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da Istituto di Storia Contemporanea di Ferrara

Negli ultimi anni si è assistito a una forte ripresa dell’interesse per gli anni Settanta e per il fenomeno del terrorismo politico. Rispetto al passato, però, è migliorata la qualità complessiva delle ricostruzioni storiografiche, sempre meno affidate alla memoria del protagonisti e sempre più mosse dall’esigenza di rispondere a domande precise. La giornata di studi di venerdì 21 aprile promette di aggiungere un tassello importante nella ricostruzione di quel periodo, specie dal punto di vista dell’analisi della cosiddetta “reazione dello Stato”. L’Istituto di Storia Contemporanea e l’Università di Ferrara approfondiranno “Terrorismo e antiterrorismo. L’Italia e la circolazione internazionale dei saperi negli anni Settanta e Ottanta”. Il convegno si terrà a partire dalle 9.30, a Palazzo Bonacossi, in via Cisterna del Follo, 5.

I relatori faranno luce sulla modalità con cui gli apparati dello Stato si organizzarono di fronte a una minaccia di tipo terroristico, quali ostacoli si trovarono ad affrontare e quale rapporto finì per instaurarsi tra i diversi soggetti impegnati (il parlamento che legifera, la magistratura che indaga, i servizi di sicurezza che competono tra loro nella risoluzione dei casi affidati). La giornata di studi avrà al centro le vicende italiane, ma non si limiterà a esse. Infatti non sfugge a nessuno come, essendo anche allora la dimensione del terrorismo fortemente internazionale, l’esigenza di organizzare al meglio il suo contrasto non poté che determinare forme di confronto e imitazione tra gli attori – polizie, magistrature, servizi segreti – impegnati nel suo contrasto.

La storia dell’antiterrorismo si articola attorno a due necessari strumenti di “risposta” – lo specifico
legiferare e l’organizzare adeguatamente gli apparati di sicurezza – perciò il convegno sarà suddivisa in due momenti. Nella prima fase, dalle 9.30 alle 11, si fonderanno le considerazioni dell’onorevole Luciano Violante, all’epoca dei fatti tra i principali protagonisti della lotta al terrorismo, con le argomentazioni del docente Donato Castronuovo (Unife) riguardo la circolarità dei saperi all’interno delle legislazioni europee. Nella seconda, dalle 11 alla conclusione, sarà compito di Laura Di Fabio (Centre Maurice Halbwach di Parigi), Lisa Bald (IMT Lucca) e Nino Blando (Università di Palermo) evidenziare l’importanza dello scambio di conoscenze, informazioni e buone pratiche tra gli apparati di sicurezza e di polizia impegnati nell’attività antiterroristica.
Il convegno sarà inoltre la prima occasione dopo il protocollo d’intesa stipulato tra il Dipartimento di Studi Umanistici e l’Istituto stesso, firmata per la realizzazione congiunta di attività di ricerca, didattica, formazione e orientamento dei ragazzi.
Per ulteriori informazioni, scrivere a andrea.baravelli@unife.it o a istitutoferrara@gmail.com

Leggi il programma del Convegno

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Riceviamo e pubblichiamo


Ogni giorno politici, sociologi economisti citano un fantomatico “Paese Reale”. Per loro è una cosa che conta poco o niente, che corrisponde al “piano terra”, alla massa, alla gente comune. Così il Paese Reale è solo nebbia mediatica, un’entità demografica a cui rivolgersi in tempo di elezioni.
Ma di cosa e di chi è fatto veramente il Paese Reale? Se ci pensi un attimo, il Paese Reale siamo Noi, siamo Noi presi Uno a Uno. L’artista polesano Piermaria Romani si è messo in strada e ha pensato a una specie di censimento. Ha incontrato di persona e illustrato il Paese Reale. Centinaia di ritratti e centinaia di storie.
(Cliccare sul ritratto e ingrandire l’immagine per leggere il testo)

PAESE REALE
di Piermaria Romani


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