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da: TekneHub-Tecnopolo dell’Università di Ferrara

Lunedì 17 marzo 2014,
Ridotto del Teatro Comunale di Ferrara C.so Martiri della Libertà, 5
Ore 17:00
Bassifondi del barocco Roma dei vizi, della miseria e degli eccessi

Progetto di ricerca sulla vita e le opere degli artisti stranieri a Roma nel Seicento

A cura di Annick Lemoine, chargée de mission pour l’histoire de l’art à l’Académie de France à
Rome, e Francesca Cappelletti, Università degli Studi di Ferrara.

Negli ultimi anni molti eventi hanno presentato in maniera articolata la Roma barocca, colta e trionfante del Seicento, erede della grandezza dell’antichità e popolata di artisti che lavoravano a restituire alla corte pontificia un fasto ancora maggiore di quello della Roma imperiale. E’ talvolta emerso, ma mai come oggetto esclusivo, un altro volto della Roma seicentesca, che questo progetto si propone per la prima volta di indagare e illuminare.
Il fulcro non sarà infatti rappresentato dalla bellezza ideale e dal virtuosismo scenografico, ma dalla Roma “dal naturale”, la Roma quotidiana e a volte volgare, quella dei vizi, della miseria e degli eccessi, all’origine di una stupefacente produzione di immagini, originale e ricca di paradosssi e di invenzioni.
Pittori molto diversi fra loro come Valentin de Boulogne e Jan Miel, Sébastien Bourdon et Leonaert Bramer, Bartolomeo Manfredi et Johann Liss o anche Claude Lorrain e Diego Velàzquez cambiano nei primi decenni del secolo, a contatto con questa “splendida e misera città”, i codici visivi e il concetto stesso di bellezza. Tutti hanno utilizzato e trasformato nel loro repertorio l’universo dei bassifondi romani, la vita notturna e i suoi pericoli, il Carnevale e le sue licenze, le taverne, gli accampamenti di mendicanti, un mondo insieme comico e poetico, triviale e violento, chiassoso e melanconico.
Contrappunto visivo della letteratura picaresca e della Commedia dell’Arte, la pittura dal naturale, così diversamente declinata, non può essere ridotta alla produzione dei Bamboccianti né essere schiacciata solo sull’importantissimo fenomeno della pittura caravaggesca.
Crediamo che debba essere inquadrata in un contesto più ampio, quello di una comunità internazionale di artisti, stabilitasi in gran parte ai piedi di Villa Medici, nei quartieri di Santa Maria del Popolo, Sant’Andrea delle Fratte e San Lorenzo in Lucina.
Per alcuni si tratta della linea principale della loro produzione; per altri, di incursioni in un ambito affascinante ma praticato più raramente; ma in ogni caso l’accostamento all’universo dei sensi e dei vizi, fra realtà e finzione, provoca invenzioni formali e iconografiche completamente nuove e moderne, in piccolo nella pittura bambocciate e dando invece luogo a grandi composizioni nell’ambito dei caravaggeschi, o entrando nel cuore stesso di paesaggi all’antica come mostrano per esempio Claude Lorrain e Cornelis Poelenburg.
Molti di questi artisti si ritrovano fra i Bentvueghels, l’associazione di nordici posta sotto la protezione di Bacco, e i suoi membri, dai soprannomi evocativi della libertà e del furore sentimentale e creativo, sono fra i più turbolenti protagonisti della vita delle taverne e dei disordini notturni e autori dei propri ritratti, spesso anche di gruppo. Le loro opere e le loro testimonianze affiorano in vari punti del percorso di questa ricerca, che alterna immagini scherzose della vita quotidiana degli artisti a soggetti volgari, a celebrazioni raffinate dei piaceri dei sensi, unendo virtuosismi tecnici, connotazioni erotiche, intenzioni satiriche e moraleggianti, in opere comunque destinate a sorprendere lo spettatore per invitarlo, in conclusione, a una meditazione metafisica sull’incostanza della fortuna e la fragilità della vita umana.

Bassifondi musicali

Concerto
Valerio Losito, direttore
Balthasar Zuñiga, Tenore
Valerio Losito, Violino e Viola d’Amore Simone Vallerotonda, Tiorba e Chitarra Spagnuola
Ludovico Minasi, Violoncello

La Viola d’Amore Ferdinando Gagliano, Napoli 1775 è gentilmente concessa in uso a Valerio Losito dalla Elsa Peretti Foundation

“Bassifondi musicali” è un progetto che si basa su di un manoscritto del diciassettesimo secolo conservato presso la Biblioteca del Conservatorio San Pietro a Majella di Napoli.
Questo volume è una grande antologia di musica barocca romana, ed accanto alla musica “colta” si trovano trascritte le melodie popolari e la musica delle strade della Città Eterna: tutti quei brani patrimonio della tradizione della gente comune. Un anonimo trascrittore ci ha tramandato le note che riecheggiavano agli angoli delle vie, tra vicoli e taverne.
A questo prezioso codice s’affiancano le canzoni popolari seicentesche romane, tramandate sino ai giorni nostri:tra queste alcune melodie che, con intelligente opera di apostolato San Filippo Neri al volgere del cinquecento seppe rivestire di testi spirituali e trasformare in Laudi per l’edificazione di quello stesso popolo che le aveva concepite.
Questo evento, la cui realizzazione scientifica è stata curata dal Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università di Ferrara con il supporto della Fondazione Ferrara Arte, è stato interamente sponsorizzato dalla Fondazione Nando Peretti che si occupa di attività filantropiche a sostegno di progetti sulla promozione dei diritti umani, l’istruzione e la protezione dell’infanzia, la ricerca scientifica medica e sanitaria, la promozione di arte e cultura, la tutela dell’ambiente.
L’ingresso, consentito fino a esaurimento posti, è completamente gratuito.

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Riceviamo e pubblichiamo


Ogni giorno politici, sociologi economisti citano un fantomatico “Paese Reale”. Per loro è una cosa che conta poco o niente, che corrisponde al “piano terra”, alla massa, alla gente comune. Così il Paese Reale è solo nebbia mediatica, un’entità demografica a cui rivolgersi in tempo di elezioni.
Ma di cosa e di chi è fatto veramente il Paese Reale? Se ci pensi un attimo, il Paese Reale siamo Noi, siamo Noi presi Uno a Uno.  L’artista polesano Piermaria Romani  si è messo in strada e ha pensato a una specie di censimento. Ha incontrato di persona e illustrato il Paese Reale. Centinaia di ritratti e centinaia di storie.
(Cliccare sul ritratto e ingrandire l’immagine per leggere il testo)

PAESE REALE

di Piermaria Romani

 

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