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Comunicato stampa FIALS.

1 maggio, Fials: Dignità e rinnovi contrattuali in linea con Ue per gli operatori sanitari sempre in corsia

Il segretario generale Giuseppe Carbone sarà in piazza Plebiscito a Napoli da cui è prevista la diretta Facebook.

30 apr. – “Se il primo maggio è la festa del lavoro, c’è davvero poco da festeggiare con un milione di occupati in meno rispetto a prima della pandemia e la crisi economica che ha approfondito le povertà già esistenti. Anche i lavoratori del comparto sanità, sia pubblici che privati, hanno pagato il conto della crisi, tra precariato dilagante e tagli camuffati ai fondi contrattuali. Troppo spesso incerti sul loro futuro e ancora trattati come prestatori d’opera ‘usa e getta’. Durante questo interminabile anno di emergenza, il sindacato ha assistito a situazioni limite, dove i diritti di coloro che tutti hanno definito eroi sono stati più volte calpestati e vilipesi. Ma è giunta l’ora di un segnale forte con un rinnovo contrattuale che riconosca loro professionalità, competenze e relativi sviluppi di carriera in linea con gli altri paesi europei. Ad attenderlo 550mila operatori sanitari stremati da 14 mesi di Covid”. Così Giuseppe Carbone, segretario generale della Fials, che domani mattina sarà in piazza del Plebiscito a Napoli.

“Vale la pena ricordare che mai gli operatori sanitari – prosegue – hanno avuto un momento di tregua da oltre un anno a questa parte, vivendo un quotidiano drammatico in strutture per la maggior parte sotto organico e dovendo supplire in prima persona a carenze organizzativo-gestionali pregresse. Si tratta di categorie di lavoratori con turnistica h24, sette giorni su sette, sempre in prima linea. L’emergenza li ha travolti, all’inizio sequestrando persino la loro vita personale e mettendone a repentaglio la vita, ma ancora oggi li tiene sotto pressione”. “E’ al loro alto senso del dovere, portato alle estreme conseguenze dalla condizione di esposizione al virus, che dedichiamo questa giornata – conclude Carbone – non dimenticando gli applausi tributati dai balconi, né i loro volti sfigurati dalle mascherine. Sempre memori degli oltre 110mila sanitari contagiati e delle centinaia di vittime lasciate sul campo”.

Per intervenire su questi temi e molto altro, il segretario generale della Fials presenzierà all’evento organizzato dalla Confsal (Confederazione Generale Sindacati Autonomi Lavoratori) dal titolo“Giornata del Lavoro per la Ripresa e la Rinascita”, previsto per il primo maggio in piazza del Plebiscito a Napoli. L’evento intende celebrare la festa dei lavoratori in modo costruttivo insieme a tutte le Federazioni, attraverso la presentazione e il confronto sulle proposte fondamentali per il futuro del Paese. Sarà possibile seguire la diretta Facebook a partire dalle ore 10:00, collegandosi al seguente link: https://fb.me/e/2u10fB780.

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Caro lettore

Dopo molti mesi di pensieri, ripensamenti, idee luminose e amletici dubbi, quello che vi trovate sotto gli occhi è il Nuovo Periscopio. Molto, forse troppo ardito, colorato, anticonvenzionale, diverso da tutti gli altri media in circolazione, in edicola o sul web.

Se già frequentate  queste pagine, se vi piace o almeno vi incuriosisce Periscopio, la sua nuova veste grafica e i nuovi contenuti vi faranno saltare di gioia. Non esiste in natura un quotidiano online con il coraggio e/o l’incoscienza di criticare e capovolgere l’impostazione classica di questo “il giornale” un’idea (geniale) nata 270 anni fa, ma che ha introdotto  dei codici precisi rimasti quasi inalterati. Nemmeno la rivoluzione digitale, la democrazia informava, la nascita della Rete, l’esplosione dei social media, hanno cambiato di molto le testate giornalistiche, il loro ordine, la loro noia.

Tanto che qualcuno si è chiesto se ancora servono, se hanno ancora un ruolo e un senso i quotidiani.  Arrivano sempre “dopo la notizia”, mettono tutti lo stesso titolo in prima pagina, seguono diligentemente il pensiero unico e il potente di turno, ricalcano in fotocopia le solite sezioni interne: politica interna, esteri, cronaca, economia, sport…. Anche le parole sembrano piene di polvere, perché il linguaggio giornalistico, invece di arricchirsi, si è impoverito.  Il vocabolario dei quotidiani registra e riproduce quello del sottobosco politico e della chiacchiera televisiva, oppure insegue inutilmente la grande nuvola confusa del web.

Periscopio propone un nuovo modo di essere giornale, di fare informazione. di accostare Alto e Basso, di rapportarsi al proprio pubblico. Rompe compartimenti stagni delle sezioni tradizionali di quotidiani. Accoglie e dà riconosce uguale dignità a tutti i generi e tutti linguaggi: così in primo piano ci può essere una notizia, un commento, ma anche una poesia o una vignetta.  Abbandona la rincorsa allo scoop, all’intervista esclusiva, alla firma illustre, proponendo quella che abbiamo chiamato “informazione verticale”: entrare cioè nelle  “cose che accadono fuori e dentro di noi”, denunciare Il Vecchio che resiste e raccontare Il Nuovo che germoglia, stare dalla parte dei diritti e denunciare la diseguaglianza che cresce in Italia e nel mondo. .

Con il quotidiano di ieri, così si diceva, oggi ci si incarta il pesce. Non Periscopio, la sua “informazione verticale” non invecchia mai e dal nostro archivio di quasi 50.000 articoli (disponibile gratuitamente) si pescano continuamente contenuti utili per integrare le ultime notizie uscite. Non troverete mai, come succede in quasi tutti i quotidiani on line,  le prime tre righe dell’articolo in chiaro… e una piccola tassa per poter leggere tutto il resto.

Sembra una frase retorica ma non lo è: “Periscopio è un giornale senza padrini e senza padroni”. Siamo orgogliosamente antifascisti, pacifisti, nonviolenti, femministi, ambientalisti. Crediamo nella Sinistra (anche se la Sinistra non crede più a se stessa), ma non apparteniamo a nessuna casa politica, non fiancheggiamo nessun partito e nessun leader. Anzi, diffidiamo dei leader e dei capipopolo, perfino degli eroi. Non ci piacciono i muri, quelli materiali come  quelli immateriali, frutto del pregiudizio e dell’egoismo. Ci piace “il popolo” (quello scritto in Costituzione) e vorremmo cancellare “la nazione”, premessa di ogni guerra e  di ogni violenza.

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