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da: organizzatori

Note fluttuanti, timbri insoliti e un incantevole scenario. Emozioni intramontabili create in un’oasi di naturalistica poesia per rendere onore a due tra i musicisti più amati.

Proseguono con un ottimo successo di pubblico e critica gli appuntamenti di:

VallinArmonia 2015
rassegna organizzata da Società Terre – Gruppo Soelia, Comune di Argenta, Consorzio della Bonifica Renana, Ecomuseo di Argenta, Parco Delta del Po insieme a Circolo Amici della Musica “F.G. Zagagnoni” di Argenta, CAI e Pro Loco.

Domenica 30 agosto 2015, a partire dalle ore 18.00, sarà la volta di
MUSICA SULL’ACQUA
Händel e Vivaldi: il Genio e la Bellezza
Un originale concerto che vedrà protagonisti l’ensemble Camerata Estense, composto da 20 musicisti diretti da Giulio Arnofi, e le soliste Martina Dainelli (tromba), docente presso il Conservatorio “G. Frescobaldi” di Ferrara e Lucia Luconi (tromba), dal Teatro dell’Opera di Roma.

Lo sfondo della Cassa Bassarone costituirà il panorama ideale per rendere omaggio a due compositori geniali e amatissimi dal grande pubblico.
Fulcro di questo appuntamento, che si svolgerà in prossimità del bacino idrico, la celeberrima Water Music di Georg Friedrich Händel, con Royal Fireworks Music il lavoro strumentale più famoso del grande maestro tedesco, trasferitosi definitivamente a Londra dal 1711 dove avrebbe in seguito ottenuto uno straordinario successo soprattutto in ambito teatrale, come compositore di opere italiane. Si tratta di una serie di movimenti orchestrali originariamente eseguiti, secondo la richiesta di re Giorgio I, sul fiume Tamigi da musicisti posizionati su una chiatta in prossimità di quella reale, da cui lo stesso re ascoltava, entusiasta, insieme con alcuni amici. Archi, oboi, fagotti, corni, trombe e clavicembalo allieteranno dunque un tramonto “musicale” sulle acque di una delle oasi naturalistiche più importanti di tutto il territorio nazionale.
Sempre di Händel, dall’oratorio Solomon, ascolteremo inoltre The Arrival of the Queen of Sheba mentre di Antonio Vivaldi il Concerto in Do maggiore per due trombe, archi e b.c. RV 537.

Ritrovo alle ore 17 presso Piazza Marconi ad Argenta, da dove una navetta gratuita raggiungerà il luogo dell’evento. A seguire, ricco buffet nel Parco della Pieve di San Giorgio. Per informazioni e prenotazioni: Museo delle Valli di Argenta:
Tel. 0532/808058 – 329/8323750. Email: info@vallidiargenta.org

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Riceviamo e pubblichiamo


PAESE REALE

di Piermaria Romani

 

Caro lettore

Dopo molti mesi di pensieri, ripensamenti, idee luminose e amletici dubbi, quello che vi trovate sotto gli occhi è il Nuovo Periscopio. Molto, forse troppo ardito, colorato, anticonvenzionale, diverso da tutti gli altri media in circolazione, in edicola o sul web.

Se già frequentate  queste pagine, se vi piace o almeno vi incuriosisce Periscopio, la sua nuova veste grafica e i nuovi contenuti vi faranno saltare di gioia. Non esiste in natura un quotidiano online con il coraggio e/o l’incoscienza di criticare e capovolgere l’impostazione classica di questo “il giornale” un’idea (geniale) nata 270 anni fa, ma che ha introdotto  dei codici precisi rimasti quasi inalterati. Nemmeno la rivoluzione digitale, la democrazia informava, la nascita della Rete, l’esplosione dei social media, hanno cambiato di molto le testate giornalistiche, il loro ordine, la loro noia.

Tanto che qualcuno si è chiesto se ancora servono, se hanno ancora un ruolo e un senso i quotidiani.  Arrivano sempre “dopo la notizia”, mettono tutti lo stesso titolo in prima pagina, seguono diligentemente il pensiero unico e il potente di turno, ricalcano in fotocopia le solite sezioni interne: politica interna, esteri, cronaca, economia, sport…. Anche le parole sembrano piene di polvere, perché il linguaggio giornalistico, invece di arricchirsi, si è impoverito.  Il vocabolario dei quotidiani registra e riproduce quello del sottobosco politico e della chiacchiera televisiva, oppure insegue inutilmente la grande nuvola confusa del web.

Periscopio propone un nuovo modo di essere giornale, di fare informazione. di accostare Alto e Basso, di rapportarsi al proprio pubblico. Rompe compartimenti stagni delle sezioni tradizionali di quotidiani. Accoglie e dà riconosce uguale dignità a tutti i generi e tutti linguaggi: così in primo piano ci può essere una notizia, un commento, ma anche una poesia o una vignetta.  Abbandona la rincorsa allo scoop, all’intervista esclusiva, alla firma illustre, proponendo quella che abbiamo chiamato “informazione verticale”: entrare cioè nelle  “cose che accadono fuori e dentro di noi”, denunciare Il Vecchio che resiste e raccontare Il Nuovo che germoglia, stare dalla parte dei diritti e denunciare la diseguaglianza che cresce in Italia e nel mondo. .

Con il quotidiano di ieri, così si diceva, oggi ci si incarta il pesce. Non Periscopio, la sua “informazione verticale” non invecchia mai e dal nostro archivio di quasi 50.000 articoli (disponibile gratuitamente) si pescano continuamente contenuti utili per integrare le ultime notizie uscite. Non troverete mai, come succede in quasi tutti i quotidiani on line,  le prime tre righe dell’articolo in chiaro… e una piccola tassa per poter leggere tutto il resto.

Sembra una frase retorica ma non lo è: “Periscopio è un giornale senza padrini e senza padroni”. Siamo orgogliosamente antifascisti, pacifisti, nonviolenti, femministi, ambientalisti. Crediamo nella Sinistra (anche se la Sinistra non crede più a se stessa), ma non apparteniamo a nessuna casa politica, non fiancheggiamo nessun partito e nessun leader. Anzi, diffidiamo dei leader e dei capipopolo, perfino degli eroi. Non ci piacciono i muri, quelli materiali come  quelli immateriali, frutto del pregiudizio e dell’egoismo. Ci piace “il popolo” (quello scritto in Costituzione) e vorremmo cancellare “la nazione”, premessa di ogni guerra e  di ogni violenza.

Periscopio è quindi un giornale popolare, non nazionalpopolare. Un quotidiano “generalista”,  scritto per essere letto da tutti (“quelli che hanno letto milioni di libri o che non sanno nemmeno parlare” F. De Gregori), da tutti quelli che coltivano la curiosità, e non dalle elites, dai circoli degli addetti ai lavori, dagli intellettuali del vuoto e della chiacchiera.

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Francesco Monini
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