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da: associazione Culturale Officina Dinamica

Termine per la presentazione della domanda di partecipazione 23 gennaio 2015
Sede del corso
Videoteca VIGOR – via Previati 18, Ferrara

Date
giovedì 29 gennaio – 5, 12, 19 febbraio
La data dell’ultima lezione di recupero, verrà concordata con i partecipanti nel corso della penultima lezione

Orario
dalle 19 alle 20.30

Quota d’iscrizione
riservata ai soci di Officina Dinamica e ai soci Feedback
intero corso 80 euro
modulo avanzato 40 euro

MODALITA’ DI ISCRIZIONE
Inviare la domanda di partecipazione tramite email all’indirizzo
officinadinamica2.0@gmail.com
https://www.facebook.com/Officina.Dinamica.Ferrara
Il pagamento della quota d’iscrizione è da effettuarsi entro 3 giorni dalla conferma di partecipazione da parte della segretaria di Officina Dinamica
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L’obiettivo della secondo laboratorio di lettura espressiva ASSAGGI LETTERARI proposto dall’Associazione Officina Dinamica di Ferrara, non sarà unicamente rivolto a perfezionare la dizione, le tonalità e l’impostazione della propria voce e della propria capacità di lettura, ma di proporre alla sua conclusione, un evento con letture aperte al pubblico e la realizzazione di un video.

Il corso che si avvale anche di riprese video realizzate anche a fini didattici, sarà strutturato in due moduli .

Verranno ripercorsi brevemente alcune nozioni fondamentali di dizione applicata ad alcuni esercizi. Si leggeranno brani e poesie con brevi introduzioni da parte del docente, necessarie per entrare nel contesto emozionale di riferimento. Per ogni testo si scoprirà, insieme, la metodologia idonea alla resa in fase di lettura. Verrà posta attenzione al ritmo, al tono, al significato e alla gestualità.
Dal secondo modulo avanzato, il corso sarà centrato nella preparazione di un brano scelto coinvolgendo i partecipanti da soli o in gruppi di due.

Il corso prevede anche la realizzazione di un video grazie alla collaborazione con l’associazione di promozione sociale Feedback di Ferrara, dove i partecipanti che lo desidereranno, verranno ripresi durante le esercitazioni o le prove di lettura

Livello base:
Si parte da elementi di dizione e uso della voce per accrescere la conoscenza dei propri mezzi espressivi. Attraverso alcune tecniche si giungerà a riscoprire il piacere della lettura ad alta voce ma anche dell’ascolto. Leggere con i toni giusti storie, versi e poesie stabilirà nuove connessioni rendendo possibile l’immergersi nelle atmosfere dei brani scelti e delle opere raccontate.
Il corso sarà impostato sul riconoscimento delle parole, nella loro esatta pronuncia e dizione e nel loro senso contestuale. Gli allievi acquisteranno progressivamente disinvoltura nell’uso delle pause, nel cambiamento del ritmo e nell’uso dei mezzi vocali. La lettura dei brani selezionati dal punto di vista semantico sarà calibrata sulle caratteristiche espressive dei partecipanti al corso.
La scelta dei testi rifletterà i valori in cui crede l’associazione Officina Dinamica.

Livello avanzato:
Il modulo avanzato, ulteriore passo in avanti, pone i partecipanti su di un ulteriore piano di difficoltà nell’affrontare testi più complessi la cui lettura non può prescindere dalla conoscenza degli aspetti trattati nel corso di base.
Ne segue una lettura contestuale con coloriture che si avvicinano in molti casi alla vera interpretazione.

ANGELO SCHIAVI, nato a Ferrara il 10 aprile 1947, inizia a fare teatro dopo la scuola di Giorgio Trestini all’età di 30 anni. Partecipa negli anni ’80 alla formazione del ‘Teatro Studio’ di Modena, che ottiene riconoscimenti internazionali nel campo del Teatro di Ricerca, come attore ma anche come assistente alla regia (‘Metamorfosi’ di Kafka, ‘La Giara’ di Pirandello, ‘Escurial’ di De Ghelderode, ed altri). Dal 1994 al 2000 ricopre il ruolo di Direttore Artistico presso il Teatro di Finale Emilia e si cimenta nella regia dell’opera lirica ‘Don Pasquale’ di Donizetti. Nel 2011 e nel 2012 torna a recitare con il Teatro Poesia di Silvana Strocchi, nelle opere Pascoliane ‘Carroccio’ e ‘Liber Paradisus’. Nel 2014 ha recitato nell’opera Dannunziana ‘Sogno Di Un Mattino Di Primavera’ al Teatro Dehon di Bologna. E’ stato docente di ‘Dizione’ ed ha tenuto un corso di ‘Storia del Teatro’. Dal 2014 è socio attivo di Officina Dinamica dove apporta le sue esperienze e la conoscenza in ambito teatrale e letterario.
Requisiti per l’ammissione
Per iniziare questo percorso non sono necessari particolari requisiti

I PARTECIPANTI CHE ADERIRANNO ANCHE AL LABORATORIO DI TEATRO IRGANIZZATO DA OFFICINA DINAMICA GODRANNO DI UNA SPECIALE RIDUZIONE SUL COSTO DI ISCRIZIONE

