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I Centri di Via Ferraresi e Via Caretti a Ferrara aprono la domenica ed estendono gli orari di apertura al pubblico anche nei giorni feriali

Ulteriori opportunità per conferire diverse tipologie di rifiuti e un gesto concreto per contribuire al miglioramento della raccolta differenziata sul territorio sono le ragioni per le quali da lunedì 2 luglio gli orari di apertura dei Centri di Raccolta sono stati ampliati per agevolare l’accesso nelle fasce orarie più frequentate. I Centri cittadini saranno aperti anche la domenica, Via Ferraresi al mattino e Via Caretti al pomeriggio. In Via Caretti, inoltre, è possibile usufruire del Area del Riuso, il servizio che consente di donare oggetti ancora utilizzabili, negli stessi orari di apertura del Centro, domeniche incluse.

In particolare, in nuovi orari prevedono l’apertura di:

– Centro di Via Ferraresi: dal lunedì al sabato dalle 7.30 alle 19 e la domenica dalle 9 alle 13
– Centro di Via Caretti: dal lunedì al sabato dalle 8.30 alle 18 e la domenica dalle 14 alle 18
Gli orari del Centro di Via Diana, invece, rimangono invariati con apertura dal lunedì al sabato dalle ore 8 alle ore 13.

Le aperture domenicali
I nuovi orari sono stati pensati per rispondere meglio alle esigenze di chi vuole utilizzare i centri di raccolta per conferire i propri rifiuti anche di domenica.
In questo modo, inoltre, si punta a ridurre in maniera sempre più incisiva il fenomeno degli abbandoni in città, incoraggiando a differenziare in maniera corretta i propri rifiuti, offrendo ai cittadini un sistema comodo ed efficiente per conferire ciò che non può andare nei cassonetti stradali o nei contenitori del porta a porta.

Conferire ai Centri di Raccolta
Presso i Centri è possibile consegnare gratuitamente qualsiasi tipologia di rifiuti differenziati, da carta, cartone e plastica, vetro, agli ingombranti, agli sfalci e potature, ,pneumatici, agli oli alimentari, toner, apparecchiature elettriche ed elettroniche oltre ai cosiddetti rifiuti urbani pericolosi normalmente utilizzati a livello domestico quali vernici, smalti, e oli minerali ecc…
Tutti i cittadini residenti o domiciliati nel comune di Ferrara possono conferire liberamente i propri rifiuti, semplicemente presentando il tesserino sanitario con il codice fiscale dell’ intestatario della bolletta, oppure la carta smeraldo.

Beni ancora utilizzabili
I mobili, i giocattoli, i libri e l’oggettistica casalinga ancora in buono stato ma non più desiderati, possono essere donati presso l’ Area del Riuso, al centro di raccolta di Via Caretti, creata appositamente per il recupero di oggetti ancora utilizzabili. Compiendo un gesto solidale, è possibile ridare nuova vita ai beni. L’ iniziativa si inserisce in un’ottica di economia circolare, poiché contribuisce ad allungare la vita agli oggetti e, allo stesso tempo, previene l’abbandono e l’accumulo di rifiuti sul suolo pubblico.

Da: Gruppo Hera

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HERA


Ogni giorno politici, sociologi economisti citano un fantomatico “Paese Reale”. Per loro è una cosa che conta poco o niente, che corrisponde al “piano terra”, alla massa, alla gente comune. Così il Paese Reale è solo nebbia mediatica, un’entità demografica a cui rivolgersi in tempo di elezioni.
Ma di cosa e di chi è fatto veramente il Paese Reale? Se ci pensi un attimo, il Paese Reale siamo Noi, siamo Noi presi Uno a Uno.  L’artista polesano Piermaria Romani  si è messo in strada e ha pensato a una specie di censimento. Ha incontrato di persona e illustrato il Paese Reale. Centinaia di ritratti e centinaia di storie.
(Cliccare sul ritratto e ingrandire l’immagine per leggere il testo)

PAESE REALE

di Piermaria Romani

 

Cari lettori,

dopo molti mesi di pensieri, ripensamenti, idee luminose e amletici dubbi, quello che vi trovate sotto gli occhi è il Nuovo Periscopio. Molto, forse troppo ardito, colorato, anticonvenzionale, diverso da tutti gli altri media in circolazione, in edicola o sul web.

