14 Maggio 2018

Capodanno a Ferrara: l’equivalente delle emissioni prodotte finanzierà l’ambiente

Riceviamo e pubblichiamo

Tempo di lettura: 2 minuti

ATI Cultura, eventi e società

da: Delphi International.

Capodanno a Ferrara: l’equivalente del CO2 prodotto finanzierà progetti ambientali in paesi emergenti

Gli organizzatori di Natale e Capodanno a Ferrara puntano su etica e ambiente per rendere ancora più sostenibile un evento che già si distingue per l’attenzione a questi temi. Elementi che si vanno a sommare agli ottimi riscontri di pubblico registrati in occasione dell’edizione 2017/18.

Al termine della manifestazione è stata stimata la c.d. impronta di carbonio (indicata a livello internazionale come Carbon Footprint) quale valore dell’impatto ambientale dell’evento.
La Carbon Footprint è, in pratica, un indice numerico che racchiude la misurazione delle emissioni di gas serra, calcolato in tonnellate di CO2 necessarie per realizzare un determinato progetto.
Per il calcolo del carbonio relativo all’ultima edizione di Natale e Capodanno a Ferrara sono state seguite metodologie riconosciute dalla comunità scientifica internazionale, prendendo in considerazione 4 fattori: il consumo energetico complessivo, il consumo di carta; i rifiuti prodotti e la conseguente raccolta differenziata; la filiera dei fornitori.
Il primo impegno preso dagli organizzatori (parliamo dell’ATI composta da Delphi International, Made Eventi e Sapori da Mare ndr) è stato quello di eliminare il più possibile gli sprechi, limitando l’uso della carta, favorendo i prodotti riciclabili e privilegiando i fornitori locali.

Si è scelto inoltre di compensare le emissioni prodotte (calcolate in 13.740 kg di CO2) attraverso una metodologia di cui si è occupata l’azienda di consulenza ferrarese Punto 3.
Attraverso Atmosfair.de, società senza scopo di lucro supportata dalla German Federal Environment Agency, è stato calcolato il valore di CO2 prodotto. Gli organizzatori hanno quindi deciso di impegnare l’equivalente economico delle emissioni emesse per finanziare progetti ambientali che ricadono nel “Meccanismo di sviluppo pulito” (Clean Development Mechanism) secondo quanto suggerito dal Protocollo di Kyoto.
“Abbiamo deciso di seguire questa strada in un’ottica di piena sostenibilità ambientale – ha spiegato Riccardo Cavicchi di Delphi International -, supportando Paesi in via di sviluppo, dal momento che quello climatico è un impegno globale che riguarda tutti. Non è un caso se la stessa Ryanair abbia cominciato a suggerire ai passeggeri la compensazione delle emissioni di carbonio del proprio volo tramite una donazione volontaria a favore dell’ambiente. Il nostro contributo servirà a finanziare sistemi energetici in Nigeria, produzione di energia dagli scarti agricoli in India e la costruzione di centrali a biogas in Kenya”.



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