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Da: Ufficio stampa CIDAS

L’accesso sicuro e consapevole alla rete è un diritto di tutti, anche di chi ha meno familiarità con le nuove tecnologie e da queste potrebbe trarre beneficio.
Per questo CIDAS dallo scorso anno è impegnata nella gestione del Punto di Facilitazione Informatica all’interno del Laboratorio Aperto – Ex Teatro Verdi in via Castelnuovo 10 a Ferrara dove da novembre è operativo un nuovo sportello SPID gestito dalla cooperativa CIDAS, in collaborazione con la Società Lepida ed il Comune di Ferrara.

SPID è il sistema di autenticazione che permette ai cittadini e alle imprese di accedere in modalità sicura e garantita a tutti i servizi on line del Comune.
Grazie alla collaborazione della società Lepida e al servizio LepidaID (https://id.lepida.it), i residenti e le imprese del territorio ferrarese possono ottenere gratuitamente la propria identità digitale SPID, trovando nello sportello il supporto per completare ogni procedura. I vantaggi dell’identità SPID Lepida ID sono molteplici: si tratta di una identità digitale valida non solo a livello comunale ma anche a livello nazionale per tutti i servizi online della Pubblica Amministrazione ed utilizzabile da computer, tablet e smartphone. Il Comune di Ferrara, per voce dell’assessore Micol Guerrini esprime soddisfazione per la collaborazione che ha permesso di attivare questo servizio, è infatti sempre più importante diffondere questo tipo di sportelli in maniera capillare sul territorio, per garantire i vantaggi rappresentati dalle tecnologie di identificazione digitale a tutta la cittadinanza così da facilitare l’accesso veloce ad una molteplicità di servizi.

Ottenere una identità digitale Spid LepidaID è semplice e gratuito: basta pre-registrarsi sul sito https://id.lepida.it alla voce “Come averlo – Registrati online” e poi recarsi al nuovo sportello SPID presso il Laboratorio Aperto – Ex Teatro Verdi in via Castelnuovo 10 a Ferrara per completare la procedura.

Per accedere allo sportello e per ogni ulteriore informazione sul servizio potete contattare l’operatore per fissare un appuntamento chiamando il numero di telefono 345 7057593 oppure scrivere alla mail ferrara@labaperti.it.

Lo sportello è attivo su prenotazione il lunedì e il mercoledì dalle 9.00 alle 12.00.

Lo sportello SPID è un nuovo servizio del Punto di Facilitazione Digitale, realizzato da CIDAS nell’ambito del progetto Agenda Digitale dell’Emilia Romagna, e curato dalla rete di imprese che gestisce il Laboratorio Aperto (ex Teatro Verdi).

Il Laboratorio Aperto di Ferrara contenitore di queste iniziative, è un progetto inserito nel network dei Laboratori Aperti della Regione Emilia Romagna, che sinergicamente collaborano per apportare un cambiamento tangibile in materia di innovazione su tutto il territorio regionale. Il laboratorio nasce come incubatore di attività che hanno come obiettivo comune la valorizzazione del patrimonio culturale e umano del territorio di Ferrara, nato grazie al Fondo Europeo per lo Sviluppo regionale POR FESR 2014-2020, al contributo del Comune di Ferrara e dall’unione di Fondazione Giacomo Brodolini, ETT, MBS e CIDAS, soggetti gestori dello spazio.

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Riceviamo e pubblichiamo


Ogni giorno politici, sociologi economisti citano un fantomatico “Paese Reale”. Per loro è una cosa che conta poco o niente, che corrisponde al “piano terra”, alla massa, alla gente comune. Così il Paese Reale è solo nebbia mediatica, un’entità demografica a cui rivolgersi in tempo di elezioni.
Ma di cosa e di chi è fatto veramente il Paese Reale? Se ci pensi un attimo, il Paese Reale siamo Noi, siamo Noi presi Uno a Uno.  L’artista polesano Piermaria Romani  si è messo in strada e ha pensato a una specie di censimento. Ha incontrato di persona e illustrato il Paese Reale. Centinaia di ritratti e centinaia di storie.
(Cliccare sul ritratto e ingrandire l’immagine per leggere il testo)

PAESE REALE

di Piermaria Romani

 

Caro lettore

Dopo molti mesi di pensieri, ripensamenti, idee luminose e amletici dubbi, quello che vi trovate sotto gli occhi è il Nuovo Periscopio. Molto, forse troppo ardito, colorato, anticonvenzionale, diverso da tutti gli altri media in circolazione, in edicola o sul web.

