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da: ufficio stampa Provincia di Ferrara

Dodici le location in provincia inserite nella lista del concorso fotografico internazionale finalizzato alla valorizzazione del patrimonio culturale italiano su Wikipedia

E’ partita lo scorso 1 settembre e si protrarrà fino a martedì 30 l’edizione 2014 di WikiLovesMonuments, il concorso fotografico internazionale che coinvolge oltre 30 paesi dai cinque continenti. L’obiettivo del contest, giunto al terzo anno, è la valorizzazione del patrimonio artistico-culturale locale, e la sua paternità appartiene a Wikipedia, attualmente il sesto sito più visitato al mondo, che grazie alla sua sezione Wikimedia affida alla rete la memoria di patrimoni universali dell’umanità.
Ottimi i risultati con cui si è distinta l’Emilia Romagna nella fase finale dell’edizione 2103, quando si aggiudicò ben cinque premi su dieci con le foto raffiguranti il Cimitero di San Cataldo (Mo), la Rocca Sanvitale di Fontanellato (Pr), il Cimitero Urbano di Poviglio (Re), il Museo della Cattedrale e il Teatro Comunale di Ferrara. Per l’edizione 2014 il territorio regionale è di nuovo in prima fila: sono 81 le istituzioni tra pubbliche e private che hanno dato la propria adesione quest’anno, ben 15 in più rispetto al 2013 e ben 498 i monumenti ed i siti d’arte fotografabili (esclusivamente dall’esterno) per partecipare al contest, aperto a cittadini e turisti.
Non poteva, ovviamente, mancare il territorio della provincia di Ferrara, che parteciperà al progetto con 12 location (Palazzo Schifanoia, Museo Civico Lapidario, Palazzina Marfisa d’Este, Palazzo dei Diamanti, Museo della Cattedrale, Casa di Ludovico Ariosto, Palazzo Bonacossi, Museo di Storia Naturale, Teatro Comunale e Palazzo Paradiso in città a Ferrara, le Dune fossili di Massenzatica a Mesola e la Casa Museo Remo Brindisi al Lido di Spina) in attesa che il Mibac conceda le necessarie autorizzazioni per gli altri monumenti assoggettati alla tutela delle sovrintendenze.
La lista completa dei monumenti da fotografare è pubblicata su www.cittadarte.emilia-romagna.it/wlm. Ogni iscritto potrà scegliere tra questi per partecipare caricando lo scatto relativo al proprio monumento preferito sulla banca dati immagini regionali di Wikimedia (http://www.wikilovesmonuments.it/monumenti/lista-monumenti/Emilia-Romagna/). Una volta pubblicate online le immagini delle bellezze storico-artistiche locali saranno visibili e condivisibili in tutto il mondo. A stabilire i vincitori sarà, poi, una giuria di qualità istituita da Wikipedia Italia e la lista completa delle immagini in concorso sarà consultabile su www.wikilovesmonuments.it.

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PROVINCIA DI FERRARA


Ogni giorno politici, sociologi economisti citano un fantomatico “Paese Reale”. Per loro è una cosa che conta poco o niente, che corrisponde al “piano terra”, alla massa, alla gente comune. Così il Paese Reale è solo nebbia mediatica, un’entità demografica a cui rivolgersi in tempo di elezioni.
Ma di cosa e di chi è fatto veramente il Paese Reale? Se ci pensi un attimo, il Paese Reale siamo Noi, siamo Noi presi Uno a Uno.  L’artista polesano Piermaria Romani  si è messo in strada e ha pensato a una specie di censimento. Ha incontrato di persona e illustrato il Paese Reale. Centinaia di ritratti e centinaia di storie.
(Cliccare sul ritratto e ingrandire l’immagine per leggere il testo)

PAESE REALE

di Piermaria Romani

 

Cari lettori,

dopo molti mesi di pensieri, ripensamenti, idee luminose e amletici dubbi, quello che vi trovate sotto gli occhi è il Nuovo Periscopio. Molto, forse troppo ardito, colorato, anticonvenzionale, diverso da tutti gli altri media in circolazione, in edicola o sul web.

Se già frequentate  queste pagine, se vi piace o almeno vi incuriosisce Periscopio, la sua nuova veste grafica e i nuovi contenuti vi faranno saltare di gioia. Non esiste in natura un quotidiano online con il coraggio e/o l’incoscienza di criticare e capovolgere l’impostazione classica di questo “giornale” .

