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Da: Ufficio del sindaco Comune di Bondeno

Bondeno (Ferrara), 11-09-2019.
Valentina Benatti è campionessa italiana di body building “natural”, ovvero di quel genere di attività fisica che serve a scolpire il corpo in modo “armonico”, senza l’uso di sostanze anabolizzanti vietate come, purtroppo, nel passato si è visto fare in diverse situazioni. Il suo messaggio di una pratica sportiva basata sull’onestà e sulla salute veicolata dallo sport è stato sposato anche dell’Amministrazione. «Valentina è l’esempio di un body building che mette al centro la pratica sportiva, la competizione onesta e che veicola il messaggio dello sport in giro per il mondo. Per questo motivo, siamo lieti che la sua avventura di gara arrivi a Miami, dove il 26 ottobre gareggerà per il campionato del mondo», dice il sindaco Fabio Bergamini. Il quale ha incontrato in municipio l’atleta di 32 anni di Bondeno, che ha sbaragliato nell’ultimo anno e mezzo la concorrenza in tutte le gare cui ha partecipato: prima nella selezione “Nord” della categoria “Figure”, per il Fcfn, e salita sul gradino più alto del podio anche nella categoria “Figure Small” ai nazionali svoltisi a Pieve di Cento lo scorso giugno, dove ha conquistato anche il titolo negli “assoluti”. Guadagnandosi la pro card per gareggiare per il circuito Dfac degli atleti professionisti, che la porterà a Miami il prossimo ottobre. «Il mio obiettivo – dice Valentina Bneatti – è quello di fare capire l’importanza di un body building “natural”, senza l’uso di sostanze, che mantiene l’armonia del corpo, senza sformarlo nel corso dell’attività, e che è sinonimo di salute. Rispetto a chi fa uso di sostanze – precisa l’atleta matildea – i costi del nostro circuito sportivo sono più alti, perché ad ogni salita in pedana ci sono controlli anti-doping severissimi. Sicuramente, questa è una pratica sportiva che sarebbe stata impensabile solo alcuni anni fa». E che Valentina Benatti sta portando avanti con il suo allenatore, Denis Kokanovic. Per lei, tra poche settimane, si aprirà un palcoscenico mondiale, ed il Comune ha deciso di patrocinare soprattutto il suo impegno di diffusione di una cultura sportiva, perché veicola un messaggio di «correttezza ed attività rivolta alla salute». «Va premiata la dedizione – aggiunge il vicesindaco Simone Saletti – che ha permesso a Valentina di raggiungere in poco tempo questi risultati».

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Riceviamo e pubblichiamo


Ogni giorno politici, sociologi economisti citano un fantomatico “Paese Reale”. Per loro è una cosa che conta poco o niente, che corrisponde al “piano terra”, alla massa, alla gente comune. Così il Paese Reale è solo nebbia mediatica, un’entità demografica a cui rivolgersi in tempo di elezioni.
Ma di cosa e di chi è fatto veramente il Paese Reale? Se ci pensi un attimo, il Paese Reale siamo Noi, siamo Noi presi Uno a Uno.  L’artista polesano Piermaria Romani  si è messo in strada e ha pensato a una specie di censimento. Ha incontrato di persona e illustrato il Paese Reale. Centinaia di ritratti e centinaia di storie.
(Cliccare sul ritratto e ingrandire l’immagine per leggere il testo)

PAESE REALE

di Piermaria Romani

 

Caro lettore

Dopo molti mesi di pensieri, ripensamenti, idee luminose e amletici dubbi, quello che vi trovate sotto gli occhi è il Nuovo Periscopio. Molto, forse troppo ardito, colorato, anticonvenzionale, diverso da tutti gli altri media in circolazione, in edicola o sul web.

Se già frequentate  queste pagine, se vi piace o almeno vi incuriosisce Periscopio, la sua nuova veste grafica e i nuovi contenuti vi faranno saltare di gioia. Non esiste in natura un quotidiano online con il coraggio e/o l’incoscienza di criticare e capovolgere l’impostazione classica di questo “il giornale” un’idea (geniale) nata 270 anni fa, ma che ha introdotto  dei codici precisi rimasti quasi inalterati. Nemmeno la rivoluzione digitale, la democrazia informava, la nascita della Rete, l’esplosione dei social media, hanno cambiato di molto le testate giornalistiche, il loro ordine, la loro noia.

Tanto che qualcuno si è chiesto se ancora servono, se hanno ancora un ruolo e un senso i quotidiani.  Arrivano sempre “dopo la notizia”, mettono tutti lo stesso titolo in prima pagina, seguono diligentemente il pensiero unico e il potente di turno, ricalcano in fotocopia le solite sezioni interne: politica interna, esteri, cronaca, economia, sport…. Anche le parole sembrano piene di polvere, perché il linguaggio giornalistico, invece di arricchirsi, si è impoverito.  Il vocabolario dei quotidiani registra e riproduce quello del sottobosco politico e della chiacchiera televisiva, oppure insegue inutilmente la grande nuvola confusa del web.

Periscopio propone un nuovo modo di essere giornale, di fare informazione. di accostare Alto e Basso, di rapportarsi al proprio pubblico. Rompe compartimenti stagni delle sezioni tradizionali di quotidiani. Accoglie e dà riconosce uguale dignità a tutti i generi e tutti linguaggi: così in primo piano ci può essere una notizia, un commento, ma anche una poesia o una vignetta.  Abbandona la rincorsa allo scoop, all’intervista esclusiva, alla firma illustre, proponendo quella che abbiamo chiamato “informazione verticale”: entrare cioè nelle  “cose che accadono fuori e dentro di noi”, denunciare Il Vecchio che resiste e raccontare Il Nuovo che germoglia, stare dalla parte dei diritti e denunciare la diseguaglianza che cresce in Italia e nel mondo. .

Con il quotidiano di ieri, così si diceva, oggi ci si incarta il pesce. Non Periscopio, la sua “informazione verticale” non invecchia mai e dal nostro archivio di quasi 50.000 articoli (disponibile gratuitamente) si pescano continuamente contenuti utili per integrare le ultime notizie uscite. Non troverete mai, come succede in quasi tutti i quotidiani on line,  le prime tre righe dell’articolo in chiaro… e una piccola tassa per poter leggere tutto il resto.

Sembra una frase retorica ma non lo è: “Periscopio è un giornale senza padrini e senza padroni”. Siamo orgogliosamente antifascisti, pacifisti, nonviolenti, femministi, ambientalisti. Crediamo nella Sinistra (anche se la Sinistra non crede più a se stessa), ma non apparteniamo a nessuna casa politica, non fiancheggiamo nessun partito e nessun leader. Anzi, diffidiamo dei leader e dei capipopolo, perfino degli eroi. Non ci piacciono i muri, quelli materiali come  quelli immateriali, frutto del pregiudizio e dell’egoismo. Ci piace “il popolo” (quello scritto in Costituzione) e vorremmo cancellare “la nazione”, premessa di ogni guerra e  di ogni violenza.

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