Se già frequentate  queste pagine, se vi piace o almeno vi incuriosisce Periscopio, la sua nuova veste grafica e i nuovi contenuti vi faranno saltare di gioia. Non esiste in natura un quotidiano online con il coraggio e/o l’incoscienza di criticare e capovolgere l’impostazione classica di questo “il giornale” un’idea (geniale) nata 270 anni fa, ma che ha introdotto  dei codici precisi rimasti quasi inalterati. Nemmeno la rivoluzione digitale, la democrazia informava, la nascita della Rete, l’esplosione dei social media, hanno cambiato di molto le testate giornalistiche, il loro ordine, la loro noia.

Tanto che qualcuno si è chiesto se ancora servono, se hanno ancora un ruolo e un senso i quotidiani.  Arrivano sempre “dopo la notizia”, mettono tutti lo stesso titolo in prima pagina, seguono diligentemente il pensiero unico e il potente di turno, ricalcano in fotocopia le solite sezioni interne: politica interna, esteri, cronaca, economia, sport…. Anche le parole sembrano piene di polvere, perché il linguaggio giornalistico, invece di arricchirsi, si è impoverito.  Il vocabolario dei quotidiani registra e riproduce quello del sottobosco politico e della chiacchiera televisiva, oppure insegue inutilmente la grande nuvola confusa del web.

Periscopio propone un nuovo modo di essere giornale, di fare informazione. di accostare Alto e Basso, di rapportarsi al proprio pubblico. Rompe compartimenti stagni delle sezioni tradizionali di quotidiani. Accoglie e dà riconosce uguale dignità a tutti i generi e tutti linguaggi: così in primo piano ci può essere una notizia, un commento, ma anche una poesia o una vignetta.  Abbandona la rincorsa allo scoop, all’intervista esclusiva, alla firma illustre, proponendo quella che abbiamo chiamato “informazione verticale”: entrare cioè nelle  “cose che accadono fuori e dentro di noi”, denunciare Il Vecchio che resiste e raccontare Il Nuovo che germoglia, stare dalla parte dei diritti e denunciare la diseguaglianza che cresce in Italia e nel mondo. .

Con il quotidiano di ieri, così si diceva, oggi ci si incarta il pesce. Non Periscopio, la sua “informazione verticale” non invecchia mai e dal nostro archivio di quasi 50.000 articoli (disponibile gratuitamente) si pescano continuamente contenuti utili per integrare le ultime notizie uscite. Non troverete mai, come succede in quasi tutti i quotidiani on line,  le prime tre righe dell’articolo in chiaro… e una piccola tassa per poter leggere tutto il resto.

Sembra una frase retorica ma non lo è: “Periscopio è un giornale senza padrini e senza padroni”. Siamo orgogliosamente antifascisti, pacifisti, nonviolenti, femministi, ambientalisti. Crediamo nella Sinistra (anche se la Sinistra non crede più a se stessa), ma non apparteniamo a nessuna casa politica, non fiancheggiamo nessun partito e nessun leader. Anzi, diffidiamo dei leader e dei capipopolo, perfino degli eroi. Non ci piacciono i muri, quelli materiali come  quelli immateriali, frutto del pregiudizio e dell’egoismo. Ci piace “il popolo” (quello scritto in Costituzione) e vorremmo cancellare “la nazione”, premessa di ogni guerra e  di ogni violenza.

Periscopio è quindi un giornale popolare, non nazionalpopolare. Un quotidiano “generalista”,  scritto per essere letto da tutti (“quelli che hanno letto milioni di libri o che non sanno nemmeno parlare” F. De Gregori), da tutti quelli che coltivano la curiosità, e non dalle elites, dai circoli degli addetti ai lavori, dagli intellettuali del vuoto e della chiacchiera.

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Francesco Monini
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