Tanto che qualcuno si è chiesto se  i giornali ancora servono, se hanno ancora un ruolo e un senso i quotidiani.  Arrivano sempre “dopo la notizia”, mettono tutti lo stesso titolo in prima pagina, seguono diligentemente il pensiero unico e il potente di turno, ricalcano in fotocopia le solite sezioni interne: politica interna, esteri, cronaca, economia, sport… Anche le parole sembrano piene di polvere, perché il linguaggio giornalistico, invece di arricchirsi, si è impoverito.  Il vocabolario dei quotidiani registra e riproduce quello del sottobosco politico e della chiacchiera televisiva, oppure insegue inutilmente la grande nuvola confusa del web.

Periscopio propone un nuovo modo di essere giornale, di fare informazione. di accostare Alto e Basso, di rapportarsi al proprio pubblico. Rompe compartimenti stagni delle sezioni tradizionali di quotidiani. Accoglie e riconosce uguale dignità a tutti i generi e a tutti linguaggi: così in primo piano ci può essere una notizia, un commento, ma anche una poesia o una vignetta.  Abbandona la rincorsa allo scoop, all’intervista esclusiva, alla firma illustre, proponendo quella che abbiamo chiamato “informazione verticale”: entrare cioè nelle  “cose che accadono fuori e dentro di noi”, denunciare Il Vecchio che resiste e raccontare Il Nuovo che germoglia; stare dalla parte dei diritti e denunciare la diseguaglianza che cresce in Italia e nel mondo. Insomma: un giornale non rivolto a questo o a quel salotto, ma realmente al servizio della comunità.

Con il quotidiano di ieri – così si diceva – oggi “ci si incarta il pesce”. Non Periscopio, la sua “informazione verticale” non invecchia mai e dal nostro archivio di  50.000 articoli (disponibile gratuitamente) si pescano continuamente contenuti utili per integrare le ultime notizie uscite. Non troverete mai, come succede in quasi tutti i quotidiani on line,  le prime tre righe dell’articolo in chiaro… e una piccola tassa per poter leggere tutto il resto.

Sembra una frase retorica ma non lo è: “Periscopio è un giornale senza padrini e senza padroni”. Siamo orgogliosamente antifascisti, pacifisti, nonviolenti, femministi, ambientalisti. Crediamo nella Sinistra (anche se la Sinistra non crede più a se stessa), ma non apparteniamo a nessuna casa politica, non fiancheggiamo nessun partito e nessun leader. Anzi, diffidiamo dei leader e dei capipopolo, perfino degli eroi. Non ci piacciono i muri, quelli materiali come  quelli immateriali, frutto del pregiudizio e dell’egoismo. Ci piace “il popolo” (quello scritto in Costituzione) e vorremmo cancellare “la nazione”, premessa di ogni guerra e di ogni violenza.

Periscopio è quindi un giornale popolare, non nazionalpopolare. Un quotidiano “generalista”,  scritto per essere letto da tutti (“quelli che hanno letto milioni di libri o che non sanno nemmeno parlare” F. De Gregori), da tutti quelli che coltivano la curiosità, e non dalle élite, dai circoli degli addetti ai lavori, dagli intellettuali del vuoto e della chiacchiera.

La redazione e gli oltre 50 collaboratori scrivono e confezionano Periscopio  a titolo assolutamente volontario; lo fanno perché credono nel progetto del giornale e nel valore di una informazione diversa. Per questa ragione il giornale è sostenuto da una associazione di volontariato senza fini di lucro. I lettori – sostenitori, fanno parte a tutti gli effetti di una famiglia volonterosa e partecipata a garanzia di una gestitone collettiva e democratica del quotidiano che si finanzia, quindi vive, grazie ai liberi contributi dei suoi lettori, amici e sostenitori. Accetta e ospita sponsor ed inserzionisti solo socialmente, eticamente e culturalmente meritevoli.

Nato 10 anni fa con il nome Ferraraitalia già con una vocazione glocal, oggi il quotidiano è diventato Periscopio e naviga già in mare aperto, rivolgendosi a un pubblico nazionale e non solo. Non ci dimentichiamo però di Ferrara, la città che ospita la redazione e dove ogni giorno si fabbrica il giornale.  Ferraraitalia continua a vivere dentro Periscopio all’interno di una sezione speciale, una parte importante del tutto. 

Oggi Periscopio conta oltre 320.000 lettori, ma vuole crescere e farsi conoscere. Dipenderà da chi lo scrive ma soprattutto da chi lo legge e lo condivide con chi ancora non lo conosce. Per una volta, stare nella stessa barca può essere una avventura affascinante.  Buona navigazione a tutti.

Tutti i contenuti di Periscopio, salvo espressa indicazione, sono free. Possono essere liberamente stampati, diffusi e ripubblicati, indicando fonte, autore e data di pubblicazione su questo quotidiano.

Francesco Monini
direttore responsabile


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