Se già frequentate  queste pagine, se vi piace o almeno vi incuriosisce Periscopio, la sua nuova veste grafica e i nuovi contenuti vi faranno saltare di gioia. Non esiste in natura un quotidiano online con il coraggio e/o l’incoscienza di criticare e capovolgere l’impostazione classica di questo “giornale” .

Tanto che qualcuno si è chiesto se  i giornali ancora servono, se hanno ancora un ruolo e un senso i quotidiani.  Arrivano sempre “dopo la notizia”, mettono tutti lo stesso titolo in prima pagina, seguono diligentemente il pensiero unico e il potente di turno, ricalcano in fotocopia le solite sezioni interne: politica interna, esteri, cronaca, economia, sport… Anche le parole sembrano piene di polvere, perché il linguaggio giornalistico, invece di arricchirsi, si è impoverito.  Il vocabolario dei quotidiani registra e riproduce quello del sottobosco politico e della chiacchiera televisiva, oppure insegue inutilmente la grande nuvola confusa del web.

Periscopio propone un nuovo modo di essere giornale, di fare informazione. di accostare Alto e Basso, di rapportarsi al proprio pubblico. Rompe compartimenti stagni delle sezioni tradizionali di quotidiani. Accoglie e riconosce uguale dignità a tutti i generi e a tutti linguaggi: così in primo piano ci può essere una notizia, un commento, ma anche una poesia o una vignetta.  Abbandona la rincorsa allo scoop, all’intervista esclusiva, alla firma illustre, proponendo quella che abbiamo chiamato “informazione verticale”: entrare cioè nelle  “cose che accadono fuori e dentro di noi”, denunciare Il Vecchio che resiste e raccontare Il Nuovo che germoglia; stare dalla parte dei diritti e denunciare la diseguaglianza che cresce in Italia e nel mondo. Insomma: un giornale non rivolto a questo o a quel salotto, ma realmente al servizio della comunità.

Con il quotidiano di ieri – così si diceva – oggi “ci si incarta il pesce”. Non Periscopio, la sua “informazione verticale” non invecchia mai e dal nostro archivio di  50.000 articoli (disponibile gratuitamente) si pescano continuamente contenuti utili per integrare le ultime notizie uscite. Non troverete mai, come succede in quasi tutti i quotidiani on line,  le prime tre righe dell’articolo in chiaro… e una piccola tassa per poter leggere tutto il resto.

Sembra una frase retorica ma non lo è: “Periscopio è un giornale senza padrini e senza padroni”. Siamo orgogliosamente antifascisti, pacifisti, nonviolenti, femministi, ambientalisti. Crediamo nella Sinistra (anche se la Sinistra non crede più a se stessa), ma non apparteniamo a nessuna casa politica, non fiancheggiamo nessun partito e nessun leader. Anzi, diffidiamo dei leader e dei capipopolo, perfino degli eroi. Non ci piacciono i muri, quelli materiali come  quelli immateriali, frutto del pregiudizio e dell’egoismo. Ci piace “il popolo” (quello scritto in Costituzione) e vorremmo cancellare “la nazione”, premessa di ogni guerra e di ogni violenza.

Periscopio è quindi un giornale popolare, non nazionalpopolare. Un quotidiano “generalista”,  scritto per essere letto da tutti (“quelli che hanno letto milioni di libri o che non sanno nemmeno parlare” F. De Gregori), da tutti quelli che coltivano la curiosità, e non dalle élite, dai circoli degli addetti ai lavori, dagli intellettuali del vuoto e della chiacchiera.

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Francesco Monini
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