesi di pensieri, ripensamenti, idee luminose e amletici dubbi, quello che vi trovate sotto gli occhi è il Nuovo Periscopio. Molto, forse troppo ardito, colorato, anticonvenzionale, diverso da tutti gli altri media in circolazione, in edicola o sul web.

Se già frequentate  queste pagine, se vi piace o almeno vi incuriosisce Periscopio, la sua nuova veste grafica e i nuovi contenuti vi faranno saltare di gioia. Non esiste in natura un quotidiano online con il coraggio e/o l’incoscienza di criticare e capovolgere l’impostazione classica di questo “il giornale” un’idea (geniale) nata 270 anni fa, ma che ha introdotto  dei codici precisi rimasti quasi inalterati. Nemmeno la rivoluzione digitale, la democrazia informava, la nascita della Rete, l’esplosione dei social media, hanno cambiato di molto le testate giornalistiche, il loro ordine, la loro noia.

Tanto che qualcuno si è chiesto se ancora servono, se hanno ancora un ruolo e un senso i quotidiani.  Arrivano sempre “dopo la notizia”, mettono tutti lo stesso titolo in prima pagina, seguono diligentemente il pensiero unico e il potente di turno, ricalcano in fotocopia le solite sezioni interne: politica interna, esteri, cronaca, economia, sport…. Anche le parole sembrano piene di polvere, perché il linguaggio giornalistico, invece di arricchirsi, si è impoverito.  Il vocabolario dei quotidiani registra e riproduce quello del sottobosco politico e della chiacchiera televisiva, oppure insegue inutilmente la grande nuvola confusa del web.

Periscopio propone un nuovo modo di essere giornale, di fare informazione. di accostare Alto e Basso, di rapportarsi al proprio pubblico. Rompe compartimenti stagni delle sezioni tradizionali di quotidiani. Accoglie e dà riconosce uguale dignità a tutti i generi e tutti linguaggi: così in primo piano ci può essere una notizia, un commento, ma anche una poesia o una vignetta.  Abbandona la rincorsa allo scoop, all’intervista esclusiva, alla firma illustre, proponendo quella che abbiamo chiamato “informazione verticale”: entrare cioè nelle  “cose che accadono fuori e dentro di noi”, denunciare Il Vecchio che resiste e raccontare Il Nuovo che germoglia, stare dalla parte dei diritti e denunciare la diseguaglianza che cresce in Italia e nel mondo. .

Con il quotidiano di ieri, così si diceva, oggi ci si incarta il pesce. Non Periscopio, la sua “informazione verticale” non invecchia mai e dal nostro archivio di quasi 50.000 articoli (disponibile gratuitamente) si pescano continuamente contenuti utili per integrare le ultime notizie uscite. Non troverete mai, come succede in quasi tutti i quotidiani on line,  le prime tre righe dell’articolo in chiaro… e una piccola tassa per poter leggere tutto il resto.

Sembra una frase retorica ma non lo è: “Periscopio è un giornale senza padrini e senza padroni”. Siamo orgogliosamente antifascisti, pacifisti, nonviolenti, femministi, ambientalisti. Crediamo nella Sinistra (anche se la Sinistra non crede più a se stessa), ma non apparteniamo a nessuna casa politica, non fiancheggiamo nessun partito e nessun leader. Anzi, diffidiamo dei leader e dei capipopolo, perfino degli eroi. Non ci piacciono i muri, quelli materiali come  quelli immateriali, frutto del pregiudizio e dell’egoismo. Ci piace “il popolo” (quello scritto in Costituzione) e vorremmo cancellare “la nazione”, premessa di ogni guerra e  di ogni violenza.

Periscopio è quindi un giornale popolare, non nazionalpopolare. Un quotidiano “generalista”,  scritto per essere letto da tutti (“quelli che hanno letto milioni di libri o che non sanno nemmeno parlare” F. De Gregori), da tutti quelli che coltivano la curiosità, e non dalle elites, dai circoli degli addetti ai lavori, dagli intellettuali del vuoto e della chiacchiera.

Periscopio è  proprietà di un azionariato diffuso e partecipato, garanzia di una gestitone collettiva e democratica del quotidiano. Si finanzia, quindi vive, grazie ai liberi contributi dei suoi lettori amici e sostenitori. Accetta e ospita sponsor ed inserzionisti solo socialmente, eticamente e culturalmente meritevoli.

Nato quasi otto anni fa con il nome Ferraraitalia già con una vocazione glocal, oggi il quotidiano è diventato: Periscopio naviga già in mare aperto, rivolgendosi a un pubblico nazionale e non solo. Non ci dimentichiamo però di Ferrara, la città che ospita la redazione e dove ogni giorno si fabbrica il giornale. e Ferraraitalia continua a vivere dentro Periscopio all’interno di una sezione speciale, una parte importante del tutto. 
Oggi Periscopio ha oltre 320.000 lettori, ma vogliamo crescere e farsi conoscere. Dipenderà da chi lo scrive ma soprattutto da chi lo legge e lo condivide con chi ancora non lo conosce. Per una volta, stare nella stessa barca può essere una avventura affascinante.  Buona navigazione a tutti.

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Francesco Monini
direttore responsabile


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