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Da: Ufficio Stampa Comune Bondeno (FE)

Fabio Bergamini e Marco Vincenzi: “Procediamo con la manutenzione delle vie del territorio. Interventi di ripresa delle criticità concentrati nelle frazioni”.

Con la stagione che sembra (per il momento) vedere rinviato l’arrivo del freddo e del maltempo, continuano i cantieri per la manutenzione stradale sul territorio. Sono poco meno di 500mila euro i fondi che il Comune ha stanziato per questo ulteriore lotto di interventi, che partiranno nei prossimi giorni. «Procediamo con questo ulteriore lotto di asfalti – dicono il sindaco Fabio Bergamini e l’assessore ai lavori pubblici, Marco Vincenzi –. Ci sono criticità in alcuni punti percorsi abitualmente dai cittadini che andremo a riprendere. In un’annata in cui siamo riusciti a riasfaltare e rimettere in sicurezza numerose strade: da viale Pironi a viale Matteotti, senza dimenticare le frazioni». Per quello che sarà – meteo alla mano – l’ultimo lotto di asfalti, sono interessate soprattutto le zone periferiche, rispetto al centro: la via Bassa in zona Ponti Spagna, ad esempio, dove verrà risistemata la carreggiata nella parte centrale; quella cioè che presenta il maggior numero di abitazioni. Inoltre, verrà risistemata via Gramsci, strada di comunicazione che percorre centralmente la frazione di Stellata, completando un percorso cominciato mesi fa con l’asfaltatura di via Bindo Ragazzi. Ripresa di alcune criticità prevista anche in via Suore, località Cantalupo, ed altri interventi manutentivi riguarderanno la zona di Burana. In particolare, lungo via Argine Cagnetto, che collega il paese con l’abitato di Scortichino. Dove, peraltro, è previsto anche il rifacimento dell’area di sosta antistante alle scuole primarie ed alla vicina attività commerciale. Per quel che riguarda il capoluogo, mezzi al lavoro lungo via Fornace, nella zona del centro commerciale “I Salici”. «Riprenderemo anche gli avvallamenti più importanti in via Argine Campo – continua l’amministrazione – ed è prevista l’asfaltatura del tratto di via Borgatti che arriva all’entrata “laterale” del cimitero del capoluogo, in direzione del Tiro a Segno nazionale». Infine, un altro intervento è stato programmato lungo via Argine Cittadino, a Salvatonica. “Interventi che contiamo di ultimare prima dell’arrivo della stagione avversa – concludono il sindaco Bergamini e l’assessore Vincenzi – per proseguire il nostro programma di manutenzione del patrimonio pubblico”.

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Riceviamo e pubblichiamo


Ogni giorno politici, sociologi economisti citano un fantomatico “Paese Reale”. Per loro è una cosa che conta poco o niente, che corrisponde al “piano terra”, alla massa, alla gente comune. Così il Paese Reale è solo nebbia mediatica, un’entità demografica a cui rivolgersi in tempo di elezioni.
Ma di cosa e di chi è fatto veramente il Paese Reale? Se ci pensi un attimo, il Paese Reale siamo Noi, siamo Noi presi Uno a Uno.  L’artista polesano Piermaria Romani  si è messo in strada e ha pensato a una specie di censimento. Ha incontrato di persona e illustrato il Paese Reale. Centinaia di ritratti e centinaia di storie.
(Cliccare sul ritratto e ingrandire l’immagine per leggere il testo)

PAESE REALE

di Piermaria Romani

 

Caro lettore

Dopo molti mesi di pensieri, ripensamenti, idee luminose e amletici dubbi, quello che vi trovate sotto gli occhi è il Nuovo Periscopio. Molto, forse troppo ardito, colorato, anticonvenzionale, diverso da tutti gli altri media in circolazione, in edicola o sul web.

Se già frequentate  queste pagine, se vi piace o almeno vi incuriosisce Periscopio, la sua nuova veste grafica e i nuovi contenuti vi faranno saltare di gioia. Non esiste in natura un quotidiano online con il coraggio e/o l’incoscienza di criticare e capovolgere l’impostazione classica di questo “il giornale” un’idea (geniale) nata 270 anni fa, ma che ha introdotto  dei codici precisi rimasti quasi inalterati. Nemmeno la rivoluzione digitale, la democrazia informava, la nascita della Rete, l’esplosione dei social media, hanno cambiato di molto le testate giornalistiche, il loro ordine, la loro noia.

Tanto che qualcuno si è chiesto se ancora servono, se hanno ancora un ruolo e un senso i quotidiani.  Arrivano sempre “dopo la notizia”, mettono tutti lo stesso titolo in prima pagina, seguono diligentemente il pensiero unico e il potente di turno, ricalcano in fotocopia le solite sezioni interne: politica interna, esteri, cronaca, economia, sport…. Anche le parole sembrano piene di polvere, perché il linguaggio giornalistico, invece di arricchirsi, si è impoverito.  Il vocabolario dei quotidiani registra e riproduce quello del sottobosco politico e della chiacchiera televisiva, oppure insegue inutilmente la grande nuvola confusa del web.

Periscopio propone un nuovo modo di essere giornale, di fare informazione. di accostare Alto e Basso, di rapportarsi al proprio pubblico. Rompe compartimenti stagni delle sezioni tradizionali di quotidiani. Accoglie e dà riconosce uguale dignità a tutti i generi e tutti linguaggi: così in primo piano ci può essere una notizia, un commento, ma anche una poesia o una vignetta.  Abbandona la rincorsa allo scoop, all’intervista esclusiva, alla firma illustre, proponendo quella che abbiamo chiamato “informazione verticale”: entrare cioè nelle  “cose che accadono fuori e dentro di noi”, denunciare Il Vecchio che resiste e raccontare Il Nuovo che germoglia, stare dalla parte dei diritti e denunciare la diseguaglianza che cresce in Italia e nel mondo. .

Con il quotidiano di ieri, così si diceva, oggi ci si incarta il pesce. Non Periscopio, la sua “informazione verticale” non invecchia mai e dal nostro archivio di quasi 50.000 articoli (disponibile gratuitamente) si pescano continuamente contenuti utili per integrare le ultime notizie uscite. Non troverete mai, come succede in quasi tutti i quotidiani on line,  le prime tre righe dell’articolo in chiaro… e una piccola tassa per poter leggere tutto il resto.

Sembra una frase retorica ma non lo è: “Periscopio è un giornale senza padrini e senza padroni”. Siamo orgogliosamente antifascisti, pacifisti, nonviolenti, femministi, ambientalisti. Crediamo nella Sinistra (anche se la Sinistra non crede più a se stessa), ma non apparteniamo a nessuna casa politica, non fiancheggiamo nessun partito e nessun leader. Anzi, diffidiamo dei leader e dei capipopolo, perfino degli eroi. Non ci piacciono i muri, quelli materiali come  quelli immateriali, frutto del pregiudizio e dell’egoismo. Ci piace “il popolo” (quello scritto in Costituzione) e vorremmo cancellare “la nazione”, premessa di ogni guerra e  di ogni violenza.

Periscopio è quindi un giornale popolare, non nazionalpopolare. Un quotidiano “generalista”,  scritto per essere letto da tutti (“quelli che hanno letto milioni di libri o che non sanno nemmeno parlare” F. De Gregori), da tutti quelli che coltivano la curiosità, e non dalle elites, dai circoli degli addetti ai lavori, dagli intellettuali del vuoto e della chiacchiera.

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