INFO E ISCRIZIONI: http://www.officina-dinamica.org/assaggi-letterari-2015

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Riceviamo e pubblichiamo


Ogni giorno politici, sociologi economisti citano un fantomatico “Paese Reale”. Per loro è una cosa che conta poco o niente, che corrisponde al “piano terra”, alla massa, alla gente comune. Così il Paese Reale è solo nebbia mediatica, un’entità demografica a cui rivolgersi in tempo di elezioni.
Ma di cosa e di chi è fatto veramente il Paese Reale? Se ci pensi un attimo, il Paese Reale siamo Noi, siamo Noi presi Uno a Uno.  L’artista polesano Piermaria Romani  si è messo in strada e ha pensato a una specie di censimento. Ha incontrato di persona e illustrato il Paese Reale. Centinaia di ritratti e centinaia di storie.
(Cliccare sul ritratto e ingrandire l’immagine per leggere il testo)

PAESE REALE

di Piermaria Romani

 

Caro lettore

Dopo molti mesi di pensieri, ripensamenti, idee luminose e amletici dubbi, quello che vi trovate sotto gli occhi è il Nuovo Periscopio. Molto, forse troppo ardito, colorato, anticonvenzionale, diverso da tutti gli altri media in circolazione, in edicola o sul web.

Se già frequentate  queste pagine, se vi piace o almeno vi incuriosisce Periscopio, la sua nuova veste grafica e i nuovi contenuti vi faranno saltare di gioia. Non esiste in natura un quotidiano online con il coraggio e/o l’incoscienza di criticare e capovolgere l’impostazione classica di questo “il giornale” un’idea (geniale) nata 270 anni fa, ma che ha introdotto  dei codici precisi rimasti quasi inalterati. Nemmeno la rivoluzione digitale, la democrazia informava, la nascita della Rete, l’esplosione dei social media, hanno cambiato di molto le testate giornalistiche, il loro ordine, la loro noia.

Tanto che qualcuno si è chiesto se ancora servono, se hanno ancora un ruolo e un senso i quotidiani.  Arrivano sempre “dopo la notizia”, mettono tutti lo stesso titolo in prima pagina, seguono diligentemente il pensiero unico e il potente di turno, ricalcano in fotocopia le solite sezioni interne: politica interna, esteri, cronaca, economia, sport…. Anche le parole sembrano piene di polvere, perché il linguaggio giornalistico, invece di arricchirsi, si è impoverito.  Il vocabolario dei quotidiani registra e riproduce quello del sottobosco politico e della chiacchiera televisiva, oppure insegue inutilmente la grande nuvola confusa del web.

Periscopio propone un nuovo modo di essere giornale, di fare informazione. di accostare Alto e Basso, di rapportarsi al proprio pubblico. Rompe compartimenti stagni delle sezioni tradizionali di quotidiani. Accoglie e dà riconosce uguale dignità a tutti i generi e tutti linguaggi: così in primo piano ci può essere una notizia, un commento, ma anche una poesia o una vignetta.  Abbandona la rincorsa allo scoop, all’intervista esclusiva, alla firma illustre, proponendo quella che abbiamo chiamato “informazione verticale”: entrare cioè nelle  “cose che accadono fuori e dentro di noi”, denunciare Il Vecchio che resiste e raccontare Il Nuovo che germoglia, stare dalla parte dei diritti e denunciare la diseguaglianza che cresce in Italia e nel mondo. .

Con il quotidiano di ieri, così si diceva, oggi ci si incarta il pesce. Non Periscopio, la sua “informazione verticale” non invecchia mai e dal nostro archivio di quasi 50.000 articoli (disponibile gratuitamente) si pescano continuamente contenuti utili per integrare le ultime notizie uscite. Non troverete mai, come succede in quasi tutti i quotidiani on line,  le prime tre righe dell’articolo in chiaro… e una piccola tassa per poter leggere tutto il resto.

Sembra una frase retorica ma non lo è: “Periscopio è un giornale senza padrini e senza padroni”. Siamo orgogliosamente antifascisti, pacifisti, nonviolenti, femministi, ambientalisti. Crediamo nella Sinistra (anche se la Sinistra non crede più a se stessa), ma non apparteniamo a nessuna casa politica, non fiancheggiamo nessun partito e nessun leader. Anzi, diffidiamo dei leader e dei capipopolo, perfino degli eroi. Non ci piacciono i muri, quelli materiali come  quelli immateriali, frutto del pregiudizio e dell’egoismo. Ci piace “il popolo” (quello scritto in Costituzione) e vorremmo cancellare “la nazione”, premessa di ogni guerra e  di ogni violenza.

Periscopio è quindi un giornale popolare, non nazionalpopolare. Un quotidiano “generalista”,  scritto per essere letto da tutti (“quelli che hanno letto milioni di libri o che non sanno nemmeno parlare” F. De Gregori), da tutti quelli che coltivano la curiosità, e non dalle elites, dai circoli degli addetti ai lavori, dagli intellettuali del vuoto e della chiacchiera.

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Oggi Periscopio ha oltre 320.000 lettori, ma vogliamo crescere e farsi conoscere. Dipenderà da chi lo scrive ma soprattutto da chi lo legge e lo condivide con chi ancora non lo conosce. Per una volta, stare nella stessa barca può essere una avventura affascinante.  Buona navigazione a tutti.

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Francesco Monini
direttore responsabile


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